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NUGHEDU S.V. - Inserto Cerco lavoro di 'La Nuova -
Nuova Sardegna' Martedì
02-03-2004 - ERRATA
CORRIGE - I prestiti d'onore per i disabili del
Barigadu devono essere richiesti al Job
Center Barigadu - Via P. Nenni, 09080 - Nughedu
Santa Vittoria. Il Comune di Nughedu S.Vittoria risponde ai numeri
0783/69026 e 0783/69415 - menu |
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CAGLIARI - La Giunta abolisca i ticket
sui libri - NS - 2
Marzo 2004
La richiesta di Murgia (An)
Cagliari - La Giunta regionale deve chiedere al Governo di intervenire
perchè venga eliminata la direttiva europea
che prevede il pagamento dei ticket sul prestito dei libri da parte
delle biblioteche pubbliche. Lo chiede in una mozione il consigliere
regionale di An Bruno Murgia.
Il provvedimento rappresenta - dice - una tassa per l'accesso alla
cultura che penalizzerebbe in modo pesante i giovani e i meno abbienti.
- menu |
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BUSACHI - Il Barigadu e
la Marmilla ora scoprono di non essere poveri
IL CASO Curiosa valutazione sulle aree interne - MERCOLEDÌ
3 MARZO 2004 - NS
BUSACHI. Che fine hanno fatto le aree interne della Sardegna
un tempo occupate dal Barigadu e dalla Marmilla? Secondo uno stravagante
assioma postulato nel corso di un recente vertice tra i dirigenti
dell’assessorato regionale al Turismo e una delegazione di
rappresentanti istituzionali del territoio, questa sub-regione dell’Oristanese
non è classificabile come zona dell’entroterra isolano
e pertanto non può essere reputata un’area economicamente
svantaggiata.
A ridisegnare, o meglio, a rivoluzionare la cartina geografica
del territorio sono stati i responsabili della misura 4.5 dei Pit
2001, ovvero la sezione riservata ai progetti sull’infrastrutturazione
del settore turistico. La paradossale affermazione costituisce di
fatto il sunto della spiegazione addotta dai funzionari per motivare
il recente giudizio di non coerenza espresso sulla massima parte
dei progetti rientranti nella misura 4.5.
Piani d’intervento approvati la bellezza di tre anni
fa circa, con tanto di certificazione di conformità dell’assessore
alla Programmazione. Dunque l’interpretazione dei funzionari
dell’assessorato al Turismo non poteva non lasciare di stucco
la controparte (i presidenti della Comunità montana “Barigadu”
e del consorzio turistico “Due Giare”, gli amministratori
di Abbasanta, Fordongianus, Samugheo, Busachi, Neoneli e Senis)
che ha replicato come la definizione di aree interne fosse specificata
in modo chiaro nel complemento di programmazione.
Le obiezioni mosse da Raffaele Melette, presidente dell’ente
montano del Barigadu, che ha coordinato l’intera operazione,
sono state accolte favorevolmente dal direttore del Centro regionale
di Programmazione, l’autorità di gestione dei Por Sardegna:
«Per l’individuazione delle aree interne i funzionari
dell’assessorato sono ricorsi all’interpretazione della
legge sui parchi che non ha nulla a che vedere con la tesi in argomento»,
ha spiegato Melette, «Quando invece è assodato che
tutti i territori della provincia di Oristano rientrano nella classificazione
di aree interne per via del reddito pro capite lordo inferiore a
quello medio europeo, pari al 75%. Criterio che, come se non bastasse,
è stato ribadito anche in sede di discussione dell’ultima
Finanziaria regionale.».
Intanto, dopo la posizione incoraggiante assunta dal Centro
regionale di programmazione, che fa ben sperare per l’esito
della querelle, l’assessorato al Turismo ha preso tempo per
analizzare meglio il caso: «Noi attendiamo risposte»,
ha concluso Raffaele Melette, «E se questa dovesse rimanere
l’unica motivazione possiamo legittimamente sperare in un
risultato positivo. In caso contrario ricorreremo alle vie legali:
i Comuni hanno speso centinaia di milioni per progettazioni autorizzate
da un preciso accordo di programma che ora tutti sono tenuti a rispettare».-
Maria Antonietta Cossu
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FORDONGIANUS- Riprese le trattative
ora lo stabilimento dovrebbe riaprire La benefica
acqua termale fa rinascere la pace tra i contendenti -
MERCOLEDÌ 3 MARZO 2004 - NS
FORDONGIANUS. Il “caso terme” è arrivato
ad una svolta. Quella decisiva. Infatti, sul fronte delle difficili
trattative fra la Asl e la società “Terme Sardegna”
si è aperto uno spiraglio concreto che, a distanza di oltre
due mesi dalla sospensione dell’attività, fa presagire
l’imminente riapertura dello stabilimento termale.
Con queste ottimistiche premesse si è concluso ieri
mattina l’incontro-confronto tra i dirigenti della Asl provinciale,
una delegazione della società veneta che gestisce il Centro
benessere e alcuni rappresentanti delle istituzioni.
Il confronto, come caldeggiato dall’assessore regionale
ai Lavori pubblici, Pasquale Onida, già nelle prossime ore
(forse nel pomeriggio) si trasferirà al ristretto tavolo
di concertazione dell’assessorato alla Sanità. Lì
saranno approfonditi alcuni aspetti e definiti i termini del contratto
annuale che Azienda sanitaria locale e “Terme Sardegna”
sigleranno.
