Bene benios! sos battoro moros
Oe este su 7 2 2012
sunti sas oras 2:55


Freagiu 2004

SIMAXIS Simaxis dà l’addio al calcio
BUSACHI - Forse aperti già a maggio i nuovi cantieri di rimboschimento
ARDAULI - Gli incentivi per chi vuole fare impresa
SAMUGHEO - In Consiglio si parla di gas
SENEGHE - La terra e la proprietà tra il 1500 e il 1800
PROVINCIA - Per l’ufficio staccato a Bosa
CONTINUITA' TERRITORIALE- Roma, Milano e finalmente anche Bologna, Verona, Pisa, Torino, Venezia, Genova, Napoli e Orio al Serio
ALES - Il mega parco eolico è già da rottamare - Dopo dieci anni l’Enel...
BUSACHI - Il ministro Lunardi e l’acqua: una storia senza Guilcer e Barigadu
ORISTANO - Ora è guerra tra Ept e Consorzio turistico
NUGHEDU S.V. - Più informazione per le imprese con lo sportello del Job Center
GHILARZA - La piccola grande Italia scopre le tradizioni del suo vero volto
ULA TIRSO -  L’Alto Oristanese si prepara per l’arrivo del metano dall’Algeria
BUSACHI - In fase di studio una monografia su storia, tradizioni e cultura
BUSACHI - Piazza Italia, nuovo look
SAMUGHEO -  L’antico rituale dionisiaco dei Mammutzones ombre del passato
NUORO - La lingua madre verso l’estinzione nell’era di internet
SANLURI - Il nostro candidato è Renato Soru
TERRALBA - Un nuovo progetto per la lingua sarda
SENEGHE - Scrivi Sardegna, leggi Atlantide
MORGONGIORI -   Le nuove tecnologie si mettono al servizio del turismo
ARBOREA - La lingua sarda rischia di scomparire per sempre
BUSACHI - Il Consiglio ha dato il via-libera al nuovo piano di riforestazione
SASSARI - Tumore al seno, ecco come si diffonde
BUSACHI - Sarà costruito un piccolo ponte per scavalcare il rio Sa Pontiga
Pensioni, regole attuali per chi è in mobilità
IL CASO BRIGATA SASSARI - Medaglie al posto del lavoro
Il Centrosinistra siamo noi, non i partiti»- La Rete dei Movimenti e i Cittadini per l’Ulivo incontrano il fondatore di Tiscali Soru
ALLAI - La corte dei conti assolve l’ex primo cittadino
PAULILATINO - Cavalli al galoppo in via Nazionale per la “Cursa a sa pudda”
MORGONGIORI - Per gli escursionisti del monte Arci nasce un locale d’appoggio
Serve un fronte unico per salvaguardare le realtà minori
BUSACHI - L’appalto da 12mila euro non fa gola a nessuno
ORISTANO - Gli adempimenti per i produttori che sono anche commercianti
ORISTANO - Biologico è meglio, al bando i pesticidi
BIDONÌ - Ecco lo statuto del Consorzio
ULA TIRSO - Centro storico, arriva il lifting

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SIMAXIS Simaxis dà l’addio al calcio: cronaca di una fine annunciata

SIMAXIS. Ormai è ufficiale: la società calcistica del Simaxis è stata cancellata dal campionato di seconda categoria girone D. Il provvedimento disciplinare, dopo che per ben quattro volte la formazione locale non si era presentata sul terreno di gioco, era nell’aria. Giovedì è giunta la decisione ufficiale.
 l giudice sportivo, infatti, dopo aver letto il referto arbitrale adottato dall’arbitro nell’incontro in programma contro il Marrubiu ha adottato le sanzioni contemplate negli articoli 53 e 55 del regolamento.
 In pratica si tratta di una vera e propria radiazione. La società sportiva del Simaxis - per essere ancora più chiara - non esiste più e anche nell’eventualità volesse riprendere la propria attività in un campionato dilettantistico isolano dovrà essere costituita ex novo, addirittura adottando un nome diverso.
 Ma c’è dell’altro. Oltre al pesante provvedimento disciplinare la società è stata chiamata a pagare con una pesante ammenda amministrativa.
 Il giudice, infatti, ha inflitto una multa pari a 520euro, ovvero dieci volte la misura prevista per la prima rinuncia.
 Qualcuno si è posto l’interrogativo: cosa succederà per il proseguo del campionato? Il giudice sportivo ha pensato anche a questo stabilendo che tutte le gare che la società del Simaxis avrebbe dovuto disputare saranno considerate perse con il risultato di tre a zero.
 Si tratta di un provvedimento che penalizza anche le altre formazioni considerato che il campionato risulta di fatto sfalsato.
 Ma forse non c’erano neanche soluzioni alternative.
 Resta da definire quale sarà la sorte dei calciatori. Saranno svincolati? Oppure per il proseguo del campionato restano comunque vincolati ad una società che è stata di fatto radiata? Difficile a dirsi. Peraltro nel comunicato ufficiale non c’è alcuna menzione al riguardo. Il provvedimento non fa alcuna menzione al settore giovanile. Che, contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, non pare assolutamente coinvolto in questa tormentata e spiacevole vicenda. Per conoscere nei dettagli gli inevitabili sviluppi di questa storia sarà tuttavia necessario attendere ancora qualche giorno.
Mario Tendas menu

BUSACHI - Forse aperti già a maggio i nuovi cantieri di rimboschimento

 BUSACHI. I giochi sono ormai fatti. L’ultimo degli impedimenti che ancora teneva inchiodato al palo il piano di rimboschimento nell’Oristanese è stato eliminato: i cantieri di lavoro diventeranno operativi forse già nel prossimo mese di maggio. A sbloccare situazione di paralisi dovuta all’esistenza degli usi civici su una vasta estensione dei comprensori di diversi Comuni coinvolti nel progetto, è intervenuta ll’amministrazione regionale tramite l’emissione di apposito decreto. Il provvedimento è reso noto alle amministrazioni interessate appena una manciata di giorni fa.
 Il provvedimento annulla di fatto il vincolo che impediva lo sfruttamento dei terreni ai fini stabiliti dall’accordo stipulato con l’Ente sardo foreste. Il definitivo benestare dell’assessorato all’Agricoltura, che ha esaudito le richieste concernenti il mutamento di destinazione d’uso delle terre date in concessione all’ente strumentale, dà così l’atteso via libera alla procedura sottesa all’attivazione dei cantieri forestali.
 Questo atto formale è la diretta conseguenza del preciso impegno assunto dall’assessore Felicetto Contu durante l’incontro che martedì ha radunato al Palazzo del potere di Cagliari alcuni dei sedici sindaci firmatari del piano di rimboschimento.
 La riunione ha coinvolto i rappresentanti istituzionali di Busachi, Fordongianus, Paulilatino, Villanova Truschedu, Meana Sardo, Austis, Masullas e Morgongiori, da tempo in attesa di una disposizione che consentisse di mettere finalmente in atto i contenuti del progetto: «Adesso si può cominciare a valutare il piano in termini realistici» dichiara soddisfatto il sindaco di Busachi, protagonista, insieme con altri quindici amministratori locali, di una lotta unitaria ingaggiata per salvaguardare i termini di un accordo di programma che, a distanza di oltre due anni dalla stipula, rischiava l’oblio.
 «Questi risultati - prosegue - si devono in egual misura all’intelligenza e impegno di tutti gli amministratori che accantonando qualsiasi colorazione politica, hanno portato avanti la rivendicazione».
 Dopo le comunicazioni ufficiali, ha cominciato ad ingranare anche la fase operativa. Nei giorni scorsi i tecnici dell’Ente foreste hanno avviato infatti le verifiche sulla consistenza dei terreni che i comuni hanno ceduto per un periodo, rinnovabile, di trent’anni. Questo ente ha concesso 261 dei quasi 500 ettari complessivi su cui saranno aperti i cantieri attraverso cui sarà avviato un piano di valorizzazione ambientale e creato un centinaio di posti di lavoro. Le tappe successive riguarderanno l’approvazione del progetto da parte dei vertici dell’Ente Foreste e l’iter legato alle assunzioni.
Maria Antonietta Cossu menu


ARDAULI - Gli incentivi per chi vuole fare impresa

 ARDAULI. Quando l’istituto di credito scende in campo per andare incontro ai bisogni del cittadino.
 È il caso del Banco di Sardegna, che sta organizzando degli incontri sul territorio per promuovere iniziative che hanno come fine quello di agevolare gli investimenti.
 Il seminario informativo, in programma questo pomeriggio alle 16,30 nell’aula consiliare, si rivolge infatti a tutti gli imprenditori della zona.
 Alcuni esperti dell’istituto isolano illustreranno tutte le opportunità e gli incentivi proposti dal Banco di Sardegna a favore degli utenti che intendono investire in attività produttive legate ai diversi settori d’impresa.
 E anche per molti giovani potrebbe essere l’occasione giusta per tramutare quello che sembrava solo un sogno in realtà. - m.a.c. menu


SAMUGHEO - In Consiglio si parla di gas

 SAMUGHEO. Si fanno passi in avanti sul fronte della creazione dell’apparato distributivo del gas di città. Il Consiglio affronterà l’argomento nel corso della riunione convocata per le 20.30. Durante i lavori sarà vagliata la proposta relativa all’individuazione del sito su cui realizzare una centrale di stoccaggio, come prevede il piano generale disposto dal Consorzio industriale Valle Tirso. Le forze di maggioranza e opposizione passeranno successivamente all’esame del bilancio previsionale 2004-2006 e dell’esercizio finanziario corrente. Un altro argomento contemplato in agenda riguarda una questione prettamente economica: la determinazione del gettone di presenza da corrispondere ai componenti delle commissioni comunali. (m.a.c.)menu

SENEGHE - La terra e la proprietà tra il 1500 e il 1800

 SENEGHE. “Cunzaos, terras apertas, terras de su re e terras de sa comunidade” è questo il titolo del convegno organizzato da Su Sotziu de sos Mannos e previsto per l’11 febbraio alle 18 nella Casa Aragonese. L’incontro verterà sulla storia della gestione della terra a Seneghe dal 1500 al 1800, secondo uno studio di Mario Cubeddu.
 La gestione della terra infatti non è stata sempre uguale nei secoli ma si è passati da forme tradizionali di gestione collettiva alla proprietà individuale, passando attraverso il feudalesimo e la proprietà del re. La questione non è di poca importanza perché in passato sul possesso della terra si giocavano le più importanti questioni economiche, sociali e politiche. (g.l.) menu

PROVINCIA
Per l’ufficio staccato a Bosa il Consiglio deciderà martedì

 ORISTANO. Il consiglio provinciale deciderà martedì in merito alla mozione presentata dai consiglieri Demontis e Mameli per l’attivazione, nel Municipio di Bosa, di un ufficio di pertinenza provinciale. All’ordine del giorno dell’assemblea di via Senatore Carboni, convocata per le ore 17 dal presidente Ignazio Carrus, anche l’interpellanza urgente presentata dai consiglieri Deias e Melis sulla chiusura delle strade campestri tra Uras e Morgongiori e quella del consigliere Salvatore Bonesu sulla situazione del liceo classico ‘De Castro’. Infine, l’interrogazione, ancora di Bonesu, sullo stato dei lavori del ponte di Cabras e l’approvazione del piano faunistico provinciale. menu


