|
SIMAXIS Simaxis dà l’addio al
calcio: cronaca di una fine annunciata
SIMAXIS. Ormai è ufficiale: la società calcistica del
Simaxis è stata cancellata dal campionato di seconda categoria
girone D. Il provvedimento disciplinare, dopo che per ben quattro
volte la formazione locale non si era presentata sul terreno di gioco,
era nell’aria. Giovedì è giunta la decisione ufficiale.
l giudice sportivo, infatti, dopo aver letto il referto arbitrale
adottato dall’arbitro nell’incontro in programma contro
il Marrubiu ha adottato le sanzioni contemplate negli articoli 53
e 55 del regolamento. In pratica si tratta di una vera e
propria radiazione. La società sportiva del Simaxis - per essere
ancora più chiara - non esiste più e anche nell’eventualità
volesse riprendere la propria attività in un campionato dilettantistico
isolano dovrà essere costituita ex novo, addirittura adottando
un nome diverso. Ma c’è dell’altro. Oltre
al pesante provvedimento disciplinare la società è stata
chiamata a pagare con una pesante ammenda amministrativa. Il
giudice, infatti, ha inflitto una multa pari a 520euro, ovvero dieci
volte la misura prevista per la prima rinuncia. Qualcuno
si è posto l’interrogativo: cosa succederà per
il proseguo del campionato? Il giudice sportivo ha pensato anche a
questo stabilendo che tutte le gare che la società del Simaxis
avrebbe dovuto disputare saranno considerate perse con il risultato
di tre a zero. Si tratta di un provvedimento che penalizza
anche le altre formazioni considerato che il campionato risulta di
fatto sfalsato. Ma forse non c’erano neanche soluzioni
alternative. Resta da definire quale sarà la sorte
dei calciatori. Saranno svincolati? Oppure per il proseguo del campionato
restano comunque vincolati ad una società che è stata
di fatto radiata? Difficile a dirsi. Peraltro nel comunicato ufficiale
non c’è alcuna menzione al riguardo. Il provvedimento
non fa alcuna menzione al settore giovanile. Che, contrariamente a
quanto ipotizzato in precedenza, non pare assolutamente coinvolto
in questa tormentata e spiacevole vicenda. Per conoscere nei dettagli
gli inevitabili sviluppi di questa storia sarà tuttavia necessario
attendere ancora qualche giorno.
Mario Tendas menu |
BUSACHI - Forse aperti già
a maggio i nuovi cantieri di rimboschimento
BUSACHI. I giochi sono ormai fatti. L’ultimo degli
impedimenti che ancora teneva inchiodato al palo il piano di rimboschimento
nell’Oristanese è stato eliminato: i cantieri di lavoro
diventeranno operativi forse già nel prossimo mese di maggio.
A sbloccare situazione di paralisi dovuta all’esistenza degli
usi civici su una vasta estensione dei comprensori di diversi Comuni
coinvolti nel progetto, è intervenuta ll’amministrazione
regionale tramite l’emissione di apposito decreto. Il provvedimento
è reso noto alle amministrazioni interessate appena una manciata
di giorni fa.
Il provvedimento annulla di fatto il vincolo che impediva
lo sfruttamento dei terreni ai fini stabiliti dall’accordo
stipulato con l’Ente sardo foreste. Il definitivo benestare
dell’assessorato all’Agricoltura, che ha esaudito le
richieste concernenti il mutamento di destinazione d’uso delle
terre date in concessione all’ente strumentale, dà
così l’atteso via libera alla procedura sottesa all’attivazione
dei cantieri forestali.
Questo atto formale è la diretta conseguenza del preciso
impegno assunto dall’assessore Felicetto Contu durante l’incontro
che martedì ha radunato al Palazzo del potere di Cagliari
alcuni dei sedici sindaci firmatari del piano di rimboschimento.
La riunione ha coinvolto i rappresentanti istituzionali di
Busachi, Fordongianus, Paulilatino, Villanova Truschedu, Meana Sardo,
Austis, Masullas e Morgongiori, da tempo in attesa di una disposizione
che consentisse di mettere finalmente in atto i contenuti del progetto:
«Adesso si può cominciare a valutare il piano in termini
realistici» dichiara soddisfatto il sindaco di Busachi, protagonista,
insieme con altri quindici amministratori locali, di una lotta unitaria
ingaggiata per salvaguardare i termini di un accordo di programma
che, a distanza di oltre due anni dalla stipula, rischiava l’oblio.
«Questi risultati - prosegue - si devono in egual misura
all’intelligenza e impegno di tutti gli amministratori che
accantonando qualsiasi colorazione politica, hanno portato avanti
la rivendicazione».
Dopo le comunicazioni ufficiali, ha cominciato ad ingranare
anche la fase operativa. Nei giorni scorsi i tecnici dell’Ente
foreste hanno avviato infatti le verifiche sulla consistenza dei
terreni che i comuni hanno ceduto per un periodo, rinnovabile, di
trent’anni. Questo ente ha concesso 261 dei quasi 500 ettari
complessivi su cui saranno aperti i cantieri attraverso cui sarà
avviato un piano di valorizzazione ambientale e creato un centinaio
di posti di lavoro. Le tappe successive riguarderanno l’approvazione
del progetto da parte dei vertici dell’Ente Foreste e l’iter
legato alle assunzioni.
Maria Antonietta Cossu menu |
|
ARDAULI - Gli incentivi per chi vuole fare
impresa
ARDAULI. Quando l’istituto di credito scende in campo
per andare incontro ai bisogni del cittadino.
È il caso del Banco di Sardegna, che sta organizzando
degli incontri sul territorio per promuovere iniziative che hanno
come fine quello di agevolare gli investimenti.
Il seminario informativo, in programma questo pomeriggio alle
16,30 nell’aula consiliare, si rivolge infatti a tutti gli
imprenditori della zona.
Alcuni esperti dell’istituto isolano illustreranno tutte
le opportunità e gli incentivi proposti dal Banco di Sardegna
a favore degli utenti che intendono investire in attività
produttive legate ai diversi settori d’impresa.
E anche per molti giovani potrebbe essere l’occasione
giusta per tramutare quello che sembrava solo un sogno in realtà.
- m.a.c. menu |
|
SAMUGHEO - In Consiglio si parla di gas
SAMUGHEO. Si fanno passi in avanti sul fronte della creazione
dell’apparato distributivo del gas di città. Il Consiglio
affronterà l’argomento nel corso della riunione convocata
per le 20.30. Durante i lavori sarà vagliata la proposta relativa
all’individuazione del sito su cui realizzare una centrale di
stoccaggio, come prevede il piano generale disposto dal Consorzio
industriale Valle Tirso. Le forze di maggioranza e opposizione passeranno
successivamente all’esame del bilancio previsionale 2004-2006
e dell’esercizio finanziario corrente. Un altro argomento contemplato
in agenda riguarda una questione prettamente economica: la determinazione
del gettone di presenza da corrispondere ai componenti delle commissioni
comunali. (m.a.c.)menu |
|
SENEGHE - La terra e la proprietà tra il
1500 e il 1800 SENEGHE. “Cunzaos, terras apertas,
terras de su re e terras de sa comunidade” è questo il
titolo del convegno organizzato da Su Sotziu de sos Mannos e previsto
per l’11 febbraio alle 18 nella Casa Aragonese. L’incontro
verterà sulla storia della gestione della terra a Seneghe dal
1500 al 1800, secondo uno studio di Mario Cubeddu. La gestione
della terra infatti non è stata sempre uguale nei secoli ma
si è passati da forme tradizionali di gestione collettiva alla
proprietà individuale, passando attraverso il feudalesimo e
la proprietà del re. La questione non è di poca importanza
perché in passato sul possesso della terra si giocavano le
più importanti questioni economiche, sociali e politiche. (g.l.)
menu |
|
PROVINCIA
Per l’ufficio staccato a Bosa il Consiglio deciderà martedì
ORISTANO. Il consiglio provinciale deciderà martedì
in merito alla mozione presentata dai consiglieri Demontis e Mameli
per l’attivazione, nel Municipio di Bosa, di un ufficio di
pertinenza provinciale. All’ordine del giorno dell’assemblea
di via Senatore Carboni, convocata per le ore 17 dal presidente
Ignazio Carrus, anche l’interpellanza urgente presentata dai
consiglieri Deias e Melis sulla chiusura delle strade campestri
tra Uras e Morgongiori e quella del consigliere Salvatore Bonesu
sulla situazione del liceo classico ‘De Castro’. Infine,
l’interrogazione, ancora di Bonesu, sullo stato dei lavori
del ponte di Cabras e l’approvazione del piano faunistico
provinciale. menu |
|
CONTINUITA' TERRITORIALE
(Più ampia la ) - Domenica 08-02-04
Una delibera regionale introduce nuove rotte in libera concorrenza
SASSARI. Dal prossimo gennaio
i sardi e i loro familiari voleranno in regime di continuità
territoriale e a tariffe agevolate. Non è una ottimistica
dichiarazione di intenti, ma un progetto concreto.
Lo prevede una delibera approvata nei giorni scorsi dalla
Giunta regionale e presentata ieri a Sassari dall’assessore
ai Trasporti Salvatore Amadu. Uno degli aspetti più importanti
del documento è l’avvio di un meccanismo che nel breve
periodo introduce il regime di libera concorrenza e il potenziamento
delle rotte da e per la Sardegna. Dal gennaio 2005, dunque, i sardi
potranno raggiungere, in continuità territoriale, non solo
Roma e Milano, ma anche Bologna, Verona, Pisa, Torino, Venezia,
Genova, Napoli e Orio al Serio. «La moltiplicazione delle
rotte in continuità territoriale- ha spiegato Salvatore Amadu-
si è resa necessaria anche per decongestionare il traffico
aereo sulle uniche due rotte di Roma e Milano». Da uno studio
curato dall’assessorato ai Trasporti è emerso inoltre
che molti viaggiatori non si fermano a Roma e Milano, ma proseguono
per altre località con mezzi diversi.
L’approvazione della delibera è l’esito
di una lunga fase di studio che ha visto impegnati i tecnici delle
compagnie, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria
per apportare alcune sostanziali modifiche al primo protocollo d’intesa
sulla continuità. L’iter prevede ora un confronto fra
l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e la Regione per
la definizione degli ultimi dettagli prima della presentazione all’Unione
europea e l’apertura di un bando di gara internazionale rivolto
a tutte le compagnie. Salvo complicazioni il percorso dovrebbe compiersi
entro un mese e mezzo e se ci sarà la risposta delle compagnie
potrebbe finire presto l’era del monopolio. Come dire che
in Sardegna potrebbero arrivare molto preso altre compagnie aeree
e instaurare di fatto un regime di libera concorrenza. Le compagnie
sono anche disposte a offrire i servizi in continuità rinunciando
ai compensi statali, una decisione che consentirebbe di accantonare
risorse finanziarie per circa settanta miliardi di vecchie lire.