A farsi garante di una soluzione il più possibile soddisfacente
per entrambe le parti, è stato il capo di gabinetto dell’assessorato
alla Sanità, Giampiero Carta. Il funzionario ha chiarito
i due nodi fondamentali attorno cui si è sviluppata la querelle,
valutando in maniera positiva la predisposizione da parte della
Asl di un tetto di spesa duttile, cioè passibile di un aumento
in rapporto all’eventuale incremento, certificato, delle prestazioni
sanitarie effettuate al Centro termale.
Alla Asl 5 non compete invece la risoluzione di situazioni
pregresse, come la decisione di procedere al rimborso delle spese
(68mila euro) che nel 2002 furono anticipate dalla società
padovana. Nella seconda parte di quell’anno, infatti, la “Terme
Sardegna” effettuò le cure termali senza l’accredito
del Servizio sanitario, arrivato poi nel mese di agosto: «Sanare
questa situazione sarebbe un atto illegittimo da parte della Asl»,
ha precisato Giampiero Carta, «In assessorato sarà
però studiata e valutata l’effettiva possibilità
di recuperare gli esborsi».
L’esito dell’incontro di ieri autorizza quindi
a sperare che all’orizzonte dello stabilimento termale si
stia profilando la tanto attesa schiarita. Un pronostico sul quale
a fare affidamento è un intero territorio. Maria Antonietta
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TURISMO Quattromila contatti alla ‘Bit’
di Milano
Moderatamente ottimista il commissario dell’Ept Pasquale Carboni
- MERCOLEDÌ 3 MARZO 2004 - NS
ORISTANO. La Borsa internazionale del turismo di Milano
come grande appuntamento di immagine per tutti gli enti e operatori
pubblici e privati, ma anche vetrina importante per fare conoscere
e possibilmente cercare di vendere il “Prodotto Oristano”
in tutto il mondo. È questo, in sintesi, il consuntivo emerso
durante la conferenza stampa convocata nella sede dell’Ept.
A fare gli onori di casa il commissario Pasquale Carboni, che ha
tracciato un bilancio dai toni moderatamente soddisfacenti sulla
partecipazione della nostra provincia alla fiera milanese. “Non
potevamo ovviamente aspettarci grandi risultati immediati - ha detto
- ma è stato comunque importante essere presenti e rappresentare
al meglio l’Oristanese, nonostante gli spazi del padiglione
dell’Esit a nostra disposizione fossero estremamente ridotti”.
Quest’anno l’Ente, al pari degli altri tre Ept
e delle otto aziende di soggiorno della Sardegna, ha potuto disporre
di uno spazio limitato, perché minore, rispetto al 2003,
è stato il ruolo per via della scelta di Provincia e Camera
di commercio di non partecipare alla rassegna milanese. “Seppur
in questo piccolo spazio - ha evidenziato Carboni -, e su loro richiesta,
sono stati ospitati con proprio personale e a loro spese alcuni
Enti pubblici come la Comunità montana del Montiferru, il
Comune di Pau. La cooperativa “La memoria storica” è
stata accolta in qualità di gestore di alcuni musei pubblici,
tra i quali Oristano e Samugheo”. Il commissario ha poi messo
in rilievo le modalità con le quali è stato distribuito
il materiale di enti pubblici e operatori privati. “Non è
stato possibile fare alcun invito, come era accaduto lo scorso anno
- ha spiegato Carboni -. A quanti, però, hanno contattato
l’Ept ritenendo che anche per questa edizione vi fosse uno
spazio sufficiente, è stata data la disponibilità
alla distribuzione del materiale recapitato all’Ente nei termini
imposti dall’Esit o recapitato in Fiera”.
Per quanto concerne i numeri della Bit 2004, il commissario
dell’Ept ha detto che sono stati stimate in circa 4.000 le
persone che hanno chiesto informazioni sulla provincia ed in particolare
su ricettività, alberghi, campeggi, agriturismo, bed &
breakfast. La maggior parte delle richieste sono arrivate dagli
italiani, ma non sono neppure mancati gli stranieri. “È
chiaro - ha aggiunto ancora Pasquale Carboni - che un ente pubblico
deve svolgere il suo ruolo istituzionale di informazione e divulgazione,
mentre sta ai soggetti privati avviare le trattative, come mi risulta
abbiano fatto”. Soddisfati per la partecipazione alla Bit
anche il presidente della Comunità montana del Montiferru,
Serafino Madau, e il sindaco di Pau, Gianfranco Marras, intervenuti
alla conferenza stampa. Realista soprattutto il presidente Madau.
“Non ci aspettiamo risultati immediati, ma era necessaria
la presenza”. E poi una precisazione. “Nessuno di noi
amministratori è andato a Milano per fare passerella. Abbiamo
inviato solo una esperta operatrice che potesse illustrare il materiale
dell’Ente e degli operatori del territorio. Siamo orgogliosi
- ha aggiunto Madau - di avere potuto presentare il catalogo Oristano
e il Montiferru”. In chiusura, il commissario Carboni, ha
auspicato che partendo dalla Bit, soggetti pubblici e privati uniscano
le forze e lavorino insieme per creare un turismo con la T maiuscola.