CONTINUITA' TERRITORIALE (Più ampia la ) - Domenica 08-02-04
Una delibera regionale introduce nuove rotte in libera concorrenza

 SASSARI. Dal prossimo gennaio i sardi e i loro familiari voleranno in regime di continuità territoriale e a tariffe agevolate. Non è una ottimistica dichiarazione di intenti, ma un progetto concreto.
 Lo prevede una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale e presentata ieri a Sassari dall’assessore ai Trasporti Salvatore Amadu. Uno degli aspetti più importanti del documento è l’avvio di un meccanismo che nel breve periodo introduce il regime di libera concorrenza e il potenziamento delle rotte da e per la Sardegna. Dal gennaio 2005, dunque, i sardi potranno raggiungere, in continuità territoriale, non solo Roma e Milano, ma anche Bologna, Verona, Pisa, Torino, Venezia, Genova, Napoli e Orio al Serio. «La moltiplicazione delle rotte in continuità territoriale- ha spiegato Salvatore Amadu- si è resa necessaria anche per decongestionare il traffico aereo sulle uniche due rotte di Roma e Milano». Da uno studio curato dall’assessorato ai Trasporti è emerso inoltre che molti viaggiatori non si fermano a Roma e Milano, ma proseguono per altre località con mezzi diversi.
 L’approvazione della delibera è l’esito di una lunga fase di studio che ha visto impegnati i tecnici delle compagnie, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria per apportare alcune sostanziali modifiche al primo protocollo d’intesa sulla continuità. L’iter prevede ora un confronto fra l’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e la Regione per la definizione degli ultimi dettagli prima della presentazione all’Unione europea e l’apertura di un bando di gara internazionale rivolto a tutte le compagnie. Salvo complicazioni il percorso dovrebbe compiersi entro un mese e mezzo e se ci sarà la risposta delle compagnie potrebbe finire presto l’era del monopolio. Come dire che in Sardegna potrebbero arrivare molto preso altre compagnie aeree e instaurare di fatto un regime di libera concorrenza. Le compagnie sono anche disposte a offrire i servizi in continuità rinunciando ai compensi statali, una decisione che consentirebbe di accantonare risorse finanziarie per circa settanta miliardi di vecchie lire. A questo riguardo l’assessore Amadu ha già chiesto che quei fondi restino comunque in Sardegna. L’obiettivo della delibera, illustrata ieri dall’assessore Salvatore Amadu, è quello di rispondere in modo adeguato alla nuova domanda e ovviare ad alcuni inconvenienti legati soprattutto alla rigidità tariffaria per i non residenti. Stando al documento, infatti, questo fatto avrebbe inciso notevolmente sui pacchetti «all inclusive» offerti per la Sardegna dai maggiori tour operator italiani con il conseguente spostamento di rotta verso altre destinazioni. A questo si è aggiunta la carenza dei posti nei periodi di alta stagione, aspetti che, stando alla relazione dell’asessore Amadu, hanno contribuito al calo delle presenze turistiche in Sardegna. Nella bozza presentata ieri mattina è stata inserita anche la «clausola sociale» sollecitata lo scorso 26 novembre a Cagliari dalle organizzazioni sindacali e già stabilita nel protocollo d’intesa con gli assessorati al Lavoro, ai Trasporti e il presidente della Giunta. Le compagnie si impegnano, dunque, a salvaguardare i posti di lavoro e i redditi dei dipendenti. «Il documento rappresenta uno degli atti più qualificati del governo regionale - ha concluso Amadu- e recepisce le richieste di Cgil, Cisl e Uil».
ANTONIO MELONI - menu


ALES - Il mega parco eolico è già da rottamare
Dopo dieci anni l’Enel chiede di sostituirlo

Un fallimento durato dieci lunghi anni. Il mega impianto eolico sul Monte Arci è stato un flop. Trentaquattro pale che hanno prodotto a basso regime e con macchinari superati. A svelare il passo falso è lo stesso responsabile della Enel Green Power per la Sardegna Giorgio Porcu: «Inutile nasconderlo», ha detto, «gli aerogeneratori installati negli anni ‘90 erano già sorpassati tecnologicamente. Le migliori macchine allora in Italia, anche se in campo mondiale esistevano aerogeneratori più sofisticati». Ammissioni di colpe passate dunque. Scelte ricadute poi negativamente sul funzionamento del parco eolico. La società che aveva installato le 34 pale non ha riscosso un successo sul mercato per gli aerogeneratori ed ha abbandonato la linea di produzione. Sono così venuti a mancare i ricambi necessari per la manutenzione delle macchine. In questi anni ha funzionato sul Monte Arci un impianto non efficiente. Ora la possibilità di rottamare i vecchi per sistemarne dei nuovi, e passare dagli attuali otto milioni di kilowatt ai ventisette milioni l’anno. Il Comune di Ales deciderà nelle prossime settimane se accettare la proposta della Enel Green Power. Al vaglio dei consiglieri comunali i chiarimenti dei responsabili isolani della più grossa società mondiale che si occupa di energia prodotte da fonti rinnovabili, arrivati l’altro pomeriggio in consiglio comunale ad Ales per illustrare il progetto, nei territori di Ales, Pau e Morgongiori. La proposta della Green Power sui tavoli dei tre sindaci Lino Trudu, Gianfranco Marras e Mariangela Puggioni è una nuova convenzione di durata trentennale che faccia riacquistare al parco eolico una dignità e uno sviluppo industriale.
I 16 aerogeneratori saranno sistemati, 4 ad Ales e Pau, 8 a Morgongiori. Avranno un’altezza di 42 metri, ogni macchina sarà da 850 megawatt. Per ogni comune 800 euro l’anno per ogni macchina e l’1,5 per cento sul ricavo lordo dell’energia prodotta. Tempi di realizzazione: se si partirà a settembre 2004 entro agosto 2005 il nuovo parco eolico sarà funzionante. «Ci occuperemo anche della dismissione delle pale rimosse e del ripristino ambientale di quelle aree”, ha aggiunto Giuseppe Locci, della Green Power. Il sindaco di Ales ha delle remore giustificate. «In passato abbiamo sentito tante belle promesse ma pochi fatti concreti e abbiamo davvero goduto di scarsi benefici dal funzionamento del parco eolico», dice Trudu, «questa volta pretendiamo rassicurazioni maggiori». Trudu ha richiesto una diminuzione della durata della convenzione, ma per Porcu trent’anni è il periodo minimo per ammortizzare i costi di riconversione del parco eolico, «per 16 macchine spenderemo 15 milioni di euro». Diversi quesiti sono arrivati dai banchi del consiglio e dal pubblico. «Disagi per i cacciatori?», ha chiesto dalla minoranza Giampaolo Cadoni. «La selvaggina non è mai stata influenzata dai generatori», dice Porcu. Opportunità di riduzioni del costo dell’energia per Ales, chiede tra il pubblico Ezio Zucca. «Non è possibile, noi produciamo non vendiamo energia, offriremo al comune 16 mila euro per un’opera pubblica», replica Porcu.

Antonio Pintori -L'Unione Sarda 14-02-04 - menu


BUSACHI - Il ministro Lunardi e l’acqua: una storia senza Guilcer e Barigadu
L'Alto Oristanese s’indigna di fronte alla visita istituzionale

BUSACHI. La visita istituzionale del ministro Pietro Lunardi sembra avere avuto sugli amministratori dei comuni distribuiti a monte del nuovo invaso lo sgradevole, doloroso effetto del coltello affondato e sadicamente rigirato nella piaga. L’inaugurazione del cantiere dei lavori per il collegamento dei sistemi idrici del Tirso e del Fluemendosa, con tanto di benedizione del capo del dicastero alle Infrastrutture e Grandi opere, giovedì ha riportato a galla tutta l’insofferenza di queste comunità.
  Rivendicazioni accampate non solo in nome delle grandi rinunce a cui l’area Guilcer-Barigadu si è forzatamente prestata per dare corso alla costruzione dei due grandi sbarramenti sul Tirso, ma anche in virtù del legittimo desiderio di creare le condizioni per dare reale impulso allo sviluppo territoriale attraverso una rete capillare d’infrastrutture e la valorizzazione turistica del lago.
 E il virtuale taglio del nastro da parte di Lunardi ha suscitato solo indignazione da parte di chi da anni chiede di essere ascoltato: «Le richieste del Campidano di Oristano e Cagliari sono legittime e vanno soddisfatte», premette il sindaco Salvatore Crobu, «Ma l’acqua è un bene necessario a tutti: anche noi ne abbiamo diritto. Non possiamo continuare a restare esclusi in eterno».
 Comunque la solidarietà alle popolazioni della Sardegna centro-meridionale non è messa in discussione da nessuno. Così come non è la mega-condotta da oltre 76milioni di euro ad essere oggetto di contestazione. Semmai, ad avvelenare il dente agli amministratori locali, è l’assoluta indifferenza e inerzia delle istituzioni: «Quando si tratta di discutere temi importanti e di interesse generale gli enti locali vengono tagliati fuori», commenta Renato Nieddu, sindaco di Sedilo, uno dei paesi che ha pagato il prezzo più alto per quanto riguarda le concessioni territoriali finalizzate alla costruzione del nuovo invaso, «E il fatto che non siamo stati interpellati nemmeno in merito a questo accordo di programma ne è la riprova. Ciò denota grande mancanza di rispetto istituzionale: forse temevano che avremmo chiesto il conto, avanzando rivendicazioni per sviluppo di queste zone».
 Il registro non cambia con il sindaco di Ardauli, Claudio Zago: «È inammissibile avere centinaia di milioni di metri cubi d’acqua sotto il naso e non poterli utilizzare. Mentre in paese l’erogazione è limitata a sole tre ore giornaliere. Questa è stata l’ennesima conferma che noi siamo stati messi nel dimenticatoio. Da 30 anni il problema esiste, da altrettanti non riceviamo risposte».
 Il rapporto tra benefici e perdite relative alla presenza dello sbarramento è davvero negativo. Ne sa qualcosa anche Bidonì, con oltre 600 ettari sacrificati in cambio di nulla: «È ora che la Regione si interessi seriamente, trovando soluzioni concrete», dice il sindaco Antonio Cossu, «Non possiamo essere trascurati oltre».
 «Queste comunità hanno subito delle vere e proprie rapine con la costruzione degli invasi», lamenta il primo cittadino di Neoneli, Alfredo Stara, «Anche questi territori hanno sete e stanno subendo gravi danni ambientali. È ora che vengano adeguatamente compensati».
Maria Antonietta Cossu - NS - 14-02-04 - menu