A questo riguardo l’assessore Amadu ha già chiesto
che quei fondi restino comunque in Sardegna. L’obiettivo della
delibera, illustrata ieri dall’assessore Salvatore Amadu,
è quello di rispondere in modo adeguato alla nuova domanda
e ovviare ad alcuni inconvenienti legati soprattutto alla rigidità
tariffaria per i non residenti. Stando al documento, infatti, questo
fatto avrebbe inciso notevolmente sui pacchetti «all inclusive»
offerti per la Sardegna dai maggiori tour operator italiani con
il conseguente spostamento di rotta verso altre destinazioni. A
questo si è aggiunta la carenza dei posti nei periodi di
alta stagione, aspetti che, stando alla relazione dell’asessore
Amadu, hanno contribuito al calo delle presenze turistiche in Sardegna.
Nella bozza presentata ieri mattina è stata inserita anche
la «clausola sociale» sollecitata lo scorso 26 novembre
a Cagliari dalle organizzazioni sindacali e già stabilita
nel protocollo d’intesa con gli assessorati al Lavoro, ai
Trasporti e il presidente della Giunta. Le compagnie si impegnano,
dunque, a salvaguardare i posti di lavoro e i redditi dei dipendenti.
«Il documento rappresenta uno degli atti più qualificati
del governo regionale - ha concluso Amadu- e recepisce le richieste
di Cgil, Cisl e Uil».
ANTONIO MELONI - menu |
|
ALES - Il mega parco eolico è già
da rottamare
Dopo dieci anni l’Enel chiede di sostituirlo
Un fallimento durato dieci lunghi anni. Il mega impianto eolico sul
Monte Arci è stato un flop. Trentaquattro pale che hanno prodotto
a basso regime e con macchinari superati. A svelare il passo falso
è lo stesso responsabile della Enel Green Power per la Sardegna
Giorgio Porcu: «Inutile nasconderlo», ha detto, «gli
aerogeneratori installati negli anni ‘90 erano già sorpassati
tecnologicamente. Le migliori macchine allora in Italia, anche se
in campo mondiale esistevano aerogeneratori più sofisticati».
Ammissioni di colpe passate dunque. Scelte ricadute poi negativamente
sul funzionamento del parco eolico. La società che aveva installato
le 34 pale non ha riscosso un successo sul mercato per gli aerogeneratori
ed ha abbandonato la linea di produzione. Sono così venuti
a mancare i ricambi necessari per la manutenzione delle macchine.
In questi anni ha funzionato sul Monte Arci un impianto non efficiente.
Ora la possibilità di rottamare i vecchi per sistemarne dei
nuovi, e passare dagli attuali otto milioni di kilowatt ai ventisette
milioni l’anno. Il Comune di Ales deciderà nelle prossime
settimane se accettare la proposta della Enel Green Power. Al vaglio
dei consiglieri comunali i chiarimenti dei responsabili isolani della
più grossa società mondiale che si occupa di energia
prodotte da fonti rinnovabili, arrivati l’altro pomeriggio in
consiglio comunale ad Ales per illustrare il progetto, nei territori
di Ales, Pau e Morgongiori. La proposta della Green Power sui tavoli
dei tre sindaci Lino Trudu, Gianfranco Marras e Mariangela Puggioni
è una nuova convenzione di durata trentennale che faccia riacquistare
al parco eolico una dignità e uno sviluppo industriale.
I 16 aerogeneratori saranno sistemati, 4 ad Ales e Pau, 8 a Morgongiori.
Avranno un’altezza di 42 metri, ogni macchina sarà da
850 megawatt. Per ogni comune 800 euro l’anno per ogni macchina
e l’1,5 per cento sul ricavo lordo dell’energia prodotta.
Tempi di realizzazione: se si partirà a settembre 2004 entro
agosto 2005 il nuovo parco eolico sarà funzionante. «Ci
occuperemo anche della dismissione delle pale rimosse e del ripristino
ambientale di quelle aree”, ha aggiunto Giuseppe Locci, della
Green Power. Il sindaco di Ales ha delle remore giustificate. «In
passato abbiamo sentito tante belle promesse ma pochi fatti concreti
e abbiamo davvero goduto di scarsi benefici dal funzionamento del
parco eolico», dice Trudu, «questa volta pretendiamo rassicurazioni
maggiori». Trudu ha richiesto una diminuzione della durata della
convenzione, ma per Porcu trent’anni è il periodo minimo
per ammortizzare i costi di riconversione del parco eolico, «per
16 macchine spenderemo 15 milioni di euro». Diversi quesiti
sono arrivati dai banchi del consiglio e dal pubblico. «Disagi
per i cacciatori?», ha chiesto dalla minoranza Giampaolo Cadoni.
«La selvaggina non è mai stata influenzata dai generatori»,
dice Porcu. Opportunità di riduzioni del costo dell’energia
per Ales, chiede tra il pubblico Ezio Zucca. «Non è possibile,
noi produciamo non vendiamo energia, offriremo al comune 16 mila euro
per un’opera pubblica», replica Porcu.
Antonio Pintori -L'Unione Sarda 14-02-04 - menu |
|
BUSACHI - Il ministro Lunardi e l’acqua:
una storia senza Guilcer e Barigadu
L'Alto Oristanese s’indigna di fronte alla visita istituzionale
BUSACHI. La visita istituzionale del ministro Pietro Lunardi sembra
avere avuto sugli amministratori dei comuni distribuiti a monte
del nuovo invaso lo sgradevole, doloroso effetto del coltello affondato
e sadicamente rigirato nella piaga. L’inaugurazione del cantiere
dei lavori per il collegamento dei sistemi idrici del Tirso e del
Fluemendosa, con tanto di benedizione del capo del dicastero alle
Infrastrutture e Grandi opere, giovedì ha riportato a galla
tutta l’insofferenza di queste comunità.
Rivendicazioni accampate non solo in nome delle grandi rinunce
a cui l’area Guilcer-Barigadu si è forzatamente prestata
per dare corso alla costruzione dei due grandi sbarramenti sul Tirso,
ma anche in virtù del legittimo desiderio di creare le condizioni
per dare reale impulso allo sviluppo territoriale attraverso una
rete capillare d’infrastrutture e la valorizzazione turistica
del lago.
E il virtuale taglio del nastro da parte di Lunardi ha suscitato
solo indignazione da parte di chi da anni chiede di essere ascoltato:
«Le richieste del Campidano di Oristano e Cagliari sono legittime
e vanno soddisfatte», premette il sindaco Salvatore Crobu,
«Ma l’acqua è un bene necessario a tutti: anche
noi ne abbiamo diritto. Non possiamo continuare a restare esclusi
in eterno».
Comunque la solidarietà alle popolazioni della Sardegna
centro-meridionale non è messa in discussione da nessuno.
Così come non è la mega-condotta da oltre 76milioni
di euro ad essere oggetto di contestazione. Semmai, ad avvelenare
il dente agli amministratori locali, è l’assoluta indifferenza
e inerzia delle istituzioni: «Quando si tratta di discutere
temi importanti e di interesse generale gli enti locali vengono
tagliati fuori», commenta Renato Nieddu, sindaco di Sedilo,
uno dei paesi che ha pagato il prezzo più alto per quanto
riguarda le concessioni territoriali finalizzate alla costruzione
del nuovo invaso, «E il fatto che non siamo stati interpellati
nemmeno in merito a questo accordo di programma ne è la riprova.
Ciò denota grande mancanza di rispetto istituzionale: forse
temevano che avremmo chiesto il conto, avanzando rivendicazioni
per sviluppo di queste zone».
Il registro non cambia con il sindaco di Ardauli, Claudio
Zago: «È inammissibile avere centinaia di milioni di
metri cubi d’acqua sotto il naso e non poterli utilizzare.
Mentre in paese l’erogazione è limitata a sole tre
ore giornaliere. Questa è stata l’ennesima conferma
che noi siamo stati messi nel dimenticatoio. Da 30 anni il problema
esiste, da altrettanti non riceviamo risposte».
Il rapporto tra benefici e perdite relative alla presenza
dello sbarramento è davvero negativo. Ne sa qualcosa anche
Bidonì, con oltre 600 ettari sacrificati in cambio di nulla:
«È ora che la Regione si interessi seriamente, trovando
soluzioni concrete», dice il sindaco Antonio Cossu, «Non
possiamo essere trascurati oltre».
«Queste comunità hanno subito delle vere e proprie
rapine con la costruzione degli invasi», lamenta il primo
cittadino di Neoneli, Alfredo Stara, «Anche questi territori
hanno sete e stanno subendo gravi danni ambientali. È ora
che vengano adeguatamente compensati».
Maria Antonietta Cossu - NS - 14-02-04 - menu |
|
ORISTANO - Ora è guerra tra Ept e Consorzio
turistico
Bagarre prima della Bit di Milano Koch: puniti perchè non schierati
ORISTANO. Si fanno ancora più aspri i toni
della polemica tra Ente provinciale per il turismo e Consorzio turistico
oristanese sulla partecipazione dell’Ept alla ‘Bit’
di Milano, che apre i battenti proprio oggi. Una partecipazione limitata
agli enti pubblici a causa dell’esiguo spazio dello stand riservato
alla provincia di Oristano, secondo il commissario dell’ente
Pasquale Carboni; una partecipazione in qualche modo pilotata, invece,
stando a quanto sostiene il presidente del Consorzio. Andreas
Koch ieri ha rincarato la dose in una lettera aperta nella quale non
risparmia accuse, anche piuttosto pesanti, all’Ept. «Il
Cto - scrive Koch -, che raggruppa la quasi totalità degli
operatori turistici provinciali e degli occupati del settore, senza
voler passare per vittima sacrificale, è fortemente preoccupato
per l’atteggiamento che l’Ente provinciale per il turismo
continua a tenere in merito alla promozione del territorio in occasione
di manifestazioni turistiche in Italia e all’estero. Come apprendiamo
dalla stampa, non saremo ospitati alla prossima Bit di Milano perché
lo stand dell’Ente è “di ridotte dimensioni”.
Tuttavia nella nwesletter fatta stampare dall’Ept si legge ‘...Quest’anno
l’Ept avrà un ampio spazio... dove si conta di vendere
il prodotto Oristano’. Sempre dalla stampa apprendiamo che ‘verranno
ammessi solo gli enti pubblici’. E qui arrivano le
prime bordate. «Da quando - scrive infatti Koch - la Memoria
Storica è un ente pubblico? Ma soprattutto, da quando un ente
pubblico può vendere il prodotto turistico dei privati senza
l’approvazione degli imprenditori che di turismo vivono? Ancora,
com’è possibile che l’Ente continui a promuovere
e sostenere solamente le inziative di un’unica agenzia di viaggi
che ha la sola prerogativa di non appartenere al Consorzio turistico
oristanese? Perché alle gare indette dall’Ept vengono
invitate solo le aziende non associate al Consorzio o aziende che
proprio non esistono? Troppi atteggiamenti controversi da parte dell’Ente,
atteggiamenti che in altri contesti verrebbero definiti “sospetti”».