Anche per il Sistema turistico locale, il commissario dell’Ept
si è detto convinto che bisogna non perdere più tempo
in discussioni inutili e passare ai fatti.-
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L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’
«Due poli con un’unica équipe»
La ricetta di Capelli: Cagliari e Sassari collaboreranno
E sull’intervento all’ospedale Brotzu: «Quando si
deve salvare una vita qualsiasi cosa è più che lecita»
- GIOVEDÌ 4 MARZO 2004 - NS CAGLIARI.
C’è la benevolenza della Regione sulla forzatura del
trapianto di fegato fatto martedì al Brotzu, l’ospedale
che mesi fa non aveva ricevuto l’autorizzazione del ministero.
Così l’assessore alla sanità Roberto Capelli,
quasi a intervento in corso: «Qualsiasi cosa porti a salvare
una vita umana è più che motivata e lecita». L’assessore
non è preoccupato che la Sardegna diventi una specie di Far
West dei trapianti: «Il problema è prossimo alla soluzione».
E spiega: «All’ordine del giorno della conferenza
Stato-Regioni c’è proprio la devolution alle regioni
in materia di trapianti. E questo risolverà il problema».
- Allora direte sì dove il ministero della Sanità
ha detto no? «Diremo quello che abbiamo detto proprio
martedì durante l’incontro che ho avuto col direttore
generale della Asl 1 di Sassari Scano e col direttore generale dell’azienda
Brotzu Meloni. Nell’incontro convocato in precedenza e per discutere
di altro, è stato naturale parlare dei trapianti e di quello
che faremo: due poli di eccellenza per i trapianti, con un’unica
équipe, in piena collaborazione. Sui dettagli, chiedete ai
direttori generale che formuleranno la proposta assieme».
- Il chirurgo «di fuori» poteva essere invitato
anche prima. Non le pare infelice la scelta del momento? «Insisto
nel sostenere che su determinati eventi c’è un’estenuante
ricerca della polemica. Io credo che tutto quello che è burocrazia
sarà messo a posto. C’è stata un’emergenza
in un momento particolare, il sistema ha dato una risposta: e io ritengo
sia stata quella che doveva dare». - Assessore, le
polemiche sono scoppiate 24 ore dopo la tragedia dell’aereo
dove sono morte sei persone, tre delle quali protagonisti di una lunga
stagione di trapianti. «L’ho già detto:
sarebbe d’obbligo un rispettoso silenzio, che non c’è
stato. In certi casi entra in gioco la moralità e la coscienza
dei singoli. Io non posso certo dare ordini affinché si faccia
silenzio». - Non le pare che anche il clamore sul
trapianto multiplo di martedì potesse essere rinviato?
«Quando si è sotto l’occhio vigile della
stampa non è facile tenere riservati certi eventi. Io spero
che non ci siano state strumentalizzazioni. Ma credo anche che su
certi argomenti ci vogliano l’educazione e la formazione per
vedere i lati positivi e finirla con l’evidenziare sempre e
solo il lato negativo». - E’ un suggerimento
anche per lo scontro Meloni (manager) e Martelli (direttore del dipartimento
Cuore) dove il primo ha sospeso il secondo per le dichiarazioni rese
poche ore dopo la morte dei suoi colleghi-amici? «Non
ho titolo per dare suggerimenti. Potrei solo cortesemente indicare
quello che mi piacerebbe succedesse, ma nel più stretto riserbo».
- Quindi non tenterà di capire come andrà a finire?
«Senta, ancora oggi mi ritrovo a sperare che tutta questa
vicenda non sia mai iniziata». (a. s.) -
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BIDONI’ - Un’edizione in
grande stile per la Sagra dell’agnello VENERDÌ
5 MARZO 2004 - NS BIDONÌ. Alla grande adunata
annuale manca più di un mese, ma la mobilitazione degli organizzatori
è già in atto da giorni. D’altronde non si può
che pianificare con largo anticipo una delle manifestazioni di maggior
richiamo del territorio: la Sagra dell’agnello. L’evento,
che il prossimo Lunedì di Pasqua taglierà il traguardo
del primo lustro, richiama infatti centinaia di visitatori provenienti
anche da località fuori provincia. La genuinità dei
prodotti agroalimentari, l’incantevole paesaggio agreste che
fa da sfondo alla sagra e il clima di grande convivialità
sono aspetti che contribuiranno anche al successo della sesta edizione,
in calendario il dodici aprile. Sarà la Pro loco (sin dalla
prima ora impegnata nell’organizzazione e nella promozione
dell’evento tenuto a battesimo nel 1999) a predisporre tutto
a puntino per la riuscita della festa, per la quale è annunciata
la partecipazione di 400-450 persone. Rimane sostanzialmente invariata
la formula della sagra, di cui già la prossima settimana
saranno perfezionati gli ultimi dettagli. Oltre alle portate del
grande banchetto allestito nella pineta di Istei, quasi lambita
dalle acque dell’Omodeo, sarà possibile degustare ogni
tipo di prodotto della gastronomia locale in esposizione negli appositi
padiglioni: amaretti, ciambelle, gueffos, pane con sapa, salumi
e formaggi. Gli uomini della Pro loco arrostiranno circa un’ottantina
di agnelli, mentre le donne prepareranno enormi quantitativi di
formagelle da offrire al termine del pranzo. Il tutto accompagnato
dal del buon vino rosso.