ORISTANO - Ora è guerra tra Ept e Consorzio turistico
Bagarre prima della Bit di Milano Koch: puniti perchè non schierati

 ORISTANO. Si fanno ancora più aspri i toni della polemica tra Ente provinciale per il turismo e Consorzio turistico oristanese sulla partecipazione dell’Ept alla ‘Bit’ di Milano, che apre i battenti proprio oggi. Una partecipazione limitata agli enti pubblici a causa dell’esiguo spazio dello stand riservato alla provincia di Oristano, secondo il commissario dell’ente Pasquale Carboni; una partecipazione in qualche modo pilotata, invece, stando a quanto sostiene il presidente del Consorzio.
 Andreas Koch ieri ha rincarato la dose in una lettera aperta nella quale non risparmia accuse, anche piuttosto pesanti, all’Ept. «Il Cto - scrive Koch -, che raggruppa la quasi totalità degli operatori turistici provinciali e degli occupati del settore, senza voler passare per vittima sacrificale, è fortemente preoccupato per l’atteggiamento che l’Ente provinciale per il turismo continua a tenere in merito alla promozione del territorio in occasione di manifestazioni turistiche in Italia e all’estero. Come apprendiamo dalla stampa, non saremo ospitati alla prossima Bit di Milano perché lo stand dell’Ente è “di ridotte dimensioni”. Tuttavia nella nwesletter fatta stampare dall’Ept si legge ‘...Quest’anno l’Ept avrà un ampio spazio... dove si conta di vendere il prodotto Oristano’. Sempre dalla stampa apprendiamo che ‘verranno ammessi solo gli enti pubblici’.
 E qui arrivano le prime bordate. «Da quando - scrive infatti Koch - la Memoria Storica è un ente pubblico? Ma soprattutto, da quando un ente pubblico può vendere il prodotto turistico dei privati senza l’approvazione degli imprenditori che di turismo vivono? Ancora, com’è possibile che l’Ente continui a promuovere e sostenere solamente le inziative di un’unica agenzia di viaggi che ha la sola prerogativa di non appartenere al Consorzio turistico oristanese? Perché alle gare indette dall’Ept vengono invitate solo le aziende non associate al Consorzio o aziende che proprio non esistono? Troppi atteggiamenti controversi da parte dell’Ente, atteggiamenti che in altri contesti verrebbero definiti “sospetti”».
 Andreas Koch sottolinea quindi che «la chiusura di diversi alberghi in provincia di Oristano, unita al bassissimo tasso di occupazione di tutte le strutture più in generale, mal si conciliano con l’atteggiamento del commissario dell’Ept il quale, oltre a non collaborare con i privati per il raggiungimento dell’obiettivo comune, con il suo modo di operare (vedi la suddivisione dello spazio per la Bit) mette gli operatori l’uno contro l’altro. Il Consorzio turistico oristanese sta di fatto pagando il prezzo di non essere schierato politicamente. È nel nostro spirito essere costruttivi, pertanto invitiamo l’assessore regionale al turismo Roberto Frongia, l’assessore provinciale al turismo Pierpaolo Pisu, l’assessore comunale al turismo Mario Lai, gli assessori al turismo dei comuni più interessati allo sviluppo della provincia e il commissario dell’Ept a partecipare alla conferenza di servizi che è sempre più necessaria per porre fine a comportamenti miopi che stanno di fatto affondando tutte le velleità turistiche della zona».- NS - menu

NUGHEDU S.V. 20 FEBBRAIO 2004
Più informazione per le imprese con lo sportello del Job Center

 NUGHEDU S.V. Uno strumento operativo finalizzato all’orientamento del cittadino nel labirintico mondo del lavoro e del sistema delle attività d’impresa. Sarà questa la funzione essenziale del “Job Center”, uno sportello informativo di prossima apertura su questo territorio. Il progetto, che riunisce otto Comuni distribuiti tra due sponde dell’Omodeo, sarà illustrato lunedì, nella sala consiliare del municipio. Il Job Center Barigadu, che funzionerà in via sperimentale per i prossimi dodici mesi, è stato progettato grazie a un finanziamento del Por Sardegna. La finalità di questo strumento sarà l’inserimento o il reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati che potranno fruire di un sistema informativo avanzato.
 Il centro di riferimento sarà Nughedu, ente capofila. Nei giorni feriali sarà inoltre attivato il collegamento telematico con i Comuni coinvolti: Bidonì, Sorradile, Fordongianus, Busachi, Allai, Boroneddu e Ula Tirso: «Il Job Center rappresenta un nuovo metodo d’informazione e uno strumento di cui il territorio necessitava. Si sta consolidando un sistema basato sulla cooperazione di comuni viciniori», dice la sindaco Franca Onida (m.a.c.) NS menu

GHILARZA 20 FEBBRAIO 2004
La piccola grande Italia scopre le tradizioni del suo vero volto
Tre paesi del Guilcer alla giornata dedicata ai borghi del Bel Paese

GHILARZA. Il volto autentico del Bel Paese è nascosto tra le centinaia e centinaia di piccoli borghi che dalla corona alpina, passando per la catena appenninica, sino alle isole maggiori, disegnano la “Piccola grande Italia”. Un vasto firmamento di minuscole realtà locali spesso ancora tutte da scoprire, ma che serbano un prezioso patrimonio culturale, monumentale, eno-gastronomico e ambientale. Ricchezze da recuperare, rivalutare, salvaguardare e far conoscere. Un intendimento che ha dato l’input all’importante iniziativa, in programma il 28 marzo, promossa dall’Enel e sposata da Legambiente. L’evento racchiude nel titolo il valore e il significato del progetto: “Voler bene all’Italia”, valorizzando quindi le specificità e le risorse dei suoi centri minori.
 Peculiarità che connotano l’identità di questo Paese. Anche la Sardegna svelerà uno dei suoi aspetti meno noti, sconosciuti a molti: il suo entroterra. Una realtà che nella giornata dedicata ai mille borghi d’Italia sarà rappresentata anche da Ghilarza, Bidonì e Nughedu Santa Vittoria.
 I tre centri dell’Oristanese insieme sfiorano appena i 5000 abitanti, ma il potenziale del patrimonio etno-culturale di questo territorio è comunque ragguardevole. Per un’intera giornata sarà possibile visitare importanti siti naturali e archeologici, monumenti di pregio e notevole valore storico quali, per citare solo alcuni esempi, il Museo Casa Gramsci, la Torre aragonese, la chiesa di San Pietro e la foresta pietrificata di Zuri. E ancora, l’antichissimo tempio di Giove e il novenario di Santa Maria di Ossolo a Bidonì, oltre alla necropoli a domus de janas e alle chiese in stile gotico-catalano di Nughedu Santa Vittoria. «Enel ha aderito con entusiasmo perché si riconosce nei valori di autenticità e genuinità ai quali si ispira e contribuisce a valorizzare il patrimonio dei mille borghi d’Italia», dichiara Paolo Scaroni, amministratore delegato della società.
 «Ricchezze immense», dice il presidente onorario di Legambiente, Ermete Realacci, «Motori di un nuovo sviluppo economico del Paese». (m.a.c.) NS menu

LA TIRSO 20 FEBBRAIO 2004
  L’Alto Oristanese si prepara per l’arrivo del metano dall’Algeria Sedici comuni hanno sposato il grande progetto di collegamento

ULA TIRSO. Nell’attesa che venga costruito il mastodontico condotto terracqueo che convoglierà il gas metano dall’Algeria all’isola, in molte parti dell’isola è iniziata la corsa all’infrastrutturazione per non arrivare impreparati al grande appuntamento. La sensazione è comunque che lo sfruttamento di questa fonte energetica erogata attraverso il metanodotto che collegherà l’Africa alla Sardegna e infine alla Penisola, rappresenti una possibilità ancora lontana. Una sorta di ponte di Messina nostrano. Di contro, opinione altrettanto diffusa tra i sostenitori del piano di metanizzazione dell’isola è che si debba pensare e operare in prospettiva. Con la consapevolezza, in ogno caso, che i tempi di realizzazione saranno tutt’altro che rapidi.
 Ma dunque anche con la convinzione che sia necessario creare per tempo una rete interna. A questo obiettivo mira anche il Consorzio industriale Valle Tirso, che con la Comunità montana “Montiferru” sta portando avanti il mega-progetto di un sistema di distribuzione del gas nei sedici comuni dell’Oristanese sottoscrittori dell’accordo. Un partenariato in lizza per ottenere i fondi stanziati con l’intesa Stato-Regione sul piano energetico: 250 miliardi della vecchia valuta.
 «Il singolo ente locale non avrebbe alcuna chance su quei contributi», spiega Antonio Cossu, presidente della Zir di Santa Chiara, «Abbiamo cercato il coinvolgimento di numerosi Comuni per avere maggiori probabilità di rientrare nella ripartizione deifinanziamenti».
 E di soldi ne occorrono davvero tanti per realizzare l’imponente rete di adduzione nell’area Barigadu-Montiferru: quasi 15milioni di euro. Almeno il 50% dell’importo sarà a carico del concessionario del servizio, di cui si conoscerà la ragione sociale entro la prima decade di aprile, termine di scadenza della licitazione privata bandita dal Consorzio industriale. L’iter è giunto infatti alla seconda fase: tra poco più di due settimane sarà appaltato l’incarico di progettazione, esecuzione e gestione degli impianti.
 «L’unione di tanti enti pubblici garantisce un ampio bacino d’utenza, condizione essenziale per incentivare le imprese ad investire in questo territorio», spiega Serafino Oppo, vicesindaco di Paulilatino, uno dei sedici paesi interessati, «Ormai è necessario ricorrere a fonti energetiche più convenienti e il metano consente d’abbattere di molto i costi».
 E il primo cittadino di Samugheo, Graziano Sulis, aggiunge: «Non solo le attività artigiane e industriali, ma anche le famiglie ne trarranno vantaggio grazie ai costi controllati». «Il singolo ente può fare ben poco in questo caso», precisa il collega di Fordongianus, Efisio Demartis, «Abbiamo ricevuto diverse proposte da ditte specializzate, ma abbiamo ritenuto questa la più meritevole».
 Anche il sindaco di Ula Tirso, Mario Pinna, è ottimista: «È un buon progetto. Gli impianti consentiranno ad ogni paese di sfruttare l’aria propanata in attesa del metano».
Maria Antonietta Cossu NS menu


BUSACHI 18 FEBBRAIO 2004
In fase di studio una monografia su storia, tradizioni e cultura