Andreas Koch sottolinea quindi che «la chiusura di diversi
alberghi in provincia di Oristano, unita al bassissimo tasso di occupazione
di tutte le strutture più in generale, mal si conciliano con
l’atteggiamento del commissario dell’Ept il quale, oltre
a non collaborare con i privati per il raggiungimento dell’obiettivo
comune, con il suo modo di operare (vedi la suddivisione dello spazio
per la Bit) mette gli operatori l’uno contro l’altro.
Il Consorzio turistico oristanese sta di fatto pagando il prezzo di
non essere schierato politicamente. È nel nostro spirito essere
costruttivi, pertanto invitiamo l’assessore regionale al turismo
Roberto Frongia, l’assessore provinciale al turismo Pierpaolo
Pisu, l’assessore comunale al turismo Mario Lai, gli assessori
al turismo dei comuni più interessati allo sviluppo della provincia
e il commissario dell’Ept a partecipare alla conferenza di servizi
che è sempre più necessaria per porre fine a comportamenti
miopi che stanno di fatto affondando tutte le velleità turistiche
della zona».- NS - menu |
|
NUGHEDU S.V. 20 FEBBRAIO 2004
Più informazione per le imprese con lo sportello del Job Center
NUGHEDU S.V. Uno strumento operativo finalizzato all’orientamento
del cittadino nel labirintico mondo del lavoro e del sistema delle
attività d’impresa. Sarà questa la funzione essenziale
del “Job Center”, uno sportello informativo di prossima
apertura su questo territorio. Il progetto, che riunisce otto Comuni
distribuiti tra due sponde dell’Omodeo, sarà illustrato
lunedì, nella sala consiliare del municipio. Il Job Center
Barigadu, che funzionerà in via sperimentale per i prossimi
dodici mesi, è stato progettato grazie a un finanziamento del
Por Sardegna. La finalità di questo strumento sarà l’inserimento
o il reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati che potranno
fruire di un sistema informativo avanzato. Il centro di
riferimento sarà Nughedu, ente capofila. Nei giorni feriali
sarà inoltre attivato il collegamento telematico con i Comuni
coinvolti: Bidonì, Sorradile, Fordongianus, Busachi, Allai,
Boroneddu e Ula Tirso: «Il Job Center rappresenta un nuovo metodo
d’informazione e uno strumento di cui il territorio necessitava.
Si sta consolidando un sistema basato sulla cooperazione di comuni
viciniori», dice la sindaco Franca Onida (m.a.c.) NS menu
|
|
GHILARZA 20 FEBBRAIO 2004
La piccola grande Italia scopre le tradizioni del suo vero volto
Tre paesi del Guilcer alla giornata dedicata ai borghi del Bel Paese
GHILARZA. Il volto autentico del Bel Paese è nascosto tra le
centinaia e centinaia di piccoli borghi che dalla corona alpina, passando
per la catena appenninica, sino alle isole maggiori, disegnano la
“Piccola grande Italia”. Un vasto firmamento di minuscole
realtà locali spesso ancora tutte da scoprire, ma che serbano
un prezioso patrimonio culturale, monumentale, eno-gastronomico e
ambientale. Ricchezze da recuperare, rivalutare, salvaguardare e far
conoscere. Un intendimento che ha dato l’input all’importante
iniziativa, in programma il 28 marzo, promossa dall’Enel e sposata
da Legambiente. L’evento racchiude nel titolo il valore e il
significato del progetto: “Voler bene all’Italia”,
valorizzando quindi le specificità e le risorse dei suoi centri
minori. Peculiarità che connotano l’identità
di questo Paese. Anche la Sardegna svelerà uno dei suoi aspetti
meno noti, sconosciuti a molti: il suo entroterra. Una realtà
che nella giornata dedicata ai mille borghi d’Italia sarà
rappresentata anche da Ghilarza, Bidonì e Nughedu Santa Vittoria.
I tre centri dell’Oristanese insieme sfiorano appena i
5000 abitanti, ma il potenziale del patrimonio etno-culturale di questo
territorio è comunque ragguardevole. Per un’intera giornata
sarà possibile visitare importanti siti naturali e archeologici,
monumenti di pregio e notevole valore storico quali, per citare solo
alcuni esempi, il Museo Casa Gramsci, la Torre aragonese, la chiesa
di San Pietro e la foresta pietrificata di Zuri. E ancora, l’antichissimo
tempio di Giove e il novenario di Santa Maria di Ossolo a Bidonì,
oltre alla necropoli a domus de janas e alle chiese in stile gotico-catalano
di Nughedu Santa Vittoria. «Enel ha aderito con entusiasmo perché
si riconosce nei valori di autenticità e genuinità ai
quali si ispira e contribuisce a valorizzare il patrimonio dei mille
borghi d’Italia», dichiara Paolo Scaroni, amministratore
delegato della società. «Ricchezze immense»,
dice il presidente onorario di Legambiente, Ermete Realacci, «Motori
di un nuovo sviluppo economico del Paese». (m.a.c.) NS menu |
|
LA TIRSO 20 FEBBRAIO 2004 L’Alto
Oristanese si prepara per l’arrivo del metano dall’Algeria
Sedici comuni hanno sposato il grande progetto di collegamento
ULA TIRSO. Nell’attesa che venga costruito il mastodontico
condotto terracqueo che convoglierà il gas metano dall’Algeria
all’isola, in molte parti dell’isola è iniziata
la corsa all’infrastrutturazione per non arrivare impreparati
al grande appuntamento. La sensazione è comunque che lo sfruttamento
di questa fonte energetica erogata attraverso il metanodotto che
collegherà l’Africa alla Sardegna e infine alla Penisola,
rappresenti una possibilità ancora lontana. Una sorta di
ponte di Messina nostrano. Di contro, opinione altrettanto diffusa
tra i sostenitori del piano di metanizzazione dell’isola è
che si debba pensare e operare in prospettiva. Con la consapevolezza,
in ogno caso, che i tempi di realizzazione saranno tutt’altro
che rapidi.
Ma dunque anche con la convinzione che sia necessario creare
per tempo una rete interna. A questo obiettivo mira anche il Consorzio
industriale Valle Tirso, che con la Comunità montana “Montiferru”
sta portando avanti il mega-progetto di un sistema di distribuzione
del gas nei sedici comuni dell’Oristanese sottoscrittori dell’accordo.
Un partenariato in lizza per ottenere i fondi stanziati con l’intesa
Stato-Regione sul piano energetico: 250 miliardi della vecchia valuta.
«Il singolo ente locale non avrebbe alcuna chance su
quei contributi», spiega Antonio Cossu, presidente della Zir
di Santa Chiara, «Abbiamo cercato il coinvolgimento di numerosi
Comuni per avere maggiori probabilità di rientrare nella
ripartizione deifinanziamenti».
E di soldi ne occorrono davvero tanti per realizzare l’imponente
rete di adduzione nell’area Barigadu-Montiferru: quasi 15milioni
di euro. Almeno il 50% dell’importo sarà a carico del
concessionario del servizio, di cui si conoscerà la ragione
sociale entro la prima decade di aprile, termine di scadenza della
licitazione privata bandita dal Consorzio industriale. L’iter
è giunto infatti alla seconda fase: tra poco più di
due settimane sarà appaltato l’incarico di progettazione,
esecuzione e gestione degli impianti.
«L’unione di tanti enti pubblici garantisce un
ampio bacino d’utenza, condizione essenziale per incentivare
le imprese ad investire in questo territorio», spiega Serafino
Oppo, vicesindaco di Paulilatino, uno dei sedici paesi interessati,
«Ormai è necessario ricorrere a fonti energetiche più
convenienti e il metano consente d’abbattere di molto i costi».
E il primo cittadino di Samugheo, Graziano Sulis, aggiunge:
«Non solo le attività artigiane e industriali, ma anche
le famiglie ne trarranno vantaggio grazie ai costi controllati».
«Il singolo ente può fare ben poco in questo caso»,
precisa il collega di Fordongianus, Efisio Demartis, «Abbiamo
ricevuto diverse proposte da ditte specializzate, ma abbiamo ritenuto
questa la più meritevole».
Anche il sindaco di Ula Tirso, Mario Pinna, è ottimista:
«È un buon progetto. Gli impianti consentiranno ad
ogni paese di sfruttare l’aria propanata in attesa del metano».
Maria Antonietta Cossu NS menu |
|
BUSACHI 18 FEBBRAIO 2004
In fase di studio una monografia su storia, tradizioni e cultura
BUSACHI. Storia, società, economia, tradizioni, cultura:
saranno questi gli aspetti trattati in un volume diprossima pubblicazione
interamente dedicato al piccolo centro del Barigadu. Entro la fine
della primavera sarà infatti realizzata la prima monografia
su Busachi, di cui è già stata prodotta una prima
bozza.
Il lavoro di ricerca e studio sin qui concepito sarà
vagliato dall’esecutivo guidato dal sindaco Salvatore Crobu
insieme con gli autori nel corso di un incontro previsto la prima
domenica di marzo. Nella stesura della monografia sono impegnati
diversi studiosi e professionisti: Francesco Floris e Benedetto
Meloni, docenti all’Università di Cagliari; Piero Floris,
insegnante a riposo, e i professori Giomaria Aresu e Salvatore Sini,
di Busachi. L’iniziativa sarà sostenuta attraverso
i contributi dell’amministrazione provinciale e della Comunità
montana “Barigadu”, nonché con i fondi del bilancio
comunale, per un ammontare di ottomila euro circa. (m.a.c.) NS menu
|
|
BUSACHI 17 FEBBRAIO 2004
Piazza Italia, nuovo look BUSACHI. Il momento di rinnovare
la propria immagine è finalmente arrivato. A ricorrere all’operazione
di maquillage è la piazza Italia, che presto sarà interessata
da un vigoroso intervento di riqualificazione. Giusto ieri
sono stati formalmente consegnati i lavori alla ditta costruttrice
che si è aggiudicata l’appalto e che porterà a
termine l’opera nel giro di quattro mesi al massimo.Con questo
intervento, al quale sono stati destinati i 125mila euro provenienti
dalla misura 5.1 dei Piani integrati territoriali 2001, verrà
consolidato il muro perimetrale che circoscrive lo slargo, rifatta
a nuovo la pavimentazione utilizzando pietra basaltica e trachite
rossa, e realizzata una fontanella ornamentale. (m.a.c.) NS menu |
|
SAMUGHEO 15 FEBBRAIO 2004 L’antico
rituale dionisiaco dei Mammutzones ombre del passato Riemerge il simbolismo
dei costumi primitivi e danze propiziatorie SAMUGHEO.
Antico e moderno si fondono per dare anima, ogni anno, a una delle
feste in maschera più vitali e coinvolgenti dell’Alto
Oristanese: il Carnevale di Samugheo. Tra costumi variopinti
e originali travestimenti, ispirati a personaggi reali o fittizi,
e le maschere primitive che evocano le radici agro-pastorali delle
comunità di questi territori, l’ultima decade di febbraio
il chiassoso e frastornante carrozzone del carnevale ruberà
la scena alle incombenze e abitudini proprie della quotidianità.