Maria Antonietta Cossu -
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Lingua blu: la parola passa ai carabinieri
Troppe perdite, gli allevatori si rivolgono all’Arma per stabilire
la verità negli ovili Amareggiati dalla situazione, delusi
dai provvedimenti delle autorità, i pastori, riuniti a Nuoro,
hanno inviato un duro documento di protesta a Sirchia e a Capelli
di Luciano Piras - VENERDÌ 5 MARZO 2004
- NS
NUORO. Ora sono i carabinieri a prendere in mano la situazione.
Nei giorni scorsi, infatti, sono partiti i primi controlli dei Nas
negli ovili del Cagliaritano. Ma gli specialisti dell’Arma
sono già pronti ad allargare i confini anche alle altre regioni
dell’isola. Arrivano a sorpresa nelle campagne e provvedono,
sotto gli occhi dei pastori, ai prelievi ematici a campione necessari
per stabilire se il bestiame è stato o meno vaccinato. Questo
il primo enigma da sciogliere. In secondo luogo, qualora i veterinari
delle Asl abbiano veramente assolto agli obblighi di legge, tocca
ai Nas stabilire se le pecore eventualmente “malate”
sono colpite dalla Blue Tongue o dagli effetti collaterali dei vaccini
inoculati.
È questo il primo provvedimento seguito alla denuncia
presentata dagli stessi allevatori. Sono loro ad aver sollecitato
l’intervento dei carabinieri, chiamati in coro a stabilire
la verità degli ovili. Scottati dalle perdite subite, amareggiati
dal trattamento che hanno avuto, i pastori stavolta vogliono vederci
chiaro. Ieri mattina a Nuoro, riuniti su iniziativa del Movimento
sardo pro territorio e dei Comitati di base allevatori, hanno gridato
allo scandalo mostrando a tutti liberatorie («spesso fasulle»)
che riversano sulle loro spalle ogni responsabilità dovuta
agli effetti delle vaccinazioni. «Il signor Tal Dei Tali -
si legge infatti in alcuni certificati intestati Asl - informato
anche per iscritto sui rischi sanitari che gli animali corrono in
seguito all’inoculazione del prodotto in relazione al loro
stato fisiologico... ». Un modo come un altro, insomma,
per scaricare la patata bollente sulla pelle di chi è l’ultimo
a decidere: il povero pastore.
È da tutte queste premesse che ieri è partito
da Nuoro un documento di protesta all’indirizzo del ministro
della Salute, Girolamo Sirchia, e dell’assessore regionale
alla Sanità, Roberto Capelli. «La lingua blu è
diventato un grande affare politico» ha detto Alessio Pasella,
coordinatore del Movimento pro territorio. «La vaccinazione
è priva di garanzie - ha incalzato - dunque è necessario
sospenderla immediatamente». A Franco Pascalis, leader del
Comitato spontaneo degli allevatori di Oristano e provincia, invece,
il compito di portare all’attenzione del pubblico riunito
nella sala convegni dell’Hotel Grillo le novità sui
controlli negli ovili da parte dei carabinieri e le speranze legate
alla mozione presentata al Senato.
«Profondo dissenso e indignazione» sono le parole
spedite a Sirchia e Capelli. I pastori sardi sottolineano poi di
prendere «le distanze da tutti quei tentativi di sciacallaggio
da diverso tempo in atto e dalle passerelle preelettorali di verdi,
rossi, gialli e neri, viste intervenire ad inconsapevoli, esasperate
e disorientate platee di allevatori». «La Sardegna -
dice il documento - deve uscire al più presto dal tunnel
della Teramo-dipendenza per quanto riguarda le analisi, gli studi
e le decisioni sanitarie finali prese fino ad oggi dal Centro studi
abruzzese». Tre le richieste a chiusura della missiva inviata
a Roma e a Cagliari: «sospensione con urgenza delle vaccinazioni
senza garanzie contro la Blue Tongue»; «sperimentazione
con altri vaccini di nuova generazione e definizione delle responsabilità
in caso di danni»; «interventi massicci da parte dello
Stato e della Comunità europea». -
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| BUSACHI - Addio all’eterna
incompiuta Il carcere ora diventa Casa protetta - Si concretizza
il progetto della Asl che ha bandito la gara per i lavori
BUSACHI. Si è chiuso un capitolo ultradecennale della storia
del paese, che ieri ha voltato definitivamente pagina sulla questione
del carcere (mai entrato in funzione), esemplificazione materiale
della sin troppo diffusa tendenza allo sperpero del denaro pubblico.
L’istituto penitenziario ultimato all’inizio degli anni
Novanta sarà infatti trasformato in “Casa protetta”
gestita dall’Asl 5 di Oristano. I tanto attesi, chiamiamoli
pure così, crismi dell’ufficialità del progetto,
caldeggiato da più di due anni, sono contenuti nel bando
di gara per l’affidamento dell’esecuzione dell’opera,
bandita appunto dall’Azienda sanitaria locale, in pubblicazione
da ieri.
Dopo una lunga attesa comincia dunque a maturare e prendere gradualmente
corpo l’intesa che nel lontano novembre del 2001 portò
amministrazione comunale e Asl 5 a sottoscrivere una convenzione
che impegnava l’azienda sanitaria ad avviare l’intervento
entro tre anni da quella data.
Pena la rescissione dell’accordo.
Ma i patti - cosa non molto frequente, invero - sono stati pienamente
rispettati. La volontà comune di impedire che andasse definitivamente
in rovina una struttura all’epoca costata oltre cinque miliardi
di lire e già interessata da un inarrestabile processo di
decadimento, ha determinato il positivo risvolto del caso”carcere”,
altrimenti destinato a trasformarsi nell’ennesimo monumento
all’inutilità.