 BUSACHI. Storia, società, economia, tradizioni, cultura: saranno questi gli aspetti trattati in un volume diprossima pubblicazione interamente dedicato al piccolo centro del Barigadu. Entro la fine della primavera sarà infatti realizzata la prima monografia su Busachi, di cui è già stata prodotta una prima bozza.
 Il lavoro di ricerca e studio sin qui concepito sarà vagliato dall’esecutivo guidato dal sindaco Salvatore Crobu insieme con gli autori nel corso di un incontro previsto la prima domenica di marzo. Nella stesura della monografia sono impegnati diversi studiosi e professionisti: Francesco Floris e Benedetto Meloni, docenti all’Università di Cagliari; Piero Floris, insegnante a riposo, e i professori Giomaria Aresu e Salvatore Sini, di Busachi. L’iniziativa sarà sostenuta attraverso i contributi dell’amministrazione provinciale e della Comunità montana “Barigadu”, nonché con i fondi del bilancio comunale, per un ammontare di ottomila euro circa. (m.a.c.) NS menu


BUSACHI 17 FEBBRAIO 2004
Piazza Italia, nuovo look
 BUSACHI. Il momento di rinnovare la propria immagine è finalmente arrivato. A ricorrere all’operazione di maquillage è la piazza Italia, che presto sarà interessata da un vigoroso intervento di riqualificazione.
 Giusto ieri sono stati formalmente consegnati i lavori alla ditta costruttrice che si è aggiudicata l’appalto e che porterà a termine l’opera nel giro di quattro mesi al massimo.Con questo intervento, al quale sono stati destinati i 125mila euro provenienti dalla misura 5.1 dei Piani integrati territoriali 2001, verrà consolidato il muro perimetrale che circoscrive lo slargo, rifatta a nuovo la pavimentazione utilizzando pietra basaltica e trachite rossa, e realizzata una fontanella ornamentale. (m.a.c.) NS menu

SAMUGHEO 15 FEBBRAIO 2004
  L’antico rituale dionisiaco dei Mammutzones ombre del passato Riemerge il simbolismo dei costumi primitivi e danze propiziatorie

 SAMUGHEO. Antico e moderno si fondono per dare anima, ogni anno, a una delle feste in maschera più vitali e coinvolgenti dell’Alto Oristanese: il Carnevale di Samugheo.
 Tra costumi variopinti e originali travestimenti, ispirati a personaggi reali o fittizi, e le maschere primitive che evocano le radici agro-pastorali delle comunità di questi territori, l’ultima decade di febbraio il chiassoso e frastornante carrozzone del carnevale ruberà la scena alle incombenze e abitudini proprie della quotidianità.
 Le danze si apriranno il penultimo sabato del mese, con la sfilata dei carri allegorici che porta la firma del “Cocs”, sigla identificativa del comitato organizzatore del carnevale samughese, che condirà la manifestazione principale con i consueti balli in piazza.
 L’antico volto della festa più prorompente e irriverente dell’anno sarà svelato, come detta la consuetudine, già la domenica successiva, con il corteo delle maschere originali della tradizione locale: i Mammutzones e S’Urtzu.
 Durante la sfilata per le vie del centro, organizzata dall’associazione culturale “Mammutzones di Samugheo”, saranno eseguite le danze propiziatorie legate al rito dionisiaco della fertilità. In questo rituale collettivo S’Urtzu rappresenta la vittima sacrificale, mentre i truci figuri dalle corna minacciose, abbigliati con pelli scure ricoperte di campanacci, sono i carnefici che, secondo il simbolismo del carnevale antico, procurano la morte con una danza cadenzata.
 Alle suggestioni dell’antico Carnevale di Samugheo, oggetto di studio di un gruppo di antropologi dell’Univerità di Ptuj, in Slovenia, si mescolerà il fascino di un altro rito arcaico legato alla fecondazione della terra con il sangue: “Su battileddu’e Lula”.
 A dare vita alla rappresentazione sarà il gruppo teatrale lulese “Ilos”. All’appuntamento non potevano mancare favate e zeppolate, che concluderanno degnamente la serata in attesa del martedì grasso, quando lungo le strade del paese i carri allegorici torneranno a marciare nel più sfrenato clima di festa.
 L’atto conclusivo della lunga kermesse patrocinata dal Comune sarà la Pentolaccia dei bambini, che festeggeranno il 29 febbraio nella piazza parrocchiale. In quell’occasione sarà aperta al pubblico Casa Serra, che ospiterà una mostra sul carnevale tradizionale.
Maria Antonietta Cossu NS menu

La lingua madre verso l’estinzione nell’era di internet
Ieri a Nuoro si sono svolte le celebrazioni dell’Unesco per la giornata internazionale dedicata al multilinguismo - PAOLO MERLINI DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004

«Quarant’anni dopo, la lezione di Marcuse è più attuale che mai, anzi, c’è da pensare che il suo uomo a una dimensione fosse una profezia dei tempi attuali, dominati dalla globalizzazione e dall’omologazione culturale. Oggi l’uomo è cittadino di una società planetaria, dominata da tre poteri universali: la moneta, cioé il dollaro, vera merce di scambio in tutto il mondo, capace di condizionare i mercati anche quando perde valore; l’esercito, che ora assume i connotati di un’armata del bene, come si va affermando con gli Usa in Medioriente; e la lingua, l’angloamericano, che domina i rapporti tra i popoli e le nuove tecnologie. Una simile unificazione, culturale ma soprattutto politica, si realizzò solo con l’impero romano».
 Non è Naomi Klein che parla, né Noam Chomsky o un altro maître à penser del movimento no global. L’analisi impietosa del mondo in cui viviamo ha il volto rassicurante e l’esposizione pacata del professor Giovanni Puglisi, ordinario di scienza della comunicazione a Milano, segretario generale della commissione italiana dell’Unesco, che ieri ha celebrato la sesta giornata internazionale della lingua madre proprio a Nuoro, scelta come sede della manifestazione nazionale per il 2004. Un evento eccezionale, che purtroppo ha avuto scarso seguito di pubblico ma, fatto ancor più grave, anche di larga parte di quel mondo ormai istituzionalizzato che della difesa della limba ha fatto la propria bandiera. Per non parlare di un’iniziativa analoga e concomitante a Cagliari che, al di là della competenza e della buona fede dei singoli partecipanti, ha confermato l’attualità del detto sardo «chentu concas, chentu berrittas» (cento teste, cento cappelli) proprio nel giorno dedicato alle minoranze liguistiche.
 La giornata internazionale della lingua madre è stata istituita dalla conferenza generale dell’Unesco nel 1999 su proposta del Bangladesh. Tra i suoi obiettivi prioritari vi è «la creazione di una politica linguistica mondiale basata sul multilinguismo e garantita dall’accesso universale alle tecnologie informatiche». Anche qui il pensiero di Herbert Marcuse e le sue teorie sulla monodimensionalità e sul controllo sociale attraverso le moderne tecnologie ci vengono in aiuto: su internet (la cui invenzione il filosofo tedesco non poteva certo prevedere), una delle rivoluzioni più importanti nella storia della comunicazione umana, non trova spazio il 90 per cento delle seimila lingue parlate nel mondo. Nel Web domina ovviamente l’inglese, con il 68,4 per cento dei contenuti: si pensi che la lingua più parlata al mondo, il cinese, copre appena il 3,9% delle milioni di pagine che viaggiano nella Rete.
 Qualche dato aiuta ancora a capire le dimensioni del problema. L’Unesco stima in circa tremila le lingue a rischio di estinzione, dunque la metà di quelle esistenti. Ma perché sono a rischio? È ancora Puglisi a fornire le cifre di un’unificazione culturale che ha il sapore della sopraffazione: «Il 96% delle seimila lingue mondiali viene parlato da appena il quattro per cento della popolazione del pianeta. È quello che gli studiosi di statistica chiamerebbero un dato non verosimile, ma è la realtà dei fatti».
 Perché la Giornata della lingua madre si celebra proprio il 21 febbraio? Come ha spiegato Neria De Giovanni, presidente del consorzio del Parco Grazia Deledda (l’Unesco ha accolto il suo invito a realizzare a Nuoro la manifestazione), la data intende ricordare la sollevazione popolare avvenuta nel 1952 nell’allora Pakistan orientale in difesa del Bangla, madre lingua ignorata e repressa dallo stato. Rivolta che ieri è stata ricordata da Nazrul Islam, segretario dell’ambasciata del Bangladesh.
 Insieme a Puglisi e al vicesegretario regionale della commissione italiana dell’Unesco Vincenzo Pellegrini, ieri nell’auditorium della biblioteca Satta sono intervenuti il rettore dell’università di Cagliari, Paquale Mistretta, e il docente di scienze ambientali Sergio Vacca che ha portato il saluto del rettore dell’università di Sassari, Alessandro Maida, poi il sindaco Mario Zidda, il presidente del consorzio Sebastiano Satta, Priamo Siotto, e il giornalista Gianfranco Pintore in rappresentanza del presidente del consiglio regionale Efisio Serrenti. I concetti espressi da Puglisi sono stati ribaditi e approfonditi da Maria Rita Saulle («La tutela della lingua madre nell’età della globalizzazione»), Maria Antonietta Saracino («Vivere tra due lingue: conflitto lingua madre/lingua straniera nelle culture dei colonizzati») e Maurizio Gnerre («Lingua madre e diversità culturale. Tradizione e tecnologie») dell’università La Sapienza di Roma. Tra gli studiosi sardi, Massimo Pittau, il quale ha ricordato i suoi rapporti epistolari con Max Leopold Wagner, padre della linguistica sarda, e ha poi centrato il suo intervento sulla necessità di diffondere il sardo nelle scuole. Inevitabile, ma senza polemiche, l’accenno alla «lingua unificata» alla quale ha lavorato per conto della Regione negli ultimi anni un gruppo di studiosi. Chi conosce il pensiero di Pittau sa che, oltre a dividere la lingua sarda in due varietà principali (logudorese e campidanese), egli propende per la sopravvivenza dei vari dialetti. «Per quanto riguarda la scuola - ha detto Pittau - a mio giudizio si deve adoperare e insegnare il dialetto locale, anzi il suddialetto di ciascuno dei 380 comuni sardi». E viene da chiedersi se sia stato l’anziano professore universitario ad aver cancellato la «d» dal cartello «Benebennidos» che accoglie i visitatori all’ingresso di Nuoro. Un cartello installato dall’assessorato alla cultura della Provincia (nel cui palazzo compare, accanto alla scritta in italiano, la traduzione Provintzia), ieri assente al pari del proprio Uffitziu de sa limba sarda. Forse perché, come si diceva, il vecchio detto «chentu concas, chentu berrittas», ha ancora qualche fondamento.menu

Sanluri, il popolo degli autoconvocati: «Il nostro candidato è Renato Soru» Decine i sindaci e gli amministratori presenti all’incontro «Sì a un voto unitario» DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004
ROBERTO PARACCHINI