Le danze si apriranno il penultimo sabato del mese, con la sfilata
dei carri allegorici che porta la firma del “Cocs”, sigla
identificativa del comitato organizzatore del carnevale samughese,
che condirà la manifestazione principale con i consueti balli
in piazza. L’antico volto della festa più prorompente
e irriverente dell’anno sarà svelato, come detta la consuetudine,
già la domenica successiva, con il corteo delle maschere originali
della tradizione locale: i Mammutzones e S’Urtzu. Durante
la sfilata per le vie del centro, organizzata dall’associazione
culturale “Mammutzones di Samugheo”, saranno eseguite
le danze propiziatorie legate al rito dionisiaco della fertilità.
In questo rituale collettivo S’Urtzu rappresenta la vittima
sacrificale, mentre i truci figuri dalle corna minacciose, abbigliati
con pelli scure ricoperte di campanacci, sono i carnefici che, secondo
il simbolismo del carnevale antico, procurano la morte con una danza
cadenzata. Alle suggestioni dell’antico Carnevale
di Samugheo, oggetto di studio di un gruppo di antropologi dell’Univerità
di Ptuj, in Slovenia, si mescolerà il fascino di un altro rito
arcaico legato alla fecondazione della terra con il sangue: “Su
battileddu’e Lula”. A dare vita alla rappresentazione
sarà il gruppo teatrale lulese “Ilos”. All’appuntamento
non potevano mancare favate e zeppolate, che concluderanno degnamente
la serata in attesa del martedì grasso, quando lungo le strade
del paese i carri allegorici torneranno a marciare nel più
sfrenato clima di festa. L’atto conclusivo della lunga
kermesse patrocinata dal Comune sarà la Pentolaccia dei bambini,
che festeggeranno il 29 febbraio nella piazza parrocchiale. In quell’occasione
sarà aperta al pubblico Casa Serra, che ospiterà una
mostra sul carnevale tradizionale.
Maria Antonietta Cossu NS menu |
|
La lingua madre verso l’estinzione nell’era
di internet
Ieri a Nuoro si sono svolte le celebrazioni dell’Unesco per
la giornata internazionale dedicata al multilinguismo - PAOLO MERLINI
DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004 «Quarant’anni
dopo, la lezione di Marcuse è più attuale che mai, anzi,
c’è da pensare che il suo uomo a una dimensione fosse
una profezia dei tempi attuali, dominati dalla globalizzazione e dall’omologazione
culturale. Oggi l’uomo è cittadino di una società
planetaria, dominata da tre poteri universali: la moneta, cioé
il dollaro, vera merce di scambio in tutto il mondo, capace di condizionare
i mercati anche quando perde valore; l’esercito, che ora assume
i connotati di un’armata del bene, come si va affermando con
gli Usa in Medioriente; e la lingua, l’angloamericano, che domina
i rapporti tra i popoli e le nuove tecnologie. Una simile unificazione,
culturale ma soprattutto politica, si realizzò solo con l’impero
romano». Non è Naomi Klein che parla, né
Noam Chomsky o un altro maître à penser del movimento
no global. L’analisi impietosa del mondo in cui viviamo ha il
volto rassicurante e l’esposizione pacata del professor Giovanni
Puglisi, ordinario di scienza della comunicazione a Milano, segretario
generale della commissione italiana dell’Unesco, che ieri ha
celebrato la sesta giornata internazionale della lingua madre proprio
a Nuoro, scelta come sede della manifestazione nazionale per il 2004.
Un evento eccezionale, che purtroppo ha avuto scarso seguito di pubblico
ma, fatto ancor più grave, anche di larga parte di quel mondo
ormai istituzionalizzato che della difesa della limba ha fatto la
propria bandiera. Per non parlare di un’iniziativa analoga e
concomitante a Cagliari che, al di là della competenza e della
buona fede dei singoli partecipanti, ha confermato l’attualità
del detto sardo «chentu concas, chentu berrittas» (cento
teste, cento cappelli) proprio nel giorno dedicato alle minoranze
liguistiche. La giornata internazionale della lingua madre
è stata istituita dalla conferenza generale dell’Unesco
nel 1999 su proposta del Bangladesh. Tra i suoi obiettivi prioritari
vi è «la creazione di una politica linguistica mondiale
basata sul multilinguismo e garantita dall’accesso universale
alle tecnologie informatiche». Anche qui il pensiero di Herbert
Marcuse e le sue teorie sulla monodimensionalità e sul controllo
sociale attraverso le moderne tecnologie ci vengono in aiuto: su internet
(la cui invenzione il filosofo tedesco non poteva certo prevedere),
una delle rivoluzioni più importanti nella storia della comunicazione
umana, non trova spazio il 90 per cento delle seimila lingue parlate
nel mondo. Nel Web domina ovviamente l’inglese, con il 68,4
per cento dei contenuti: si pensi che la lingua più parlata
al mondo, il cinese, copre appena il 3,9% delle milioni di pagine
che viaggiano nella Rete. Qualche dato aiuta ancora a capire
le dimensioni del problema. L’Unesco stima in circa tremila
le lingue a rischio di estinzione, dunque la metà di quelle
esistenti. Ma perché sono a rischio? È ancora Puglisi
a fornire le cifre di un’unificazione culturale che ha il sapore
della sopraffazione: «Il 96% delle seimila lingue mondiali viene
parlato da appena il quattro per cento della popolazione del pianeta.
È quello che gli studiosi di statistica chiamerebbero un dato
non verosimile, ma è la realtà dei fatti».
Perché la Giornata della lingua madre si celebra proprio
il 21 febbraio? Come ha spiegato Neria De Giovanni, presidente del
consorzio del Parco Grazia Deledda (l’Unesco ha accolto il suo
invito a realizzare a Nuoro la manifestazione), la data intende ricordare
la sollevazione popolare avvenuta nel 1952 nell’allora Pakistan
orientale in difesa del Bangla, madre lingua ignorata e repressa dallo
stato. Rivolta che ieri è stata ricordata da Nazrul Islam,
segretario dell’ambasciata del Bangladesh. Insieme
a Puglisi e al vicesegretario regionale della commissione italiana
dell’Unesco Vincenzo Pellegrini, ieri nell’auditorium
della biblioteca Satta sono intervenuti il rettore dell’università
di Cagliari, Paquale Mistretta, e il docente di scienze ambientali
Sergio Vacca che ha portato il saluto del rettore dell’università
di Sassari, Alessandro Maida, poi il sindaco Mario Zidda, il presidente
del consorzio Sebastiano Satta, Priamo Siotto, e il giornalista Gianfranco
Pintore in rappresentanza del presidente del consiglio regionale Efisio
Serrenti. I concetti espressi da Puglisi sono stati ribaditi e approfonditi
da Maria Rita Saulle («La tutela della lingua madre nell’età
della globalizzazione»), Maria Antonietta Saracino («Vivere
tra due lingue: conflitto lingua madre/lingua straniera nelle culture
dei colonizzati») e Maurizio Gnerre («Lingua madre e diversità
culturale. Tradizione e tecnologie») dell’università
La Sapienza di Roma. Tra gli studiosi sardi, Massimo Pittau, il quale
ha ricordato i suoi rapporti epistolari con Max Leopold Wagner, padre
della linguistica sarda, e ha poi centrato il suo intervento sulla
necessità di diffondere il sardo nelle scuole. Inevitabile,
ma senza polemiche, l’accenno alla «lingua unificata»
alla quale ha lavorato per conto della Regione negli ultimi anni un
gruppo di studiosi. Chi conosce il pensiero di Pittau sa che, oltre
a dividere la lingua sarda in due varietà principali (logudorese
e campidanese), egli propende per la sopravvivenza dei vari dialetti.
«Per quanto riguarda la scuola - ha detto Pittau - a mio giudizio
si deve adoperare e insegnare il dialetto locale, anzi il suddialetto
di ciascuno dei 380 comuni sardi». E viene da chiedersi se sia
stato l’anziano professore universitario ad aver cancellato
la «d» dal cartello «Benebennidos» che accoglie
i visitatori all’ingresso di Nuoro. Un cartello installato dall’assessorato
alla cultura della Provincia (nel cui palazzo compare, accanto alla
scritta in italiano, la traduzione Provintzia), ieri assente al pari
del proprio Uffitziu de sa limba sarda. Forse perché, come
si diceva, il vecchio detto «chentu concas, chentu berrittas»,
ha ancora qualche fondamento.menu |
|
Sanluri, il popolo degli autoconvocati: «Il
nostro candidato è Renato Soru» Decine i sindaci e gli
amministratori presenti all’incontro «Sì a un voto
unitario» DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004
ROBERTO PARACCHINI
SANLURI. Qualcuno, si è detto, stava cercando di capire
chi l’avesse convocata, quell’assemblea di ribelli.
«Ma l’hanno voluta loro, i dirigenti dei nostri partiti
con le loro inadeguatezze», è stato precisato da uno
dei tanti intervenuti ieri sera, a Sanluri: voce del popolo dei
tesserati Ds, Margherita e Rifondazione, gli autoconvocati. Indignati
ma non rassegnati, circa cinquecento militanti del centro sinistra
hanno deciso di dire chiaro: vogliamo Renato Soru come candidato
alla presidenza della Regione.
Decine e decine di amministratori, da Sandro Piras (sindaco
di Gonnosfanadiga) a Stefano Pinna (primo cittadino di Abbasanta),
da Giovanni Puxeddu (che guida da 25 anni Villanovaforru) a dirigenti
dei Ds come Sergio Usai (responsabile delle politiche regionali,
già leader di tante vertenze sindacali del Sulcis Iglesiente),
da ex segretari come Antonello Cabras e Piersandro Scano a tanti
altri militanti del medio Campidano sino all’alta Marmilla:
tutti uniti in difesa di Renato Soru. «C’è un
vecchio detto, a Orgosolo, che racconta di chi vuole ostinatamente
negare l’evidenza come, oggi, la dirigenza dei nostri partiti:
la base del centro sinistra è con Soru», ha affermato
Marco Pau (già sindaco di Sanluri). «Invece - ha continuato
- assistiamo da sei mesi e comunicati e dichiarazioni incomprensibili.
La legge elettorale permette anche il voto disgiunto: per una lista,
da un lato; e per il presidente dall’altro. Ma noi vogliamo
che si arrivi a un voto unitario».