I primi a crederci, diverso tempo fa, furono gli amministratori
locali, fautori di una proposta finalizzata alla riconversione ad
altro uso della struttura, affinché sforzi finanziari sostenuti
dallo Stato, nonché l’ingombrante presenza dell’edificio,
potessero servire davvero a qualcosa.
L’istituzione della “Casa protetta”, che la Asl
realizzerà mediante la ristrutturazione del “corpo
A” dell’ormaio ex carcere, è il degno risultato
di una mobilitazione che si è rivelata proficua non solo
per Busachi, ma per un territorio intero.
Una volta operativa la struttura, nell’edificazione della
quale la Asl investirà circa 630mila euro, sarà garantito
un servizio che nel Barigadu è totalmente assente: l’assistenza
sanitaria di pazienti con problemi psichiatrici. Oltre il fondamentale
ruolo sociale del Centro specializzato, che ospiterà 25 persone
affette da disturbi di natura mentale, la sua presenza potrebbe
costituire un traino importante per le attività indotte:
«La Casa protetta avrà un duplice merito», interviene
il sindaco Salvatore Crobu, «Anzitutto costituirà un
importante punto di riferimento per l’assistenza sanitaria
degli utenti della zona. E, cosa non di poco conto, dovrebbe comportare
anche dei riflessi positivi per il settore terziario del paese».
Maria Antonietta Cossu -
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| FORDONGIANUS - Le terme palcoscenico
d’arte e di costume - Un fitto programma d’iniziative
mirate al richiamo turistico
FORDONGIANUS. La battaglia per avviare l’inversione di marcia
di un movimento turistico in netta espansione solo durante il canonico
periodo estivo, è cominciata. A gettare il guanto di sfida
in un campo altamente competitivo è la cooperativa “Forum
Traiani”, che punta al prolungamento della stagione turistica
facendo leva sulla valorizzazione dei beni culturali di questo antico
baluardo dell’impero romano, diversificando peraltro la tipologia
dell’offerta.
Negli ultimi mesi l’impresa collettiva cui è affidata
la gestione del sito termale di epoca romanica e la Casa Aragonese,
ha infatti lavorato alla programmazione di un ciclo di iniziative
e manifestazioni tese a promuovere le risorse culturali del territorio.
Agli eventi proposti dalla “Forum Traiani” saranno annesse
le iniziative del Comune, così da creare un itinerario continuo.
S’intitola “Fordongianus-eventi culturali, d’arte
e di costume” l’iniziativa promossa dalla cooperativa
e che vedrà sgranarsi da marzo a ottobre una lunga serie
di interessanti manifestazioni, frutto della ricercata integrazione
tra novità e conferme, innovazione e tradizione.
Il primo appuntamento è per sabato al 20 marzo nella Casa
Aragonese con l’inaugurazione di un’esposizione di abiti
da sposa realizzati da un noto atelier. Dal 3 aprile al 2 maggio
sarà allestita una mostra sui migliori trattati scientifici
del giornalista Domenico Ruiu. Sempre a maggio saranno di scena
nell’antica residenza spagnola i burattini di Antonio Marchi,
che porterà in scena anche uno spettacolo. Le moto d’epoca
saranno il piatto forte a giugno nell’ambito di una mostra
dedicata alla gloriosa Guzzi. Poi una mostra sulle chiese romanico-pisane
e la riproposizione dell’esposizione sull’artigianato
artistico, che interagirà con l’annuale Simposio internazionale
sulla trachite curato dal Comune, che promuoverà anche la
pubblicazione del libro sul poeta Giovannino Fadda. A ottobre appuntamento
con “Sa festa”, dedicata al pane. Insomma, la sfida
è lanciata. (m.a.c.)-
menu - NS |
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| FORDONGIANUS - La chiesetta di
San Lussorio vivrà una seconda giovinezza
FORDONGIANUS. Nel novero degli edifici di culto compresi nell’interessante
itinerario storico-artistico che ricalca il circuito delle antiche
sedi vescovili, rientra anche la chiesa di San Lussorio, mirabile
esempio materiale di sovrapposizioni di dominazioni diverse. L’accordo
sancito fra Regione e Conferenza episcopale sarda si è tradotto
per Fordongianus, già sede naturale di un immenso patrimonio
storico-archeologico, nell’inserimento di questo pregevole
edificio religioso nel piano di valorizzazione denominato “Cattedrali
di Sardegna”. Anche qui si è quindi conclusa l’attesa
per lo stanziamento dei contributi, che per il poderoso restauro
della chiesa campestre datata al XII secolo, è stato stimato
in 774mila euro. Con le risorse di competenza dell’assessorato
regionale ai Beni culturali saranno ristrutturate la parte interna
ed esterna della struttura. All’ottimizzazione o realizzazione
del sistema delle vie d’accesso all’edificio e alla
zona circostante, saranno invece destinati i fondi erogati dall’assessorato
al Turismo.