SANLURI. Qualcuno, si è detto, stava cercando di capire chi l’avesse convocata, quell’assemblea di ribelli. «Ma l’hanno voluta loro, i dirigenti dei nostri partiti con le loro inadeguatezze», è stato precisato da uno dei tanti intervenuti ieri sera, a Sanluri: voce del popolo dei tesserati Ds, Margherita e Rifondazione, gli autoconvocati. Indignati ma non rassegnati, circa cinquecento militanti del centro sinistra hanno deciso di dire chiaro: vogliamo Renato Soru come candidato alla presidenza della Regione.
 Decine e decine di amministratori, da Sandro Piras (sindaco di Gonnosfanadiga) a Stefano Pinna (primo cittadino di Abbasanta), da Giovanni Puxeddu (che guida da 25 anni Villanovaforru) a dirigenti dei Ds come Sergio Usai (responsabile delle politiche regionali, già leader di tante vertenze sindacali del Sulcis Iglesiente), da ex segretari come Antonello Cabras e Piersandro Scano a tanti altri militanti del medio Campidano sino all’alta Marmilla: tutti uniti in difesa di Renato Soru. «C’è un vecchio detto, a Orgosolo, che racconta di chi vuole ostinatamente negare l’evidenza come, oggi, la dirigenza dei nostri partiti: la base del centro sinistra è con Soru», ha affermato Marco Pau (già sindaco di Sanluri). «Invece - ha continuato - assistiamo da sei mesi e comunicati e dichiarazioni incomprensibili. La legge elettorale permette anche il voto disgiunto: per una lista, da un lato; e per il presidente dall’altro. Ma noi vogliamo che si arrivi a un voto unitario».
 In apertura di assemblea si era detto che gli oratori sarebbero stati presentati solo col nome (forse per timore di qualche ritorsione dai partiti di appartenenza), ma tutti si sono mostrati con orgoglio e senza paura di gridare il loro dissenso. Così, ad esempio, ha fatto Sergio Usai che, anzi, ha manifestato l’idea di andarli a stanare, gli «inconcludenti» del suo partito, nella riunione di direzione di domani: «Si può essere eletti segretari, ma si è del tutto inadegauti se non si ha la capacità di confrontarsi elettoralmente nei collegi provinciali». Il riferimento era rivolto a uno dei motivi di dissidio con Soru: il fatto che il patron di Tiscali ha posto il veto ai segretari di partito in rapporto alla loro candidatura nel listino regionale (i cui nomi vengono eletti automaticamente se il presidente designato vince). Veto, questo, posto ieri anche dall’assemblea degli autoconvocati che in un documento firmato dai partecipanti, ha precisato che «nello stesso listino non è opportuna la presenza di consiglieri regionali uscenti o di segretari di partito che, se candidati, devono sottoporsi al giudizio degli elettori».
 Per battere il centro destra, è stato ribadito da Gian Piero Vargiu (già primo cittadino di Villasalto) nella relazione di apertura, occorre un progetto di sviluppo sostenibile e un candiato vincente: «Soru rappresenta una risorsa vista l’accoglienza plebiscitaria che ha avuto ed ha la sua candidatura. Mentre i partiti devono superare l’autoreferenzialità che li rende succubi dei propri eletti». Poi la critica è diventata anche più esplicita: «Soru rappresenta la volontà di cambiamento - ha affermato Gigi Pilloni, dirigente di base - indispensabile per superare il nepotismo e il clientelismo. Oggi siamo tanti e il nostro messaggio è chiaro». L’assemblea di ieri, è stato sottolineato da Tore Mallocci (responsabile regionale della Flai-Cgil) vale come una consultazione primaria che «noi chiediamo che si faccia anche ufficialmente, se ci sono altri candidati, altrimenti i nostri partiti devono prendere atto dell’evidenza».
 Sino ad ora, è stato precisato dal popolo dei tesserati pro Soru, le obiezioni alla sua candidatura sono state del tutto irrilevanti. «Il conflitto di interessi - ha spiegato Anna Ferrara, tesserata «di recente» ai Ds - è stato messo da parte dai dirigenti, eppure Soru era disposto ad affrontarlo; e si è detto che questo candidato è stato imposto da Roma o Bruxelles, in verità non c’è mai stato un personaggio così richiesto dalla base; il suo programma, invece, è del tutto condivisibile». Il patron di Tiscali, insomma, è da appoggiare «non per quello che ha realizzato, ma perchè ha le carte in regola, la gente lo vuole e ci permetterà di vincere». Poi, per tagliar corto contro «le pretese di poltrone dei segretari, è la legge elettorale che dà particolari poteri al presidente regionale e questo, giustamente, vuole le sue garanzie contro il rilancio del clientelismo». Infine il manifesto decisivo: alle urne, ha detto più volte il popolo degli autoconvocati, «non dobbiamo solo partecipare, ma vincere. Come centro sinistra abbiamo il dovere di governare l’isola per farla uscire dalla crisi in cui l’ha gettata il centro destra».menu


TERRALBA
Un nuovo progetto per la lingua sarda
Iniziativa promossa dal gruppo teatrale Maskaras che coinvolge le scuole DOMENICA 22 FEBBRAIO 2004

TERRALBA. Il gruppo teatrale Maskaras si può definire certamente instancabile e, senza retorica, una risorsa culturale della cittadina di Terralba che sembra inesauribile.
 L’attività dell’associazione si è affermata ed opera ormai da diversi anni nei settori della cultura e dello spettacolo in ambito provinciale e in ambito regionale.
 Nel 2003 appena trascorso è stata registrata la partecipazione a diversi appuntamenti dai quali ha riscosso un buon successo e gratificazione per il lavoro svolto.
 L’associazione fa capo a Gianpaolo Salaris il quale ne è anche direttore artistico. La sua attività spazia dalla stesura dei testi di commedie, poesie e racconti fino alla stessa rappresentazione sul palco.
 L’impegno a tutto campo dell’associone Sardinia Maskaras si esprime soprattutto nel teatro, dove è riuscita a coinvolgere persone di ogni età. Nel maggio scorso “Fueddus e paraulas” è stato rappresentato al teatro Garau di Oristano dalla prima e terza classe della scuola media di Terralba, contribuendo in questo modo a portare fuori dai confini del paese l’impegno culturale a sostegno della lingua sarda.
 Di qualche anno prima si ricordano altre rappresentazioni quali “Maria Punta a Oru”, “Giulietta e Romeo”, “Fiudas”. Sulla scia dell’attività dell’associazione culturale è stato organizzato un premio letterario (l’ultima edizione è stata la quarta) che punta a diventare uno degli appuntamenti culturali più importanti della Sardegna.
 Recentemente Gianpaolo Salaris si è cimentato, in qualità di autore, nella stesura di un nuovo racconto teatrale: “Friaxu frabaxu”. Con questo nuovo lavoro, appositamente creato, Gianpaolo e Filippo Salaris attiveranno un laboratorio di teatro in lingua sarda che impegner oltre duecento bambini delle scuole elementari di Marrubiu.
 Il presupposto è stato apparentemente scontato e parte da una domanda posta a se stessi che rappresenta una sfida:...e se i bambini imparassero prima a leggere in sardo e poi in italiano? La risposta potrebbe non essere poi tanto scontata.
 A sentire le insegnanti della scuola di Marrubiu si è infatti constatato come alcuni bambini leggessero meglio in sardo che in italiano gia a prima vista. Ed è stata certamente una grande sorpresa, estremamente utile anche dal punto di vista squisitamente didattico dal momento che i bambini possono in questo modo accrescere la propria autostima e proseguire nel processo di crescita e di apprendimento.
 Con la legge regionale nº 26 è stato finanziato il progetto scolastico “Su mundu’e Marrubiu” che l’Istituto comprensivo ha affidato, in qualità di esperti esterni, proprio a Gianpaolo e Filippo Salaris.
 La realizzazione del lavoro teatrale prevede il coinvolgimento di oltre duecento bambini che reciteranno i dialoghi del racconto e canteranno nuove canzoni e filastrocche in lingua sarda, composte per animare i giochi di ieri che faranno parte integrante della rappresentazione teatrale finale prevista per il prossimo mese di aprile. Andrea Carta menu


SENEGHE - Scrivi Sardegna, leggi Atlantide SABATO 21 FEBBRAIO 2004

 SENEGHE. È un’ipotesi affascinante la sua, che coglie di sorpresa. Ma una volta formulata si installa come un tarlo nella mente del lettore accompagnandolo lungo un viaggio di ricerca nel tempo che più che dare risposte scardina (quasi socraticamente) certezze per lasciare spazio a nuove prospettive. È l’inchiesta del giornalista-scrittore Sergio Frau, che da qualche anno ha iniziato una sua indagine personale sulla storia antica dalla quale viene fuori una ipotesi diversa da quella che finora i libri ci hanno tramandato. Verrà presentata oggi alle 18 nella biblioteca. Se Sergio Frau ha visto giusto potrebbe quindi capitare che la Sardegna possa essere stata Altantide, la famosa e leggendaria terra di cui parla Platone, la cui straordinaria civiltà e cultura venne a mancare improvvisamente sprofondata negli abissi del mare a causa di un disastro naturale. Il convegno è organizzato dall’associazione culturale Perda Sonadora, da Su Sotziu de sos mannos e dall’amministrazione comunale. (g.l.)menu

MORGONGIORI
  Le nuove tecnologie si mettono al servizio del turismo - SABATO 21 FEBBRAIO 2004
Il marketing e la promozione degli itinerari storico-archeologici si serviranno di un portale internet

MORGONGIORI. Piccoli comuni e multimedialità: un universo per certi versi ancora in gran parte da esplorare ma che già oggi mostra per intero le sue potenzialità in fatto di vivibilità delle piccole realtà le quali facendo ricorso appunto alle nuove frontiere della tecnologia possono abolire il distacco che separa da quelle più o meno metropolitane.
 La prova stavolta arriva dal piccolo centro sul monte Arci che sta realizzando il progetto di coordinamento per il marketing e la promozione dell’itinerario turistico-culturale di archeologia nuragica e prenuragica degli altipiani della Sardegna centro-occidentale. A tutti gli effetti un portale telematico, ma non solo, per un territorio decisamente vasto.
 Quello compreso, per essere precisi, tra i comuni di Morgongiori, Villanovaforru, Barumini, Laconi, Orroli, Serri ed i Consorzi turistici incastonati al loro interno, “Sa Corona arrubia” e “Sa Perda’e iddocca”. Nella sostanza si tratta del primo tassello del progetto complessivo, fondi Por misura 2.1 a regia regionale, che di fatto costituisce il d-day sul fronte della “valorizzazione integrata” di un larghissimo territorio con il quale si rompe la logica degli interventi disorganici e slegati fra loro. Così Morgongiori, ente capofila, si assume il compito di predisporre il portale d’accesso per il quale ha ricevuto un finanziamento che sfiora il milione di euro. Già al lavoro le aziende che si sono aggiudicate gli appalti per la realizzazione dell’importante strumento di promozione e inserimento nel mercato telematico dell’enorme patrimonio archeologico racchiuso negli altipiani del centro Sardegna.
 Compito della Tiscali spa la realizzazione del parco virtuale, una piattaforma tecnologica per la divulgazione in rete dell’itinerario e la soluzione di e-businnes un complesso software gestionale che consentirà agli operatori del centro di gestire le prenotazioni ed i rapporti con le agenzie di viaggio ed i tour operator; il “Gruppo Unione editoriale” che realizzerà la infrastruttura tecnologica per la messa in rete dei musei e dei siti culturali, quindi la MP Mirabilia e Full Media Service che si occuperanno della comunicazione attraverso la pannellistica e cartellonistica. E infine l’editoriale Illisso a cui spetterà il compito di predisporre i supporti cartacei e digitali. I documenti programmatici del centro, il piano marketing e il piano di comunicazione saranno invece ad opera di Touché e Audere. Da dire che i lavori, compresi gli adeguamenti della sede ospitante, saranno conclusi entro il 2005.
 Nel frattempo l’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Maria Angela Puggioni e del responsabile del servizio Francesco Turnu, è impegnata nel coordinamento dei lavori e nella pianificazione strategica del centro di promozione che a regime produrrà cinque nuovi posti di lavoro e offrirà servizio al territorio nel lungo periodo giusto nell’ottica d’un approccio privatistico e manageriale come previsto dall’accordo di programma. - Tigellio Sebis menu