In apertura di assemblea si era detto che gli oratori sarebbero
stati presentati solo col nome (forse per timore di qualche ritorsione
dai partiti di appartenenza), ma tutti si sono mostrati con orgoglio
e senza paura di gridare il loro dissenso. Così, ad esempio,
ha fatto Sergio Usai che, anzi, ha manifestato l’idea di andarli
a stanare, gli «inconcludenti» del suo partito, nella
riunione di direzione di domani: «Si può essere eletti
segretari, ma si è del tutto inadegauti se non si ha la capacità
di confrontarsi elettoralmente nei collegi provinciali». Il
riferimento era rivolto a uno dei motivi di dissidio con Soru: il
fatto che il patron di Tiscali ha posto il veto ai segretari di
partito in rapporto alla loro candidatura nel listino regionale
(i cui nomi vengono eletti automaticamente se il presidente designato
vince). Veto, questo, posto ieri anche dall’assemblea degli
autoconvocati che in un documento firmato dai partecipanti, ha precisato
che «nello stesso listino non è opportuna la presenza
di consiglieri regionali uscenti o di segretari di partito che,
se candidati, devono sottoporsi al giudizio degli elettori».
Per battere il centro destra, è stato ribadito da Gian
Piero Vargiu (già primo cittadino di Villasalto) nella relazione
di apertura, occorre un progetto di sviluppo sostenibile e un candiato
vincente: «Soru rappresenta una risorsa vista l’accoglienza
plebiscitaria che ha avuto ed ha la sua candidatura. Mentre i partiti
devono superare l’autoreferenzialità che li rende succubi
dei propri eletti». Poi la critica è diventata anche
più esplicita: «Soru rappresenta la volontà
di cambiamento - ha affermato Gigi Pilloni, dirigente di base -
indispensabile per superare il nepotismo e il clientelismo. Oggi
siamo tanti e il nostro messaggio è chiaro». L’assemblea
di ieri, è stato sottolineato da Tore Mallocci (responsabile
regionale della Flai-Cgil) vale come una consultazione primaria
che «noi chiediamo che si faccia anche ufficialmente, se ci
sono altri candidati, altrimenti i nostri partiti devono prendere
atto dell’evidenza».
Sino ad ora, è stato precisato dal popolo dei tesserati
pro Soru, le obiezioni alla sua candidatura sono state del tutto
irrilevanti. «Il conflitto di interessi - ha spiegato Anna
Ferrara, tesserata «di recente» ai Ds - è stato
messo da parte dai dirigenti, eppure Soru era disposto ad affrontarlo;
e si è detto che questo candidato è stato imposto
da Roma o Bruxelles, in verità non c’è mai stato
un personaggio così richiesto dalla base; il suo programma,
invece, è del tutto condivisibile». Il patron di Tiscali,
insomma, è da appoggiare «non per quello che ha realizzato,
ma perchè ha le carte in regola, la gente lo vuole e ci permetterà
di vincere». Poi, per tagliar corto contro «le pretese
di poltrone dei segretari, è la legge elettorale che dà
particolari poteri al presidente regionale e questo, giustamente,
vuole le sue garanzie contro il rilancio del clientelismo». Infine
il manifesto decisivo: alle urne, ha detto più volte il popolo
degli autoconvocati, «non dobbiamo solo partecipare, ma vincere.
Come centro sinistra abbiamo il dovere di governare l’isola
per farla uscire dalla crisi in cui l’ha gettata il centro
destra».menu |
|
TERRALBA
Un nuovo progetto per la lingua sarda
Iniziativa promossa dal gruppo teatrale Maskaras che coinvolge le
scuole DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004
TERRALBA. Il gruppo teatrale Maskaras si può definire certamente
instancabile e, senza retorica, una risorsa culturale della cittadina
di Terralba che sembra inesauribile.
L’attività dell’associazione si è
affermata ed opera ormai da diversi anni nei settori della cultura
e dello spettacolo in ambito provinciale e in ambito regionale.
Nel 2003 appena trascorso è stata registrata la partecipazione
a diversi appuntamenti dai quali ha riscosso un buon successo e
gratificazione per il lavoro svolto.
L’associazione fa capo a Gianpaolo Salaris il quale
ne è anche direttore artistico. La sua attività spazia
dalla stesura dei testi di commedie, poesie e racconti fino alla
stessa rappresentazione sul palco.
L’impegno a tutto campo dell’associone Sardinia
Maskaras si esprime soprattutto nel teatro, dove è riuscita
a coinvolgere persone di ogni età. Nel maggio scorso “Fueddus
e paraulas” è stato rappresentato al teatro Garau di
Oristano dalla prima e terza classe della scuola media di Terralba,
contribuendo in questo modo a portare fuori dai confini del paese
l’impegno culturale a sostegno della lingua sarda.
Di qualche anno prima si ricordano altre rappresentazioni
quali “Maria Punta a Oru”, “Giulietta e Romeo”,
“Fiudas”. Sulla scia dell’attività dell’associazione
culturale è stato organizzato un premio letterario (l’ultima
edizione è stata la quarta) che punta a diventare uno degli
appuntamenti culturali più importanti della Sardegna.
Recentemente Gianpaolo Salaris si è cimentato, in qualità
di autore, nella stesura di un nuovo racconto teatrale: “Friaxu
frabaxu”. Con questo nuovo lavoro, appositamente creato, Gianpaolo
e Filippo Salaris attiveranno un laboratorio di teatro in lingua
sarda che impegner oltre duecento bambini delle scuole elementari
di Marrubiu.
Il presupposto è stato apparentemente scontato e parte
da una domanda posta a se stessi che rappresenta una sfida:...e
se i bambini imparassero prima a leggere in sardo e poi in italiano?
La risposta potrebbe non essere poi tanto scontata.
A sentire le insegnanti della scuola di Marrubiu si è
infatti constatato come alcuni bambini leggessero meglio in sardo
che in italiano gia a prima vista. Ed è stata certamente
una grande sorpresa, estremamente utile anche dal punto di vista
squisitamente didattico dal momento che i bambini possono in questo
modo accrescere la propria autostima e proseguire nel processo di
crescita e di apprendimento.
Con la legge regionale nº 26 è stato finanziato
il progetto scolastico “Su mundu’e Marrubiu” che
l’Istituto comprensivo ha affidato, in qualità di esperti
esterni, proprio a Gianpaolo e Filippo Salaris.
La realizzazione del lavoro teatrale prevede il coinvolgimento
di oltre duecento bambini che reciteranno i dialoghi del racconto
e canteranno nuove canzoni e filastrocche in lingua sarda, composte
per animare i giochi di ieri che faranno parte integrante della
rappresentazione teatrale finale prevista per il prossimo mese di
aprile. Andrea Carta menu |
|
SENEGHE - Scrivi Sardegna, leggi Atlantide SABATO
21 FEBBRAIO 2004 SENEGHE. È un’ipotesi
affascinante la sua, che coglie di sorpresa. Ma una volta formulata
si installa come un tarlo nella mente del lettore accompagnandolo
lungo un viaggio di ricerca nel tempo che più che dare risposte
scardina (quasi socraticamente) certezze per lasciare spazio a nuove
prospettive. È l’inchiesta del giornalista-scrittore
Sergio Frau, che da qualche anno ha iniziato una sua indagine personale
sulla storia antica dalla quale viene fuori una ipotesi diversa da
quella che finora i libri ci hanno tramandato. Verrà presentata
oggi alle 18 nella biblioteca. Se Sergio Frau ha visto giusto potrebbe
quindi capitare che la Sardegna possa essere stata Altantide, la famosa
e leggendaria terra di cui parla Platone, la cui straordinaria civiltà
e cultura venne a mancare improvvisamente sprofondata negli abissi
del mare a causa di un disastro naturale. Il convegno è organizzato
dall’associazione culturale Perda Sonadora, da Su Sotziu de
sos mannos e dall’amministrazione comunale. (g.l.)menu |
|
MORGONGIORI Le nuove tecnologie
si mettono al servizio del turismo - SABATO 21 FEBBRAIO
2004
Il marketing e la promozione degli itinerari storico-archeologici
si serviranno di un portale internet
MORGONGIORI. Piccoli comuni e multimedialità: un universo
per certi versi ancora in gran parte da esplorare ma che già
oggi mostra per intero le sue potenzialità in fatto di vivibilità
delle piccole realtà le quali facendo ricorso appunto alle
nuove frontiere della tecnologia possono abolire il distacco che
separa da quelle più o meno metropolitane.
La prova stavolta arriva dal piccolo centro sul monte Arci
che sta realizzando il progetto di coordinamento per il marketing
e la promozione dell’itinerario turistico-culturale di archeologia
nuragica e prenuragica degli altipiani della Sardegna centro-occidentale.
A tutti gli effetti un portale telematico, ma non solo, per un territorio
decisamente vasto.
Quello compreso, per essere precisi, tra i comuni di Morgongiori,
Villanovaforru, Barumini, Laconi, Orroli, Serri ed i Consorzi turistici
incastonati al loro interno, “Sa Corona arrubia” e “Sa
Perda’e iddocca”. Nella sostanza si tratta del primo
tassello del progetto complessivo, fondi Por misura 2.1 a regia
regionale, che di fatto costituisce il d-day sul fronte della “valorizzazione
integrata” di un larghissimo territorio con il quale si rompe
la logica degli interventi disorganici e slegati fra loro. Così
Morgongiori, ente capofila, si assume il compito di predisporre
il portale d’accesso per il quale ha ricevuto un finanziamento
che sfiora il milione di euro. Già al lavoro le aziende che
si sono aggiudicate gli appalti per la realizzazione dell’importante
strumento di promozione e inserimento nel mercato telematico dell’enorme
patrimonio archeologico racchiuso negli altipiani del centro Sardegna.
Compito della Tiscali spa la realizzazione del parco virtuale,
una piattaforma tecnologica per la divulgazione in rete dell’itinerario
e la soluzione di e-businnes un complesso software gestionale che
consentirà agli operatori del centro di gestire le prenotazioni
ed i rapporti con le agenzie di viaggio ed i tour operator; il “Gruppo
Unione editoriale” che realizzerà la infrastruttura
tecnologica per la messa in rete dei musei e dei siti culturali,
quindi la MP Mirabilia e Full Media Service che si occuperanno della
comunicazione attraverso la pannellistica e cartellonistica. E infine
l’editoriale Illisso a cui spetterà il compito di predisporre
i supporti cartacei e digitali. I documenti programmatici del centro,
il piano marketing e il piano di comunicazione saranno invece ad
opera di Touché e Audere. Da dire che i lavori, compresi
gli adeguamenti della sede ospitante, saranno conclusi entro il
2005.