A prescindere dalla stima dei tempi di realizzazione, il piano di
recupero e rivalutazione che potrà finalmente essere tradotto
nei fatti, servirà non solo a ridare sfarzo alla chiesa millenaria,
ma a inserire l’edificio in una già ricca offerta culturale
e turistica. E San Lussorio sarà certo uno dei fiori all’occhiello
di questo circuito: ricostruita dai monaci Benedettini intorno all’anno
1100 in seguito al crollo di una struttura preesistente, ancora
oggi conserva testimonianze che denotano almeno quattro fasi di
ricostruzione sulle rovine di un antico tempio paleocristiano. La
testimonianza più remota conservata al suo interno è
infatti la cripta romana risalente al periodo compreso tra il I
e IV secolo dopo cristo. L’ipogeo è probabilmente il
sepolcro di San Lussorio, martirizzato a Fordongianus nel ’300.
(m.a.c.)- menu
- NS |
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L’ecologia apre una nuova
finestra su internet con il sito «Amico bosco»
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi anche
in città - VENERDÌ 12 MARZO 2004
ORISTANO. Un sito internet per valorizzare e tutelare la foresta
e promuovere una serie di interessanti itinerari turistici. L’iniziativa
è stata presentata nei giorni scorsi in città ed è
nata grazie alla collaborazione tra l’associazione regionale
“Amici del bosco” (fondata proprio
a Oristano) e la federazione provinciale della Coldiretti. «Nel
sito www.amicidelbosco.it
si potranno attingere informazioni sui maggiori siti ambientali
della Sardegna, le cosiddette isole verdi, conoscere in tempo reale
gli appuntamenti di manifestazioni e convegni sulla silvicoltura
e servizi ai boschi, apprendere anche conoscenze sulla attività
divulgativa e sulla salvaguardia del bosco», ha spiegato il
presidente dell’associazione Franco Cocco.
Alla presentazione del sito hanno presenziato il direttore della
Coldiretti Roberto Scano e l’assessore provinciale all’Agricoltura
Franco Cuccu: «Oltre a fornire informazioni sull’associazione
“Amici del bosco”, si punta soprattutto
a promuovere insieme alla nostra associazione degli Agriturismo
una serie di sentieri guidati che possano favorire il turismo montano
e conoscere meglio le grandi potenzialità che la foresta
sarda può offrire anche ai turisti», ha detto Roberto
Scano, Un progetto in linea con le prerogative della Coldiretti
che punta a far conoscere i prodotti genuini della nostra terra.
Un ritorno al passato e alle tradizioni più tipiche della
nostra terra. E’ anche per questo che stiamo attivando un
canale informativo diretto con tutti i Comuni della provincia, per
promuovere i cibi liberi dagli ogm».
L’assessore Franco Cuccu si è detto entusiasta dell’iniziativa
che è indirizzata oltre alla conoscenza dei luoghi alla salvaguardia
del patrimonio boschivo isolano. L’associazione “Amici
della Terra” si prefigge scopi che vanno dall’attività
divulgativa sulle tematiche delle foreste, alla salvaguardia dei
boschi, ad esercitare e promuovere iniziative nell’interesse
nell’interessedegli associati, ma anche a collaborare con
le autorità, enti ed associazioni per la risoluzione dei
problemi attinenti al bosco e alla tutela paesaggistica. (e.s.)-
menu
- NS |
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PIRATERIA
Il parlamento europeo ha adottato la proposta di direttiva per il
rispetto dei diritti della proprietà intellettuale e industriale.
Sarà perseguito
chi commetterà infrazioni " per ottenere un vantaggio
economico e commerciale diretto o indiretto".
Non perseguibili,
quindi, gli utenti che commettano violazioni dei diritti di proprietà
intellettuale in buona fede, come chi scarica files musicali
da Internet a fini esclusivamente personali.-
menu - Nea Polis (RAI) |
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BUSACHI - Amministrazione a un bivio
per assegnare i fondi della 37 DOMENICA 14 MARZO 2004
BUSACHI. Chissà se il bando di selezione per l’accesso
ai finanziamenti destinati all’imprenditoria locale, affissi
all’Albo pretorio del municipio fino al 5 aprile, sarà
l’ultimo previsto dalla legge regionale “37”.
Le ultime disposizioni della giunta guidata da Italo Masala in merito
al “Piano straordinario per il lavoro” hanno modificato
la destinazione dei contributi, ora spendibili solo nella realizzazione
di opere pubbliche.
E mentre le autonomie locali restano in attesa di conoscere gli sviluppi
futuri, viene portato avanti l’iter relativo alle precedenti
annualità della “37” ancora non assegnate.
Al Comune rimangono ancora da espletare le formalità legate
alla finale attribuzione dei fondi dell’annualità 2002,
finanziata con 245mila euro. L’intero ammontare dei fondi sarà
destinato agli “aiuti de minimis”.
E nonostante il consiglio comunale avesse già designato le
risorse erogate con l’annualità 2003, questa rimarrà
bloccata sino a quando non saranno chiari i termini della Finanziaria.
Queste le opzioni: se i contributi saranno destinati ai soli interventi
pubblici, i 245mila euro del 2003 saranno spesi per costruire un Centro
polivalente. Altrimenti, priorità agli “aiuti de minimis”,
e solo in assenza di richieste, i soldi saranno dirottati nella costruzione
della struttura. (m.a.c.) -
menu - NS |
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| BUSACHI - Conto alla rovescia per
l’apertura della casa protetta comunale SABATO
13 MARZO 2004 BUSACHI. La prima prova d’esame è
finalmente alle porte. Superate le ispezioni del caso, non resterà
che attendere il nullaosta della Regione per decretare finalmente
idonea al funzionamento la Casa protetta del Comune, che è
cosa diversa da quella che la Asl attiverà nell’ex
carcere.