ARBOREA - La lingua sarda rischia di scomparire per sempre
Per ora la salvezza passa attraverso un convegno - SABATO 21 FEBBRAIO 2004

 ARBOREA. «Ci sono almeno 3400 lingue straniere a rischio di estinzione». È il grido d’allarme che questa mattina sarà rilanciato nel corso del convegno organizzato nell’ambito della giornata internazionale della lingua materna, indetta dall’Unesco. Per questa iniziativa, promossa dagli assessorati provinciali alla cultura di Oristano e Nuoro e del Club Unesco Aristanis, e con la collaborazione dell’Irre e dell’Ufficio scolastico regionale, nel centro congressi dell’Ala Birdi, sono stati chiamati a raccolta esperti provenienti da tutt’Italia e persino dall’estero. Fra questi, Miquel Pueyo, direttore della pianificazione linguistica della Catalogna, ma anche Sabine Kube dell’Unesco di Parigi, oltre ad Armando Pietrella, direttore del’ufficio scolastico regionale e Maria Carmela Contini, responsabile del Club Unesco di Oristano. Fra i relatori ci saranno rappresentanti delle più importanti minoranze linguistiche in Italia: friulano, ladino, occitano e sloveno. Ovviamente anche il sardo. Diego Corraine, direttore dell’uffico della lingua sarda della Provincia di Nuoro porterà l’esperienza del primo ufficio che, a livello istituzionale, si occupa appunto di tutelare e diffondere il patrimonio lingustico locale. Iniziativa che, analogamente, sta per essere concretizzata anche da parte dell’amministrazione provinciale di Oristano: «L’obiettivo è di istituire un comitato interistituzionale a tutela dell’utilizzo della lingua sarda», hanno anticipato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa (nella foto), gli assessori alla Cultura delle province di Nuoro e Oristano, Tonino Rocca e Gianni Demartis. menu


BUSACHI
Il Consiglio ha dato il via-libera al nuovo piano di riforestazione - MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO 2004

 BUSACHI. Progetto riforestazione, ultimo atto. Lo schema di convenzione predisposto dall’Ente sardo foreste, approdato ieri mattina in aula, è stato approvato all’unanimità dall’intero Consiglio. Gli schieramenti di maggioranza e opposizione, guidati da Salvatore Crobu e Pietro Selis, hanno dato quindi il via-libera al piano di rimboschimento su parte del comprensorio di Busachi, evadendo così l’ultima pratica che competeva al Comune. Da questo momento l’iter burocratico è interamente rimesso nelle mani dell’Ente foreste, cui spetta l’onere di predisporre la procedura relativa alle assunzioni, oscillanti fra le cinque e le sette. Altro tema dibattuto ieri in aula - tornato alla ribalta con le recenti polemiche su ciò che è stato ribattezzato il “business dell’energia eolica” - è stato quello sulla politica del risparmio energetico. Il Consiglio ha infatti formalmente aderito alla campagna europea per il decollo delle energie rinnovabili, un progetto che condividerà con gli altri otto comuni membri della Comunità montana “Barigadu”. A chiudere la terna degli argomenti in agenda, il bilancio previsionale, che pareggia con un milione e 800mila euro. (m.a.c.) menu


SASSARI - Tumore al seno, ecco come si diffonde
L’importante scoperta è dei ricercatori di Sassari, Alghero e Napoli - MARTEDÌ 24 FEBBRAIO 2004

 SASSARI. Due anni di lavoro intenso, uno stimolo per la ricerca, visibilità mondiale per Sassari. Ieri sera la prestigiosa rivista americana «Cancer cell» ha ufficializzato una scoperta che potrebbe rivelarsi rivoluzionaria nella lotta al tumore al seno, uno dei più diffusi: la responsabilità della diffusione delle metastasi sarebbe della proteina”h-prune”. Lo studio si deve a un’equipe che opera a Sassari e Alghero.
Sette anni di studi hanno permesso di scoprire l’importanza della sostanza, e dopo cinque anni di indagini di laboratorio, svolte prevalentemente a Napoli, i risultati sono stati avvalorati da uno studio sull’uomo. Proprio quest’ultima parte della ricerca è stata svolta tra Sassari e Alghero e ha riscontrato come nel 37 per cento dei casi analizzati l’incidenza della proteina era determinante. A compierla un gruppo rodato e affiatato da anni di lavoro, premiato già in passato per altre importanti scoperte nel campo della lotta alle neoplasie, e soprattutto frutto di una collaborazione tra più componenti: si tratta della Azienda sanitaria numero 1 di Sassari, dell’Università di Sassari con l’istituto di Anatomia Patologica della facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’istituto di genetica delle popolazioni del Cnr di Alghero-Tramariglio (nella foto), molto attivo sul fronte genetico-molecolare, interessati qualche mese fa dall’erogazione di ingenti fondi statali che daranno ulteriore impulso alla ricerca. La scoperta, invece, è stata finanziata due anni fa dalla Regione sarda, e prosegue il lavoro coordinato da Massimo Zollo e intrapreso dal Tigem di Napoli (l’istituto che ha dato l’impulso alla creazione di Telethon) e dal San Raffaele di Milano: vi hanno preso parte Antonio Cossu, sassarese, per l’Asl, e Giuseppe Palmieri, napoletano, responsabile nazionale della sezione di genetica dei tumori del Cnr e tra i ricercatori di punta del centro studi di Tramariglio. La proteina”h-prune” è stata individuata in un insetto, il moscerino comunemente presente nella frutta, quindi riscontrata in ogni specie prima che nell’uomo. Nella cellula tumorale, la proteina agisce da moltiplicatore delle delle metastasi: una molecola, la proteina nm23, tenta di bloccare la fuga delle cellule, l’altra, quella oggetto della sperimentazione, spinge per la formazione delle metastasi. «In pratica - spiega Palmieri - agisce a favore della loro formazione e diffusione. Più è alta la loro presenza, più è probabile l’estendersi del tumore. E’ una scoperta importante, perché si individua un nuovo bersaglio sul quale agire, sia in fase di diagnosi e prognosi che per quanto attiene la terapia, nell’ambito del tumore al seno. E costituirà un ulteriore stimolo per i giovani che a Sassari svolgono con ottimi risultati ricerca clinica». Lo studio è andato oltre la semplice scoperta, la cui elaborazione è durata circa 24 mesi, e ha fatto un importante passo avanti. Ha individuato infatti le possibilità offerte da farmaci già presenti in commercio, capaci di agire sulla proteina: «E’ uno degli aspetti più importanti - spiega Cossu -, e darà adito a un’altra serie di studi e valutazioni, anche da parte delle case farmaceutiche: alcuni medicinali hanno la capacità di sopprimere il prune, dunque di ridurre la probabilità che la metastasi si estenda. E’ importante sottolineare che la scoperta è frutto della collaborazione di più soggetti, perché la cosa funzionerà da sprone per gli studi futuri, e che costituisce l’integrazione di un filone di ricerca attivo da diversi anni, e con ottimi risultati. Ora la ricerca non si ferma, va avanti, e attingerà nuova linfa dall’arrivo di ulteriori fondi». - Renzo Sanna menu

BUSACHI GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2004
Sarà costruito un piccolo ponte per scavalcare il rio Sa Pontiga

 BUSACHI. Disagi quasi terminati per i numerosi allevatori del Barigadu che transitano nella zona di “Sa Pontiga”, divisa a metà dall’alveo di un torrente che impedisce l’accesso all’altro versante del territorio. Un ponte metterà in comunicazione le campagne attraversate dal corso d’acqua, evitando così agli automobilisti di allungare inutilmente il tragitto. La struttura, di cui al momento esiste il progetto preliminare e per la quale è attesa la definizione dell’elaborato definitivo-esecutivo, sarà realizzata con risorse di bilancio pari a 77mila euro. Nei fondi stanziati dal Comune è compreso inoltre l’importo di spesa con cui sarà sistemata la contigua strada di penetrazione agraria. Altre opere di miglioria alla rete delle infrastrutture rurali saranno messe in cantiere qualora dovesse dare l’esito sperato la partecipazione di questo ente allo specifico bando Por, in scadenza il 6 marzo. Il Comune ha infatti presentato una richiesta di contributo (150mila euro) per la realizzazione di una strada in località “Addei Erriu Maraiana”, oggi servita da una pista sterrata impraticabile. (m.a.c.) - menu

Pensioni, regole attuali per chi è in mobilità GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2004

 ROMA. I lavoratori in mobilità per i quali sono stati conclusi accordi tra le parti sociali e quelli che usufruiscono di fondi di solidarietà di settore potranno andare in pensione con le regole attuali (57 anni di età e 35 anni di contributi) anche dopo il 2008.
 Lo prevede - secondo quanto si apprende - l’emendamento del governo alla delega previdenziale che è stato presentato ieri alla Commissione lavoro del Senato. La norma An individua le risorse per un massimo di 10 mila persone.
 L’emendamento alla delega, depositato ieri sera sera in Senato, conferma - sempre secondo quanto si apprende - quanto annunciato in Consiglio dei ministri dal ministro del Welfare Roberto Maroni. Il provvedimento quindi modifica lo scalone inizialmente previsto per la pensione di anzianità (40 anni di contributi dal 2008) mantenendo i contributi necessari a 35 anni ma innalzando l’età minima a 60 anni, uguale per uomini e donne.- menu


IL CASO BRIGATA SASSARI
Medaglie al posto del lavoro «E Scalas sta cercando voti» DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004

 CAGLIARI. Soru è anche ritornato sulle sue contestate dichiarazioni contro la “spettacolarizzazione” mediatica del ritorno dei soldati della Brigata Sassari da Nassiryia per ironizzare sul suo possibile avversario, Mauro Pili, che ieri ha concluso la prima parte della sua marcia elettorale. «Quando i governi iniziano a distribuire il mito dell’eroismo, medaglie e patacche, è perché non possono distribuire altro, cioè lavoro.
 Mi riferisco a un colonnello in marcia (si tratta di Gianfranco Scalas, Ndr), che partendo dal paese di Emilio Lussu sta andando in giro a cercare voti al suono della marcia militare», ha detto Soru, che si vanta di aver incontrato, dall’inizio della sua campagna elettorale, almeno 20.000 persone in oltre cinquanta assemblee pubbliche.- menu