Nel frattempo l’amministrazione comunale, nelle persone
del sindaco Maria Angela Puggioni e del responsabile del servizio
Francesco Turnu, è impegnata nel coordinamento dei lavori
e nella pianificazione strategica del centro di promozione che a
regime produrrà cinque nuovi posti di lavoro e offrirà
servizio al territorio nel lungo periodo giusto nell’ottica
d’un approccio privatistico e manageriale come previsto dall’accordo
di programma. - Tigellio Sebis menu |
|
ARBOREA - La lingua sarda rischia di scomparire
per sempre
Per ora la salvezza passa attraverso un convegno - SABATO
21 FEBBRAIO 2004 ARBOREA. «Ci sono almeno 3400
lingue straniere a rischio di estinzione». È il grido
d’allarme che questa mattina sarà rilanciato nel corso
del convegno organizzato nell’ambito della giornata internazionale
della lingua materna, indetta dall’Unesco. Per questa iniziativa,
promossa dagli assessorati provinciali alla cultura di Oristano
e Nuoro e del Club Unesco Aristanis, e con la collaborazione dell’Irre
e dell’Ufficio scolastico regionale, nel centro congressi
dell’Ala Birdi, sono stati chiamati a raccolta esperti provenienti
da tutt’Italia e persino dall’estero. Fra questi, Miquel
Pueyo, direttore della pianificazione linguistica della Catalogna,
ma anche Sabine Kube dell’Unesco di Parigi, oltre ad Armando
Pietrella, direttore del’ufficio scolastico regionale e Maria
Carmela Contini, responsabile del Club Unesco di Oristano. Fra i
relatori ci saranno rappresentanti delle più importanti minoranze
linguistiche in Italia: friulano, ladino, occitano e sloveno. Ovviamente
anche il sardo. Diego Corraine, direttore dell’uffico della
lingua sarda della Provincia di Nuoro porterà l’esperienza
del primo ufficio che, a livello istituzionale, si occupa appunto
di tutelare e diffondere il patrimonio lingustico locale. Iniziativa
che, analogamente, sta per essere concretizzata anche da parte dell’amministrazione
provinciale di Oristano: «L’obiettivo è di istituire
un comitato interistituzionale a tutela dell’utilizzo della
lingua sarda», hanno anticipato ieri mattina nel corso di
una conferenza stampa (nella foto), gli assessori alla Cultura delle
province di Nuoro e Oristano, Tonino Rocca e Gianni Demartis. menu
|
|
BUSACHI
Il Consiglio ha dato il via-libera al nuovo piano di riforestazione
- MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2004
BUSACHI. Progetto riforestazione, ultimo atto. Lo schema
di convenzione predisposto dall’Ente sardo foreste, approdato
ieri mattina in aula, è stato approvato all’unanimità
dall’intero Consiglio. Gli schieramenti di maggioranza e opposizione,
guidati da Salvatore Crobu e Pietro Selis, hanno dato quindi il
via-libera al piano di rimboschimento su parte del comprensorio
di Busachi, evadendo così l’ultima pratica che competeva
al Comune. Da questo momento l’iter burocratico è interamente
rimesso nelle mani dell’Ente foreste, cui spetta l’onere
di predisporre la procedura relativa alle assunzioni, oscillanti
fra le cinque e le sette. Altro tema dibattuto ieri in aula - tornato
alla ribalta con le recenti polemiche su ciò che è
stato ribattezzato il “business dell’energia eolica”
- è stato quello sulla politica del risparmio energetico.
Il Consiglio ha infatti formalmente aderito alla campagna europea
per il decollo delle energie rinnovabili, un progetto che condividerà
con gli altri otto comuni membri della Comunità montana “Barigadu”.
A chiudere la terna degli argomenti in agenda, il bilancio previsionale,
che pareggia con un milione e 800mila euro. (m.a.c.) menu
|
|
SASSARI - Tumore al seno, ecco come si diffonde
L’importante scoperta è dei ricercatori di Sassari, Alghero
e Napoli - MARTEDÌ 24 FEBBRAIO 2004
SASSARI. Due anni di lavoro intenso, uno stimolo per la
ricerca, visibilità mondiale per Sassari. Ieri sera la prestigiosa
rivista americana «Cancer cell» ha ufficializzato una
scoperta che potrebbe rivelarsi rivoluzionaria nella lotta al tumore
al seno, uno dei più diffusi: la responsabilità della
diffusione delle metastasi sarebbe della proteina”h-prune”.
Lo studio si deve a un’equipe che opera a Sassari e Alghero.
Sette anni di studi hanno permesso di scoprire l’importanza
della sostanza, e dopo cinque anni di indagini di laboratorio, svolte
prevalentemente a Napoli, i risultati sono stati avvalorati da uno
studio sull’uomo. Proprio quest’ultima parte della ricerca
è stata svolta tra Sassari e Alghero e ha riscontrato come
nel 37 per cento dei casi analizzati l’incidenza della proteina
era determinante. A compierla un gruppo rodato e affiatato da
anni di lavoro, premiato già in passato per altre importanti
scoperte nel campo della lotta alle neoplasie, e soprattutto frutto
di una collaborazione tra più componenti: si tratta della Azienda
sanitaria numero 1 di Sassari, dell’Università di Sassari
con l’istituto di Anatomia Patologica della facoltà di
Medicina e Chirurgia e dell’istituto di genetica delle popolazioni
del Cnr di Alghero-Tramariglio (nella foto), molto attivo sul fronte
genetico-molecolare, interessati qualche mese fa dall’erogazione
di ingenti fondi statali che daranno ulteriore impulso alla ricerca. La
scoperta, invece, è stata finanziata due anni fa dalla Regione
sarda, e prosegue il lavoro coordinato da Massimo Zollo e intrapreso
dal Tigem di Napoli (l’istituto che ha dato l’impulso
alla creazione di Telethon) e dal San Raffaele di Milano: vi hanno
preso parte Antonio Cossu, sassarese, per l’Asl, e Giuseppe
Palmieri, napoletano, responsabile nazionale della sezione di genetica
dei tumori del Cnr e tra i ricercatori di punta del centro studi di
Tramariglio. La proteina”h-prune” è stata
individuata in un insetto, il moscerino comunemente presente nella
frutta, quindi riscontrata in ogni specie prima che nell’uomo.
Nella cellula tumorale, la proteina agisce da moltiplicatore delle
delle metastasi: una molecola, la proteina nm23, tenta di bloccare
la fuga delle cellule, l’altra, quella oggetto della sperimentazione,
spinge per la formazione delle metastasi. «In pratica - spiega
Palmieri - agisce a favore della loro formazione e diffusione. Più
è alta la loro presenza, più è probabile l’estendersi
del tumore. E’ una scoperta importante, perché si individua
un nuovo bersaglio sul quale agire, sia in fase di diagnosi e prognosi
che per quanto attiene la terapia, nell’ambito del tumore al
seno. E costituirà un ulteriore stimolo per i giovani che a
Sassari svolgono con ottimi risultati ricerca clinica». Lo
studio è andato oltre la semplice scoperta, la cui elaborazione
è durata circa 24 mesi, e ha fatto un importante passo avanti.
Ha individuato infatti le possibilità offerte da farmaci già
presenti in commercio, capaci di agire sulla proteina: «E’
uno degli aspetti più importanti - spiega Cossu -, e darà
adito a un’altra serie di studi e valutazioni, anche da parte
delle case farmaceutiche: alcuni medicinali hanno la capacità
di sopprimere il prune, dunque di ridurre la probabilità che
la metastasi si estenda. E’ importante sottolineare che la scoperta
è frutto della collaborazione di più soggetti, perché
la cosa funzionerà da sprone per gli studi futuri, e che costituisce
l’integrazione di un filone di ricerca attivo da diversi anni,
e con ottimi risultati. Ora la ricerca non si ferma, va avanti, e
attingerà nuova linfa dall’arrivo di ulteriori fondi».
- Renzo Sanna menu |
|
BUSACHI GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
2004
Sarà costruito un piccolo ponte per scavalcare il rio Sa Pontiga
BUSACHI. Disagi quasi terminati per i numerosi allevatori del
Barigadu che transitano nella zona di “Sa Pontiga”, divisa
a metà dall’alveo di un torrente che impedisce l’accesso
all’altro versante del territorio. Un ponte metterà in
comunicazione le campagne attraversate dal corso d’acqua, evitando
così agli automobilisti di allungare inutilmente il tragitto.
La struttura, di cui al momento esiste il progetto preliminare e per
la quale è attesa la definizione dell’elaborato definitivo-esecutivo,
sarà realizzata con risorse di bilancio pari a 77mila euro.
Nei fondi stanziati dal Comune è compreso inoltre l’importo
di spesa con cui sarà sistemata la contigua strada di penetrazione
agraria. Altre opere di miglioria alla rete delle infrastrutture rurali
saranno messe in cantiere qualora dovesse dare l’esito sperato
la partecipazione di questo ente allo specifico bando Por, in scadenza
il 6 marzo. Il Comune ha infatti presentato una richiesta di contributo
(150mila euro) per la realizzazione di una strada in località
“Addei Erriu Maraiana”, oggi servita da una pista sterrata
impraticabile. (m.a.c.) - menu |
|
Pensioni, regole attuali per chi è in mobilità
GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2004
ROMA. I lavoratori in mobilità per i quali sono stati
conclusi accordi tra le parti sociali e quelli che usufruiscono
di fondi di solidarietà di settore potranno andare in pensione
con le regole attuali (57 anni di età e 35 anni di contributi)
anche dopo il 2008.
Lo prevede - secondo quanto si apprende - l’emendamento
del governo alla delega previdenziale che è stato presentato
ieri alla Commissione lavoro del Senato. La norma An individua le
risorse per un massimo di 10 mila persone.
L’emendamento alla delega, depositato ieri sera sera
in Senato, conferma - sempre secondo quanto si apprende - quanto
annunciato in Consiglio dei ministri dal ministro del Welfare Roberto
Maroni. Il provvedimento quindi modifica lo scalone inizialmente
previsto per la pensione di anzianità (40 anni di contributi
dal 2008) mantenendo i contributi necessari a 35 anni ma innalzando
l’età minima a 60 anni, uguale per uomini e donne.-
menu |
|
IL CASO BRIGATA SASSARI
Medaglie al posto del lavoro «E Scalas sta cercando voti»
DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004
CAGLIARI. Soru è anche
ritornato sulle sue contestate dichiarazioni contro la “spettacolarizzazione”
mediatica del ritorno dei soldati della Brigata Sassari da Nassiryia
per ironizzare sul suo possibile avversario, Mauro Pili, che ieri
ha concluso la prima parte della sua marcia elettorale. «Quando
i governi iniziano a distribuire il mito dell’eroismo, medaglie
e patacche, è perché non possono distribuire altro,
cioè lavoro.
Mi riferisco a un colonnello in marcia (si tratta di Gianfranco
Scalas, Ndr), che partendo dal paese di Emilio Lussu sta andando in
giro a cercare voti al suono della marcia militare», ha detto
Soru, che si vanta di aver incontrato, dall’inizio della sua
campagna elettorale, almeno 20.000 persone in oltre cinquanta assemblee
pubbliche.- menu |
|
Il Centrosinistra siamo noi, non i partiti»
DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004
La Rete dei Movimenti e i Cittadini per l’Ulivo incontrano il
fondatore di Tiscali Soru: «È facile fare accordi se
si vuole qualcosa, io per me non chiedo niente» - ALFREDO FRANCHINI
CAGLIARI. Ci sono pochissime facce note nella sala dei portuali
dove ieri la Rete dei Movimenti e i Cittadini per l’Ulivo hanno
incontrato Renato Soru. Poche facce note e tanti rappresentanti di
associazioni di differente ispirazione chiamati a discutere su come
dar vita a un nuovo centrosinistra. Piovono accuse sui dirigenti di
partito mentre Soru preferisce la strada dell’ironia. «In
Sardegna c’è una piccola parte di partiti che pensa che
la politica sia fatta da tre persone dietro a un tavolo che interrogano
la gente come a un sinodo», è l’esordio di Soru
che oggi dovrebbe incontrarsi con i Ds. Ma per le persone che sono
intervenute all’assemblea di ieri è un fatto «scontato».