Infatti al massimo entro la prossima settimana la giunta presenterà
alla Asl 5 la richiesta del parere formale sulla conformità
della struttura alle nuove norme sanitarie. Le stesse che avevano
imposto nuovi e poderosi interventi all’innterno dell’edificio,
completato nei primi anni ’90 e dopo qualche tempo già
fuori legge secondo gli standard comunitari. La messa a norma degli
impianti, oltre all’esecuzione dei lavori di risanamento richiesti
dalle persistenti infiltrazioni di umidità, hanno fatto slittare
di anni i tempi di apertura. L’ultimo intervento di ristrutturazione
fa però di questa lunga attesa un ricordo, che si spera di
cancellare definitivamente con l’apertura di una struttura
multifunzionale: Casa protetta e centro diurno per anziani.
Nella residenza di “Campu Maiore” potranno quindi alloggiare
in pianta stabile 26 pazienti non autosufficienti, cui sarà
garantita tutta l’assistenza necessaria.
Un piano dello stabile sarà invece adibito a Centro di ritrovo
per gli anziani. (m.a.c.) -
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| FORDONGIANUS - Il sogno del turismo
è una stagione lunga sette mesi DOMENICA 21
MARZO 2004
Una serie di iniziative della “Forum Traiani”
per provare a catturare l’interesse dei visitatori lontano
dall’estate
FORDONGIANUS. Un’avventura lunga sette mesi. È quella
che, a partire da oggi, intraprenderanno sette donne e due uomini
che hanno scommesso sul turismo alternativo, investendo energie
fisiche e mentali in dosi massicce, oltre che significative risorse
economiche. L’obiettivo è assai semplice da individuare:
fare di Fordongianus un importante scalo turistico delle zone interne,
in grado di attrarre un flusso di visitatori sempre più intenso
e costante nel tempo. Non mere velleità da tradurre in pratica
confidando solo nella sorte, bensì intendimenti seri supportati
da iniziative concrete.
Idee che trovano ricco humus nell’intraprendenza e nello spirito
d’iniziativa dei soci riuniti sotto il tetto della cooperativa
Forum Traiani, decisa a giocare la carta dell’offerta multipla
per accattivare i gusti di visitatori appartenenti alle tipologie
più disparate. Un’offerta che vada oltre la fruizione
dei beni culturali con l’integrazione di eventi complementari.
Nel giorno del debutto ufficiale della stagione turistica, che sarà
inaugurata tra le mura della Casa Aragonese con l’originale
mostra degli abiti da sposa, gli organizzatori parlano dell’articolata
serie di manifestazioni che intercaleranno la canonica attività
incentrata sulle visite guidate attraverso il patrimonio monumentale
e architettonico.
Un percorso, quello ribattezzato “Fordongianus: eventi culturali,
d’arte e di costume” lastricato di aspettative. «Attraverso
una programmazione eterogenea puntiamo ad incrementare il numero
dei visitatori - spiega Pina Vacca, presidente della cooperativa,
nata appena tre anni fa -. Le scelte si adeguano infatti alla necessità
di diversificare i contenuti di eventi e mostre. Le iniziative sono
calibrate, inserite in determinati periodi a seconda dell’identikit
del visitatore».
Il calendario degli eventi segue il trend della domanda: gli appuntamenti
previsti in primavera, quando il paese è meta soprattutto
delle scolaresche, sono stati pensati per catturare il gradimento
dei giovanissimi. Ai palati più esigenti si rivolge invece
la programmazione di settembre e ottobre. «Il picco dei visitatori
si registra tuttavia durante i mesi di luglio e agosto - prosegue
la presidente -, pertanto in questa stagione abbiamo previsto, oltre
alle varie mostre e alla vetrina sull’artigianato, una serie
di intrattenimenti serali e visite guidate in notturna nell’area
delle antiche terme romane e della Casa aragonese».
È un’impronta dinamica quella che la Forum Traiani
dà alla propria attività nel tentativo di far attecchire
il turismo extra balneare attribuendo plusvalore alle già
ricchissime emergenze archeologiche, storiche e artistiche (terme
romane, Casa aragonese, chiesa di San Lussorio e ottocenteschi Bagnetti
termali, per citarne alcuni). «Se colpiremo nel segno - conclude
Pina Vacca - diverrà un’iniziativa ciclica».-
Maria Antonietta Cossu -
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| SORRADILE - Anziana derubata da falsi
venditori di legna SABATO 20 MARZO 2004 SORRADILE.
C’è forse la stessa banda dietro l’ennesima truffa
che è costata i risparmi ad una anziana pensionata. Due individui
si sono spacciati per venditori di legna ed hanno trafugato alla
vittima oltre 2.600 euro. Il nuovo episodio è accaduto ieri
mattina in pieno centro. La derubata è Costantina V., 75
anni. Secondo quanto è stato accertato dai carabinieri della
stazione la donna ha ricevuto la visita di due persone che le hanno
proposto l’acquisto di una partita di legna. Una banale scusa
per truffare la pensionata che non ha avuto alcun sospetto: le ha
fatte così accomodare in casa per trattare la vendita della
legna. L’affare non è andato a buon fine e così
i due fasulli venditori sono andati dopo aver salutato cordialmente
la donna. Quei pochi minuti sono stati sufficienti, ad uno dei due,
per mettere a segno il colpo. Si è introdotto nella camera
da letto della pensionata e da un comò è riuscito
a trafugare i risparmi.