Il Centrosinistra siamo noi, non i partiti» DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004
La Rete dei Movimenti e i Cittadini per l’Ulivo incontrano il fondatore di Tiscali Soru: «È facile fare accordi se si vuole qualcosa, io per me non chiedo niente» - ALFREDO FRANCHINI

 CAGLIARI. Ci sono pochissime facce note nella sala dei portuali dove ieri la Rete dei Movimenti e i Cittadini per l’Ulivo hanno incontrato Renato Soru. Poche facce note e tanti rappresentanti di associazioni di differente ispirazione chiamati a discutere su come dar vita a un nuovo centrosinistra. Piovono accuse sui dirigenti di partito mentre Soru preferisce la strada dell’ironia.
 «In Sardegna c’è una piccola parte di partiti che pensa che la politica sia fatta da tre persone dietro a un tavolo che interrogano la gente come a un sinodo», è l’esordio di Soru che oggi dovrebbe incontrarsi con i Ds. Ma per le persone che sono intervenute all’assemblea di ieri è un fatto «scontato». Se ne fa interprete Paolo Maninchedda: «Si continua a dire che Soru incontra i partiti ma, in realtà, quel Centrosinistra non ci rappresenta. Le stesse cose le dicono Prodi e Parisi quando affermano che queste forme di rappresentanza sono superate. In Sardegna esistono ancora ma dobbiamo avere il coraggio di dire che stanno facendo una trattativa parziale. Il mandato, Soru, ce l’ha già, voglio dire che il sostegno del Centrosinistra, sia pure irregolare, ce l’ha già».
 «Non farò trattative», assicura Soru, «perché non le ho mai iniziate. Posso stringere accordi con i partiti se questi sono consapevoli che il Centrosinistra è patrimonio di tutti». Il ruolo dei partiti, ricorda Soru, è occuparsi della cosa pubblica e non portare avanti carriere personali in cui si dispone di un potere infinito. «I partiti non sono aziende dove si fa carriera fino a diventare amministratore delegato. Con questo tipo di partiti non si può lavorare. È però possibile incontrarsi con uomini dei partiti storici del Centrosinistra che si occupano di cosa pubblica. Nessuno oggi ha il monopolio della voce in politica. Io per me non voglio niente. Quando si vuole qualcosa per sé è facilissimo mettersi d’accordo». A chi aveva detto che quegli incontri dovevano essere stati una sofferenza, Soru ha risposto: «Ho speso dieci ore per costringerli a parlare di programmi e non ho utilizzato neppure mezz’ora per fare trattative su listini». E a questo proposito ha sostenuto la necessità di ridurre il listino regionale a otto seggi, di cui quattro riservati a donne.
 Gli interventi si sono susseguiti per un paio d’ore. In apertura, Michele Schirò (Cittadini per l’Ulivo) aveva assicurato che «i Movimenti non torneranno a casa dopo le elezioni. La nostra presenza non potrà essere cancellata». Schirò ha concluso affermando che «senza unità si rischia di perdere le elezioni e consegnare la Regione alla destra».
 Claudia Spanò (Rete dei movimenti) accusa: «Il Centrosinistra si è privato del contributo femminile, un apporto che è mancato. Ora che cosa vogliono fare i partiti del Centrosinistra per battere la destra che ha abbassato in questi anni il tasso di civiltà? Ma sbaglio», ha continuato Claudia Spanò, «quando parlavo dei partiti: dovevo riferirmi ai segretari». La tesi riprende un po’ la posizione di Maninchedda ma Claudia Spanò ricorda la convenzione del 18 luglio: «In questi mesi ci hanno bombardato su questo punto. In realtà il 18 luglio non era successo niente, una scatola vuota su cui si va avanti da mesi. Come la destra ogni tanto parla dello spirito di Aritzo, e nessuno sa che cosa sia, per noi c’è stata questa fatidica Convenzione... Forse a Sanluri, la settimana scorsa, gli autoconvocati hanno dato un significato più forte».
 Franco Meloni (Rete dei Movimenti) vola alto sul significato di politica. Cita Platone, Socrate, l’etica e l’imperativo categorico di Kant. Li cita, dice, perché ormai il nostro Paese ha perso il gusto di pensare in termini alti. Meloni auspica una piccola rivoluzione e ammonisce: «Soru sarà bravissimo ma da solo non ce la può fare. È per questo che siamo tutti qua».
 I partiti finiscono di nuovo sotto accusa nelle parole di Bruno Terlizzo: «Si sono impadroniti della realtà e i Movimenti devono restituire la rappresentanza ai cittadini». Anche lui cita Platone ricordando che «il giusto è colui che svolge il suo ruolo».
 Ivana Dettori, unica donne consigliere regionale del Centrosinistra, ricorda che tutto sta ruotando su un dilemma: Soru sì, Soru no. «Noi dall’inizio abbiamo avuto una sola posizione mentre i dirigenti di partito si sono chiusi nel loro palazzo ritenendo la candidatura di Soru una minaccia per il loro potere. Ma la credibilità di quei gruppi dirigenti», afferma Ivana Dettori, «è al minimo. La gente pensa: «Se questi non lo vogliono, allora Soru è la persona giusta»! Ora che l’accordo sembra quasi raggiunto Ivana Dettori invita Soru «a non mollare sulle cose essenziale per arrivare a un reale cambiamento». Giuseppe Sassu, (volontariato), non dimentica che la Sardegna s’è impoverita. L’invito a Soru è quello di fare il contrario di quanto fa Berlusconi e mettere al primo posto i problemi sociali dell’isola. Gonario Lorrai, ex assessore, rappresenta le preoccupazioni dell’Ogliastra: «Ieri è stato firmato un Accordo di programma per circa 200 mila metri cubi, una nuova violenza per l’Ogliastra. Mi chiedo se è lecito sperare in un cambiamento». - menu

ALLAI DOMENICA 29 FEBBRAIO 2004
La corte dei conti assolve l’ex primo cittadino per l’interminabile restauro del campanile

 ALLAI. Per l’ex sindaco Salvatore Deidda arriva l’assoluzione. Nessun reato penale, ma soltanto una questione che era finita sul tavolo dei giudici della Corte dei Conti. Tutta colpa del campanile della chiesa parrocchiale, la cui costruzione durò qualche anno in più del previsto. E per quel motivo la Procura della Corte dei Conti chiedeva all’ex sindaco di restituire quei soldi che, per via delle presunte inadempienze amministrative, erano mancati dalle casse comunali.
 Ma lui Salvatore Deidda, secondo i giudici, non ha colpe su quell’interminabile trafila di lavori e di spese che durarono nove interminabili anni, il tempo che servirebbe per edificare un’enorme cattedrale. Ed invece si trattava di un semplice campanile, per il cui rifacimento fu approvato un progetto nel 1991.
 I lavori iniziarono un anno più tardi, in un periodo in cui Salvatore Deidda non era ancora sindaco. Lo diventò nell’aprile del 1995 e il campanile era ancora al punto di partenza. Prima di iniziare la ristrutturazione infatti erano insorti dei problemi ed erano state previste delle varianti sul progetto originario.
 Quando nel 2000 Salvatore Deidda terminò il suo incarico, i lavori del campanile erano ancora in corso. Fu allora che la Procura della Corte dei Conti decise di intervenire per capire come mai i lavori di quel campanile andassero così a rilento. O non procedessero proprio.
 Bastò poco alla Procura per quantificare il danno che la cattiva amministrazione, la negligenza e la mancanza di controlli adeguati da parte del sindaco Salvatore Deidda avevano procurato un danno all’erario di 25 milioni di lire. A cui però andavano aggiunti spese e interessi maturati col passare degli anni.
 È la stessa cifra che poi al processo è stata chiesta come risarcimento all’ex primo cittadino. Ma l’accusa si era dimenticata che durante quell’interminabile periodo, i lavori avevano subito stop improvvisi legati a varianti obbligate e a fallimenti delle imprese che avrebbero dovuto protare avanti l’opera.
 Tutti eventi non calcolabili e che il difensore dell’ex sindaco, l’avvocato Daniele Manca, ha portato all’attenzione dei giudici che hanno poi assolto Salvatore Deidda.
 Nel frattempo anche il campanile è tornato come nuovo.- Enrico Carta - menu


PAULILATINO
Cavalli al galoppo in via Nazionale per la classica “Cursa a sa pudda” SABATO 28 FEBBRAIO 2004

 PAULILATINO. Cavalli e cavalieri scenderanno in pista oggi, a siglare l’ultimo capitolo del carnevale paulese. Lungo la via Nazionale si correrà la tradizionale “Cursa a sa pudda”, la manifestazione equestre organizzata dal Circolo ippico. Le esibizioni prenderanno il via alle 15.30, con tre discese per ciascun partecipante. Subito dopo saranno eseguitele coreografiche evoluzioni delle pariglias, cui parteciperanno anche i cavalieri di Santu Lussurgiu, Abbasanta, Norbello, Ghilarza, San Vero Milis e Sindia. Domani si replica in occasione della festa della pentolaccia, che in paese si traduce nella “Cursa a sa padedda”.
 Ovvero la stessa esibizione in sella al cavallo con una variante: al posto della gallina di pezza, sospesi a un filo ci saranno dei recipienti di coccio da rompere con un bastone. A seguire le pariglias, i balli nella piazza Su Pangulieri e la degustazione delle zeppole. (m.a.c.) - menu


MORGONGIORI
Per gli escursionisti del monte Arci nasce un locale d’appoggio VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004

 MORGONGIORI. Massiccio del monte Arci sempre più meta del vasto drappello di vacanzieri ed escursionisti che del contatto con la natura più incontaminata hanno fatto una ragione di vita. Ma non solo, monte Arci anche come luogo d’eccezione dove scaricare lo stress legati ai ritmi della vita frenetica e confusionaria propria dei grandi agglomerati urbani. E perché la passeggiata domenicale si trasformi in un momento di relax ecco che il piccolo centro montano dà una mano ai tanti che nella bella stagione affollano il suo territorio. Giusto nei giorni scorsi la giunta guidata dal sindaco Maria Angela Puggioni ha infatti approvato il progetto preliminare per la realizzazione di un locale appoggio nella splendida vallata di “Is Benas” dove maestosa vegeta una pineta dalle frescure aromatiche.
 La struttura, 35mila euro l’impegno finanziario complessivo recuperato tra le pieghe del bilancio comunale, fungerà da punto d’appoggio ed è stato concepito in modo tale da potervi effettuare in tutta tranquillità i classici pic-nic primaverili, tipici della vacanza fuori porta. Insomma, una struttura a tutto vantaggio della collettività, legato all’uso “civico” di un territorio che diventa sempre più “vivibile” e quindi frequentato grazie anche alla creazione dei parchi naturalistico e geominerario. (t.s.) - menu