Se ne fa interprete Paolo Maninchedda: «Si continua a dire che
Soru incontra i partiti ma, in realtà, quel Centrosinistra
non ci rappresenta. Le stesse cose le dicono Prodi e Parisi quando
affermano che queste forme di rappresentanza sono superate. In Sardegna
esistono ancora ma dobbiamo avere il coraggio di dire che stanno facendo
una trattativa parziale. Il mandato, Soru, ce l’ha già,
voglio dire che il sostegno del Centrosinistra, sia pure irregolare,
ce l’ha già». «Non farò
trattative», assicura Soru, «perché non le ho mai
iniziate. Posso stringere accordi con i partiti se questi sono consapevoli
che il Centrosinistra è patrimonio di tutti». Il ruolo
dei partiti, ricorda Soru, è occuparsi della cosa pubblica
e non portare avanti carriere personali in cui si dispone di un potere
infinito. «I partiti non sono aziende dove si fa carriera fino
a diventare amministratore delegato. Con questo tipo di partiti non
si può lavorare. È però possibile incontrarsi
con uomini dei partiti storici del Centrosinistra che si occupano
di cosa pubblica. Nessuno oggi ha il monopolio della voce in politica.
Io per me non voglio niente. Quando si vuole qualcosa per sé
è facilissimo mettersi d’accordo». A chi aveva
detto che quegli incontri dovevano essere stati una sofferenza, Soru
ha risposto: «Ho speso dieci ore per costringerli a parlare
di programmi e non ho utilizzato neppure mezz’ora per fare trattative
su listini». E a questo proposito ha sostenuto la necessità
di ridurre il listino regionale a otto seggi, di cui quattro riservati
a donne. Gli interventi si sono susseguiti per un paio d’ore.
In apertura, Michele Schirò (Cittadini per l’Ulivo) aveva
assicurato che «i Movimenti non torneranno a casa dopo le elezioni.
La nostra presenza non potrà essere cancellata». Schirò
ha concluso affermando che «senza unità si rischia di
perdere le elezioni e consegnare la Regione alla destra».
Claudia Spanò (Rete dei movimenti) accusa: «Il
Centrosinistra si è privato del contributo femminile, un apporto
che è mancato. Ora che cosa vogliono fare i partiti del Centrosinistra
per battere la destra che ha abbassato in questi anni il tasso di
civiltà? Ma sbaglio», ha continuato Claudia Spanò,
«quando parlavo dei partiti: dovevo riferirmi ai segretari».
La tesi riprende un po’ la posizione di Maninchedda ma Claudia
Spanò ricorda la convenzione del 18 luglio: «In questi
mesi ci hanno bombardato su questo punto. In realtà il 18 luglio
non era successo niente, una scatola vuota su cui si va avanti da
mesi. Come la destra ogni tanto parla dello spirito di Aritzo, e nessuno
sa che cosa sia, per noi c’è stata questa fatidica Convenzione...
Forse a Sanluri, la settimana scorsa, gli autoconvocati hanno dato
un significato più forte». Franco Meloni (Rete
dei Movimenti) vola alto sul significato di politica. Cita Platone,
Socrate, l’etica e l’imperativo categorico di Kant. Li
cita, dice, perché ormai il nostro Paese ha perso il gusto
di pensare in termini alti. Meloni auspica una piccola rivoluzione
e ammonisce: «Soru sarà bravissimo ma da solo non ce
la può fare. È per questo che siamo tutti qua».
I partiti finiscono di nuovo sotto accusa nelle parole di Bruno
Terlizzo: «Si sono impadroniti della realtà e i Movimenti
devono restituire la rappresentanza ai cittadini». Anche lui
cita Platone ricordando che «il giusto è colui che svolge
il suo ruolo».
Ivana Dettori, unica donne consigliere regionale del Centrosinistra,
ricorda che tutto sta ruotando su un dilemma: Soru sì, Soru
no. «Noi dall’inizio abbiamo avuto una sola posizione
mentre i dirigenti di partito si sono chiusi nel loro palazzo ritenendo
la candidatura di Soru una minaccia per il loro potere. Ma la credibilità
di quei gruppi dirigenti», afferma Ivana Dettori, «è
al minimo. La gente pensa: «Se questi non lo vogliono, allora
Soru è la persona giusta»! Ora che l’accordo sembra
quasi raggiunto Ivana Dettori invita Soru «a non mollare sulle
cose essenziale per arrivare a un reale cambiamento». Giuseppe
Sassu, (volontariato), non dimentica che la Sardegna s’è
impoverita. L’invito a Soru è quello di fare il contrario
di quanto fa Berlusconi e mettere al primo posto i problemi sociali
dell’isola. Gonario Lorrai, ex assessore, rappresenta le preoccupazioni
dell’Ogliastra: «Ieri è stato firmato un Accordo
di programma per circa 200 mila metri cubi, una nuova violenza per
l’Ogliastra. Mi chiedo se è lecito sperare in un cambiamento».
- menu |
|
ALLAI DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004
La corte dei conti assolve l’ex primo cittadino per l’interminabile
restauro del campanile
ALLAI. Per l’ex sindaco Salvatore Deidda arriva l’assoluzione.
Nessun reato penale, ma soltanto una questione che era finita sul
tavolo dei giudici della Corte dei Conti. Tutta colpa del campanile
della chiesa parrocchiale, la cui costruzione durò qualche
anno in più del previsto. E per quel motivo la Procura della
Corte dei Conti chiedeva all’ex sindaco di restituire quei
soldi che, per via delle presunte inadempienze amministrative, erano
mancati dalle casse comunali.
Ma lui Salvatore Deidda, secondo i giudici, non ha colpe su
quell’interminabile trafila di lavori e di spese che durarono
nove interminabili anni, il tempo che servirebbe per edificare un’enorme
cattedrale. Ed invece si trattava di un semplice campanile, per
il cui rifacimento fu approvato un progetto nel 1991.
I lavori iniziarono un anno più tardi, in un periodo
in cui Salvatore Deidda non era ancora sindaco. Lo diventò
nell’aprile del 1995 e il campanile era ancora al punto di
partenza. Prima di iniziare la ristrutturazione infatti erano insorti
dei problemi ed erano state previste delle varianti sul progetto
originario.
Quando nel 2000 Salvatore Deidda terminò il suo incarico,
i lavori del campanile erano ancora in corso. Fu allora che la Procura
della Corte dei Conti decise di intervenire per capire come mai
i lavori di quel campanile andassero così a rilento. O non
procedessero proprio.
Bastò poco alla Procura per quantificare il danno che
la cattiva amministrazione, la negligenza e la mancanza di controlli
adeguati da parte del sindaco Salvatore Deidda avevano procurato
un danno all’erario di 25 milioni di lire. A cui però
andavano aggiunti spese e interessi maturati col passare degli anni.
È la stessa cifra che poi al processo è stata
chiesta come risarcimento all’ex primo cittadino. Ma l’accusa
si era dimenticata che durante quell’interminabile periodo,
i lavori avevano subito stop improvvisi legati a varianti obbligate
e a fallimenti delle imprese che avrebbero dovuto protare avanti
l’opera.
Tutti eventi non calcolabili e che il difensore dell’ex
sindaco, l’avvocato Daniele Manca, ha portato all’attenzione
dei giudici che hanno poi assolto Salvatore Deidda.
Nel frattempo anche il campanile è tornato come nuovo.-
Enrico Carta - menu |
|
PAULILATINO
Cavalli al galoppo in via Nazionale per la classica “Cursa a
sa pudda” SABATO 28 FEBBRAIO 2004
PAULILATINO. Cavalli e cavalieri scenderanno in pista oggi,
a siglare l’ultimo capitolo del carnevale paulese. Lungo la
via Nazionale si correrà la tradizionale “Cursa a sa
pudda”, la manifestazione equestre organizzata dal Circolo
ippico. Le esibizioni prenderanno il via alle 15.30, con tre discese
per ciascun partecipante. Subito dopo saranno eseguitele coreografiche
evoluzioni delle pariglias, cui parteciperanno anche i cavalieri
di Santu Lussurgiu, Abbasanta, Norbello, Ghilarza, San Vero Milis
e Sindia. Domani si replica in occasione della festa della pentolaccia,
che in paese si traduce nella “Cursa a sa padedda”.
Ovvero la stessa esibizione in sella al cavallo con una variante:
al posto della gallina di pezza, sospesi a un filo ci saranno dei
recipienti di coccio da rompere con un bastone. A seguire le pariglias,
i balli nella piazza Su Pangulieri e la degustazione delle zeppole.
(m.a.c.) - menu |
|
MORGONGIORI
Per gli escursionisti del monte Arci nasce un locale d’appoggio
VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004
MORGONGIORI.
Massiccio del monte Arci sempre più meta del vasto drappello
di vacanzieri ed escursionisti che del contatto con la natura più
incontaminata hanno fatto una ragione di vita. Ma non solo, monte
Arci anche come luogo d’eccezione dove scaricare lo stress legati
ai ritmi della vita frenetica e confusionaria propria dei grandi agglomerati
urbani. E perché la passeggiata domenicale si trasformi in
un momento di relax ecco che il piccolo centro montano dà una
mano ai tanti che nella bella stagione affollano il suo territorio.
Giusto nei giorni scorsi la giunta guidata dal sindaco Maria Angela
Puggioni ha infatti approvato il progetto preliminare per la realizzazione
di un locale appoggio nella splendida vallata di “Is Benas”
dove maestosa vegeta una pineta dalle frescure aromatiche.
La struttura, 35mila euro l’impegno finanziario complessivo
recuperato tra le pieghe del bilancio comunale, fungerà da
punto d’appoggio ed è stato concepito in modo tale da
potervi effettuare in tutta tranquillità i classici pic-nic
primaverili, tipici della vacanza fuori porta. Insomma, una struttura
a tutto vantaggio della collettività, legato all’uso
“civico” di un territorio che diventa sempre più
“vivibile” e quindi frequentato grazie anche alla creazione
dei parchi naturalistico e geominerario. (t.s.) - menu |
|
Serve un fronte unico per salvaguardare le realtà
minori VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004
Piccolo è bello. O almeno così sostengono taluni, estendendo
questo convincimento anche alle località in cui si vive. Per
molti aspetti hanno ragione, per altri decisamente no. Certo, alcune
recenti inchieste giornalistiche su scala nazionale hanno riacceso
i riflettori sui piccoli comuni d’Italia, favorendone la riscoperta.