Serve un fronte unico per salvaguardare le realtà minori VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004

Piccolo è bello. O almeno così sostengono taluni, estendendo questo convincimento anche alle località in cui si vive. Per molti aspetti hanno ragione, per altri decisamente no. Certo, alcune recenti inchieste giornalistiche su scala nazionale hanno riacceso i riflettori sui piccoli comuni d’Italia, favorendone la riscoperta. Ma un conto è parlare di un “piccolo” (magari di 5000 abitanti) paese delle colline toscane, un conto è parlare di quelli dell’Oristanese, alcuni dei quali potrebbero scomparire. Le ragioni? L’età media degli abitanti è oltre i 70 anni, la natalità praticamente zero, le possibilità di sviluppo economico quasi inesistenti, l’abbandono dell’agricoltura e dell’artigianato e infine la scarsa attenzione da parte delle istituzioni. Ma la specificità di questi piccoli paesi va difesa a spada tratta. E con la puntata odierna (la 17ª) si conclude il nostro mini-viaggio, con il quale abbiamo cercato, sperando d’esserci riusciti, di dare il nostro contributo. - menu

BUSACHI
L’appalto da 12mila euro non fa gola a nessuno e dieci famiglie rimangono senza una casa
IL CASO La crisi dell’edilizia sembra terminata VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004

 BUSACHI. Alla faccia della crisi occupazionale! Una volta tanto, le dinamiche che nel complesso mondo del lavoro regolano l’andamento della domanda e dell’offerta, vengono completamente stravolte.
 Se di norma è sempre l’offerta ad essere in esubero rispetto alla domanda, ecco che si presenta l’eccezione a sconfessare la regola, provocando il caso in cui è la richiesta superiore alla disponibilità effettiva. Un’inversione di tendenza che ha come conseguenza indiretta quella di lasciare fuori dall’uscio di casa dieci famiglie in attesa di entrare in possesso dei nuovi alloggi di edilizia popolare.
 Il volo pindarico è presto spiegato: tutti i tentativi effettuati dal Comune per assegnare a un’impresa edile le opere di urbanizzazione primaria in quella parte dell’abitato, condizione essenziale per accedere alle abitazioni, sono miseramente falliti.
 Per un incredibile quanto paradossale scherzo del destino, infatti, le due gare d’appalto indette nell’ultimo mese dall’amministrazione civica sono andate sistematicamente deserte.
 In parole povere nessuna ditta, locale o esterna, ha evidentemente ritenuto appetibile l’importo dell’appalto, che ammonta ad “appena” dodicimila euro.
 Sintomo che sul territorio c’è fermento attorno al settore edile, se si può scegliere di rinunciare a un appalto anche se di modesta entità.
 Ma allora qual è l’alternativa? «Siamo costretti a rimanere fermi fino a che non si troverà un’impresa disposta a farsi carico degli interventi», spiega il sindaco Salvatore Crobu, quasi lanciando un quanto mai singolare appello, «Le famiglie assegnatarie non hanno problemi logistici, tuttavia è un loro diritto, in virtù della graduatoria definitiva stilata da tempo, abitare nei nuovi appartamenti».
 Forse il lato positivo dell’anomala situazione risiede proprio nella mancanza di offerte. Come dire: la crisi dell’edilizia non abita più qui...E le dieci famiglie? (m.a.c.) - menu

Tra certificazioni e normative di garanzia
Gli adempimenti per i produttori che sono anche commercianti VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004

 ORISTANO. Oltre ai problemi del settore e all’aumento indiscriminato dei prezzi, gli agricoltori devono stare attenti anche alle ferree normative che regolano lo scambio commerciale dei prodotti. Un approfondimento sugli adempimenti burocratici, e sulla certificazione relativa alla vendita e al commercio dei prodotti ortofrutticoli, è stata promossa dalla Federazione provinciale della Coldiretti. All’incontro hanno partecipato un centinaio di produttori che commercializzano anche nei mercati nazionali. Insieme al direttore della Coldiretti, Roberto Scano, era presente in veste di relatore Guido Serino, funzionario dell’Ice, l’Istituto per il Commercio estero.
 Guido Serino si è soffermato sulle normative di legge ma anche sugli adempimenti ai quali i produttori ortofrutticoli devono attenersi per poter commercializzare le loro produzioni nei mercati locali, nazionali ed esteri: «Abbiamo partecipato a vari incontri in provincia con lo scopo di aggiornare i produttori sulle norme in vigore, ma anche per evitare che possano incappare in sanzioni», ha detto, «I produttori che hanno un giro annuo d’affari superiore ai 60mila euro sono, ad esempio, obbligati ad iscriversi all’Agea (una banca dati nazionale); mentre chi commercializza nella Penisola ha l’obbligo di notificarlo all’Ice. L’Istituto assegnerà un numero personale di protocollo che dovrà essere riportato nei documenti di vendita e trasporto».
 Importanti anche le norme per l’etichettatura: i cartellini devono riportare il tipo di prodotto, la ditta, la varietà, la categoria, il calibro e infine l’origine. Obbligatoria l’indicazione «Italia» e poi, se si vuole anche la località di produzione.
 Per il direttore Roberto Scano si è voluto fornire un efficace sostegno alle imprese per indirizzarle verso produzioni rispondenti alle domande di un mercato che si siè allargato oltre l’Unione Europea. Per agevolare i produttori la Coldiretti, ha istituito un apposito servizio che viene curato dal funzionario Enrico Grussu. (e.s.) - menu

Una rivoluzione nata agli inizi degli anni ’90 Centinaia le aziende che vi hanno aderito

Biologico è meglio, al bando i pesticidi
Tanti i settori dell’agricoltura che hanno scelto il nuovo corso VENERDÌ 27 FEBBRAIO 2004
 ORISTANO. Fitofarmaci addio. La città di Eleonora, ma sarebbe più corretto dire la sua provincia scopre di avere un nuovo volto: biologico. Sì, a quanto sembra stanno prendendo sempre più piede le nuove tecniche di coltivazione senza veleni. Il bello è che il fenomeno non riguarda soltanto chi produce pomodori o grano. Interessa ormai tutti i settori del comparto. Allevatori compresi. Ma anche chi posiede soltanto un cespuglio di rose o qualche vaso di petunie sul balcone ha bandito i pesticidi.
 Non è difficile aver conferma degli effetti che ha avuto questa vera e propria rivoluzione culturale, partita agli inizi degli anni ’90 con la benedizione dell’Unione europea, che ha stanziato fondi e contributi per agricoltori e allevatori che hanno scelto la via del biologico. Sono infatti parecchie centinaia le aziende che nel corso di questi anni hanno abbandonato fertilizzanti e antiparassitari di sintesi, preferendo prodotti di origine organica o gli “insetti amici”, come le coccinelle o i bombi, utilizzati soprattutto in frutteti e serre. Gli agricoltori sono stati stimolati, in questa scelta non soltanto dai contributi pubblici. Ma anche da esigenze dettate da un mercato che chiede sempre di più prodotti sani e da altri aspetti legati al lavoro nelle aziende. Uno di questi il clima che sta cambiando. «Estati sempre più calde, lunghi periodi di siccità interrotti da piogge torrenziali hanno messo letteralmente alle corde gli agricoltori che utilizzavano i sistemi per così dire, tradizionali, di fertilizzazione chimica, favorendo il ricorso alle tecniche biologiche che si sono dimostrate più valide e addirittura più economiche». Parole di Alberto Camba, giovane commerciante di prodotti per l’agricoltura biologica. Da qualche tempo ha aperto il primo punto vendita in città specializzato in questo settore. Per ora è una rivendita all’ingrosso, ma presto, si potrà acquistare anche al dettaglio. «Perchè - spiega - non soltanto gli agricoltori di mestiere, ma anche chi lo fa per hobby chiede di aver a disposizione questi prodotti», dice. «Insomma - dice ancora - anche chi coltiva un minuscolo orticello per il consumo familiare o chi ha semplicemente un giardino vuole poter produrre senza veleni. Che non è poco».
 Non è una moda o una tendenza, è un fenomeno molto più importante, che sta cambiando radicalmente il modo di produrre in agricoltura. Alberto Caba, ad esempio, in tutta la provincia conta almeno 400 clienti. Un numero che è in crescita. «La nostra azienda - conferma Camba - ha conosciuto in questi anni un aumento della clientela pari al 30%. Non solo agricoltori che ricevono i contributi dell’Unione europea. Anche coloro che ad esempio, non hanno rinnovato la domanda che va fatta ogni cinque anni per riaccedere ai finanziamenti, continuano ad utilizzare i sistemi biologici. A conferma che i risultati, con questi sistemi, sono migliori».
 Sono metodi di produzione che ormai spaziano nell’intero comparto. Dal grano al mais, passando per il riso. «Sì, molti risicoltori stanno lasciando i sistemi di fertilizzazione tradizionali - dice Camba - così come sta avvenendo con le angurie, solo per fare qualche esempio». Anche gli allevatori si stanno dimostrando particolarmente sensibili a questo nuovo modo di produrre. «Perchè hanno scoperto che se gli animali, ad esempio le pecore, si nutrono in erbai fertilizzati con sistemi biologici, sono più forti e resistenti alle malattie, fra cui la temibilissima mastite». Insomma, contributi o no, l’agricoltura biologica è in forte crescita, anche se i sistemi tradizionali rimangono i più utilizzati. Anche perchè è sempre maggiore il numero dei consumatori che acquistano prodotti “biologici”. Un settore in crescita dunque «la vera scommessa per l’agricoltura sarda - conclude Alberto Camba - che per resistere alla concorrenza può puntare solo sulla qualità». - Michela Cuccu - menu

BIDONÌ
Ecco lo statuto del Consorzio GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 2004
 BIDONÌ. Corsi e ricorsi della storia locale: oggi lo statuto del Consorzio turistico Lago Omodeo, progetto accarezzato per la prima volta dagli amministratori di Bidonì tanti anni fa, e ora condiviso da tutti i comuni che circondano il bacino, approda in aula. Il Consiglio, che si riunirà alle 19, è chiamato ad approvare la convenzione e la “carta costituzionale” del Consorzio. In scaletta figurano inoltre la rimodulazione del programma della «37», annualità 2000 e 2002, e una modifica al bilancio previsionale. (m.a.c:) - menu

ULA TIRSO
Centro storico, arriva il lifting GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO 200

 ULA TIRSO. Il prossimo autunno il paese si presenterà forse con un aspetto del tutto rinnovato. Se sarà rispettato il ruolino di marcia, i lavori di riqualificazione del centro storico, nel quale rientra peraltro buona parte dell’agglomerato urbano, potrebbero essere portati a termine nel giro di tre o quattro mesi. Intanto è stato pubblicato il bando di gara per l’aggiudicazione dell’appalto (finanziato attraverso la misura 5.1 dei Pit 2001), che comporterà al Comune un investimento di spesa pari a 400mila euro. (m.a.c.) - menu
 
 

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