Ma un conto è parlare di un “piccolo” (magari di
5000 abitanti) paese delle colline toscane, un conto è parlare
di quelli dell’Oristanese, alcuni dei quali potrebbero scomparire.
Le ragioni? L’età media degli abitanti è oltre
i 70 anni, la natalità praticamente zero, le possibilità
di sviluppo economico quasi inesistenti, l’abbandono dell’agricoltura
e dell’artigianato e infine la scarsa attenzione da parte delle
istituzioni. Ma la specificità di questi piccoli paesi va difesa
a spada tratta. E con la puntata odierna (la 17ª) si conclude
il nostro mini-viaggio, con il quale abbiamo cercato, sperando d’esserci
riusciti, di dare il nostro contributo. - menu |
|
BUSACHI
L’appalto da 12mila euro non fa gola a nessuno e dieci famiglie
rimangono senza una casa
IL CASO La crisi dell’edilizia sembra terminata VENERDÌ
27 FEBBRAIO 2004
BUSACHI. Alla faccia della crisi occupazionale! Una volta tanto,
le dinamiche che nel complesso mondo del lavoro regolano l’andamento
della domanda e dell’offerta, vengono completamente stravolte.
Se di norma è sempre l’offerta ad essere in esubero
rispetto alla domanda, ecco che si presenta l’eccezione a sconfessare
la regola, provocando il caso in cui è la richiesta superiore
alla disponibilità effettiva. Un’inversione di tendenza
che ha come conseguenza indiretta quella di lasciare fuori dall’uscio
di casa dieci famiglie in attesa di entrare in possesso dei nuovi
alloggi di edilizia popolare. Il volo pindarico è
presto spiegato: tutti i tentativi effettuati dal Comune per assegnare
a un’impresa edile le opere di urbanizzazione primaria in quella
parte dell’abitato, condizione essenziale per accedere alle
abitazioni, sono miseramente falliti. Per un incredibile
quanto paradossale scherzo del destino, infatti, le due gare d’appalto
indette nell’ultimo mese dall’amministrazione civica sono
andate sistematicamente deserte. In parole povere nessuna
ditta, locale o esterna, ha evidentemente ritenuto appetibile l’importo
dell’appalto, che ammonta ad “appena” dodicimila
euro. Sintomo che sul territorio c’è fermento
attorno al settore edile, se si può scegliere di rinunciare
a un appalto anche se di modesta entità. Ma allora
qual è l’alternativa? «Siamo costretti a rimanere
fermi fino a che non si troverà un’impresa disposta a
farsi carico degli interventi», spiega il sindaco Salvatore
Crobu, quasi lanciando un quanto mai singolare appello, «Le
famiglie assegnatarie non hanno problemi logistici, tuttavia è
un loro diritto, in virtù della graduatoria definitiva stilata
da tempo, abitare nei nuovi appartamenti».
Forse il lato positivo dell’anomala situazione risiede
proprio nella mancanza di offerte. Come dire: la crisi dell’edilizia
non abita più qui...E le dieci famiglie? (m.a.c.) - menu |
|
Tra certificazioni e normative di garanzia
Gli adempimenti per i produttori che sono anche commercianti VENERDÌ
27 FEBBRAIO 2004
ORISTANO. Oltre ai problemi
del settore e all’aumento indiscriminato dei prezzi, gli agricoltori
devono stare attenti anche alle ferree normative che regolano lo scambio
commerciale dei prodotti. Un approfondimento sugli adempimenti burocratici,
e sulla certificazione relativa alla vendita e al commercio dei prodotti
ortofrutticoli, è stata promossa dalla Federazione provinciale
della Coldiretti. All’incontro hanno partecipato un centinaio
di produttori che commercializzano anche nei mercati nazionali. Insieme
al direttore della Coldiretti, Roberto Scano, era presente in veste
di relatore Guido Serino, funzionario dell’Ice, l’Istituto
per il Commercio estero. Guido Serino si è soffermato
sulle normative di legge ma anche sugli adempimenti ai quali i produttori
ortofrutticoli devono attenersi per poter commercializzare le loro
produzioni nei mercati locali, nazionali ed esteri: «Abbiamo
partecipato a vari incontri in provincia con lo scopo di aggiornare
i produttori sulle norme in vigore, ma anche per evitare che possano
incappare in sanzioni», ha detto, «I produttori che hanno
un giro annuo d’affari superiore ai 60mila euro sono, ad esempio,
obbligati ad iscriversi all’Agea (una banca dati nazionale);
mentre chi commercializza nella Penisola ha l’obbligo di notificarlo
all’Ice. L’Istituto assegnerà un numero personale
di protocollo che dovrà essere riportato nei documenti di vendita
e trasporto». Importanti anche le norme per l’etichettatura:
i cartellini devono riportare il tipo di prodotto, la ditta, la varietà,
la categoria, il calibro e infine l’origine. Obbligatoria l’indicazione
«Italia» e poi, se si vuole anche la località di
produzione.
Per il direttore Roberto Scano si è voluto fornire un
efficace sostegno alle imprese per indirizzarle verso produzioni rispondenti
alle domande di un mercato che si siè allargato oltre l’Unione
Europea. Per agevolare i produttori la Coldiretti, ha istituito un
apposito servizio che viene curato dal funzionario Enrico Grussu.
(e.s.) - menu |
|
Una rivoluzione nata agli inizi degli anni ’90
Centinaia le aziende che vi hanno aderito
Biologico è meglio, al bando i pesticidi
Tanti i settori dell’agricoltura che hanno scelto il nuovo corso
VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004 ORISTANO.
Fitofarmaci addio. La città di Eleonora, ma sarebbe più
corretto dire la sua provincia scopre di avere un nuovo volto: biologico.
Sì, a quanto sembra stanno prendendo sempre più piede
le nuove tecniche di coltivazione senza veleni. Il bello è
che il fenomeno non riguarda soltanto chi produce pomodori o grano.
Interessa ormai tutti i settori del comparto. Allevatori compresi.
Ma anche chi posiede soltanto un cespuglio di rose o qualche vaso
di petunie sul balcone ha bandito i pesticidi. Non è
difficile aver conferma degli effetti che ha avuto questa vera e propria
rivoluzione culturale, partita agli inizi degli anni ’90
con la benedizione dell’Unione europea, che ha stanziato fondi
e contributi per agricoltori e allevatori che hanno scelto la via
del biologico. Sono infatti parecchie centinaia le aziende che nel
corso di questi anni hanno abbandonato fertilizzanti e antiparassitari
di sintesi, preferendo prodotti di origine organica o gli “insetti
amici”, come le coccinelle o i bombi, utilizzati soprattutto
in frutteti e serre. Gli agricoltori sono stati stimolati, in questa
scelta non soltanto dai contributi pubblici. Ma anche da esigenze
dettate da un mercato che chiede sempre di più prodotti sani
e da altri aspetti legati al lavoro nelle aziende. Uno di questi il
clima che sta cambiando. «Estati sempre più calde, lunghi
periodi di siccità interrotti da piogge torrenziali hanno messo
letteralmente alle corde gli agricoltori che utilizzavano i sistemi
per così dire, tradizionali, di fertilizzazione chimica, favorendo
il ricorso alle tecniche biologiche che si sono dimostrate più
valide e addirittura più economiche». Parole di Alberto
Camba, giovane commerciante di prodotti per l’agricoltura biologica.
Da qualche tempo ha aperto il primo punto vendita in città
specializzato in questo settore. Per ora è una rivendita all’ingrosso,
ma presto, si potrà acquistare anche al dettaglio. «Perchè
- spiega - non soltanto gli agricoltori di mestiere, ma anche chi
lo fa per hobby chiede di aver a disposizione questi prodotti»,
dice. «Insomma - dice ancora - anche chi coltiva un minuscolo
orticello per il consumo familiare o chi ha semplicemente un giardino
vuole poter produrre senza veleni. Che non è poco».
Non è una moda o una tendenza, è un fenomeno molto
più importante, che sta cambiando radicalmente il modo di produrre
in agricoltura. Alberto Caba, ad esempio, in tutta la provincia conta
almeno 400 clienti. Un numero che è in crescita. «La
nostra azienda - conferma Camba - ha conosciuto in questi anni un
aumento della clientela pari al 30%. Non solo agricoltori che ricevono
i contributi dell’Unione europea. Anche coloro che ad esempio,
non hanno rinnovato la domanda che va fatta ogni cinque anni per riaccedere
ai finanziamenti, continuano ad utilizzare i sistemi biologici. A
conferma che i risultati, con questi sistemi, sono migliori».
Sono metodi di produzione che ormai spaziano nell’intero
comparto. Dal grano al mais, passando per il riso. «Sì,
molti risicoltori stanno lasciando i sistemi di fertilizzazione tradizionali
- dice Camba - così come sta avvenendo con le angurie, solo
per fare qualche esempio». Anche gli allevatori si stanno dimostrando
particolarmente sensibili a questo nuovo modo di produrre. «Perchè
hanno scoperto che se gli animali, ad esempio le pecore, si nutrono
in erbai fertilizzati con sistemi biologici, sono più forti
e resistenti alle malattie, fra cui la temibilissima mastite».
Insomma, contributi o no, l’agricoltura biologica è in
forte crescita, anche se i sistemi tradizionali rimangono i più
utilizzati. Anche perchè è sempre maggiore il numero
dei consumatori che acquistano prodotti “biologici”. Un
settore in crescita dunque «la vera scommessa per l’agricoltura
sarda - conclude Alberto Camba - che per resistere alla concorrenza
può puntare solo sulla qualità». - Michela Cuccu
- menu |
|
BIDONÌ
Ecco lo statuto del Consorzio GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
2004
BIDONÌ. Corsi e ricorsi della storia locale: oggi lo
statuto del Consorzio turistico Lago Omodeo, progetto accarezzato
per la prima volta dagli amministratori di Bidonì tanti anni
fa, e ora condiviso da tutti i comuni che circondano il bacino, approda
in aula. Il Consiglio, che si riunirà alle 19, è chiamato
ad approvare la convenzione e la “carta costituzionale”
del Consorzio. In scaletta figurano inoltre la rimodulazione del programma
della «37», annualità 2000 e 2002, e una modifica
al bilancio previsionale. (m.a.c:) - menu |
|
ULA TIRSO
Centro storico, arriva il lifting GIOVEDÌ
26 FEBBRAIO 200
ULA TIRSO. Il prossimo autunno il paese si presenterà
forse con un aspetto del tutto rinnovato. Se sarà rispettato
il ruolino di marcia, i lavori di riqualificazione del centro storico,
nel quale rientra peraltro buona parte dell’agglomerato urbano,
potrebbero essere portati a termine nel giro di tre o quattro mesi.
Intanto è stato pubblicato il bando di gara per l’aggiudicazione
dell’appalto (finanziato attraverso la misura 5.1 dei Pit 2001),
che comporterà al Comune un investimento di spesa pari a 400mila
euro. (m.a.c.) - menu |
| |
| |
|