Il furto è stato scoperto poco dopo e la derubata ha chiesto
l’intervento dei carabinieri. Il colpo è analogo a
quello messo a segno il 17 marzo a Bonarcado, quando due tizi fingendo
d’essere dipendenti della ditta Marco Moto di Oristano, sono
riusciti a portare via 2.000 euro ad un altro pensionato. Ad Ardauli,
invece è stata svaligiata una abitazione. Il bottino è
stato un libretto postale.
Da Ghilarza il comandante della Compagnia dei carabinieri, tenente
Rosario De Martino, invita la popolazione, gli anziani in particolare,
ad essere più prudenti: «Non fate entrare in casa nessuno,
soprattutto gli sconosciuti». (e.s.) -
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| FORDONGIANUS - Nuove strade per
il turismo SABATO 20 MARZO 2004
FORDONGIANUS. Prende il via oggi un lungo percorso basato sulla
valorizzazione di arte, cultura, tradizioni e ambiente, appetibili
attrattive del calendario di eventi messo a punto dalla cooperativa
“Forum Traiani” per allungare la stagione turistica.
La collezione di abiti da sposa di un affermato atelier di Ghilarza,
in mostra fino al 28 marzo nella Casa Aragonese, inaugurerà
la manifestazione “Fordongianus: eventi culturali, d’arte
e costume”. (m.a.c.) -
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BUSACHI - Se mille metri di asfalto
in meno frenano lo sviluppo del territorio
IL CASO - 388 e provinciale non sono collegate VENERDÌ
19 MARZO 2004 BUSACHI. Un solo chilometro di asfalto in
più avrebbe fatto la differenza. E invece quei mille metri
di strada fantasma rappresentano un impedimento all’accelerazione
dello sviluppo socio-economico di due realtà sin troppo penalizzate
dalla condizione d’isolamento come quella subita dal Marmilla
e Barigadu.
Dopo quattro anni di attesa la bretella di collegamento fra la strada
statale 388 (all’altezza della nuova diga) e la provinciale
Abbasanta-Fordongianus resta ancora un sogno nel cassetto delle
amministrazioni di questi territori che invocando la provincializzazione
della bretella puntavano ad accorciare le distanze con la 131 direzione
Sassari e la 131bis Nuoro-Olbia. Un tratto viario di «indubbia
utilità sociale ed economica» era stato detto all’epoca
del sopralluogo effettuato nell’ormai lontano ottobre 2000
dalla seconda Commissione consiliare Lavori pubblici Viabilità
e trasporti.
E proprio in seguito a quelle verifiche, la delegazione di politici
e tecnici espresse parere favorevole unanime alla provincializzazione
della strada e quindi alla realizzazione dello svincolo con la statale
388. Ma alle dichiarazioni di intenti non sono seguiti gli atti
concreti che tutti si attendevano. E oggi qualcuno pretende dei
chiarimenti sulla mancata attuazione dell’intervento. A sollevare
il problema sono i consiglieri diessini Giuseppe Deias e Antonio
Melis, i quali, nell’interpellanza sottoposta recentemente
ai presidenti della Giunta e del Consiglio provinciali e all’assessore
ai Lavori pubblici, chiedono chiarimenti sulle «motiva-zioni
che sinora hanno impedito l’attivazione delle procedure sottese
alla provincializzazione della strada di collegamento tra la ss
388 e la provinciale 23». Una proposta che la Commissione
consiliare rinnovò ancora due anni fa sollecitando la realizzazione
dello svincolo, e che invece a tutt’oggi, come rimarcano Deias
e Melis, non ha prodotto alcun atto concreto da parte della giunta
provinciale. (m.a.c.) -
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FORDONGIANUS - In giunta una della
minoranza Al sindaco accuse di tradimento - VENERDÌ
19 MARZO 2004
FORDONGIANUS. L’ultima staffetta all’interno della giunta
ha provocato l’allargamento del fossato che già da tempo
divideva la maggioranza. Pietra dello scandalo politico è l’ingresso
nell’esecutivo di Rebecca Marghittola, consigliere di minoranza
(come tale è componente di varie Commissioni comunali), dissociata
dal suo gruppo.
Il recente passaggio di consegne tra la dimissionaria Mariuccia Pischedda,
assessore ai Servizi sociali, e laMarghittola, ha provocato la dura
reazione di una parte della maggioranza e dell’opposizione guidata
da Cristina Cannas (foto a destra).
Durissime le parole del consigliere Gian Battista Ghisu (a sinistra),
che insieme ai colleghi Angelo Melis e Celestino Pala prende le distanze
dalle scelte del sindaco Efisio Demartis: «È un tradimento
dell’elettorato che a suo tempo votò questo schieramento.
E da parte di chi ha invece accettato l’incarico è una
grave mancanza di rispetto nei confronti dei suoi elettori. Non si
può risolvere una crisi interna imbarcando assessori dalla
minoranza: politicamente è un atto da condannare».
Il cambio in giunta operato da Demartis non ha sorpreso invece la
capogruppo dell’opposizione: «È l’ultima
mossa che gli restava per tenere in piedi una maggioranza votata al
fallimento», dice Cristina Cannas.
Ma per Efisio Demartis la questione va affrontata in aula: «Presto
convocherò il Consiglio. Allora risponderò alle eventuali
osservazioni che mi verranno mosse». (m.a.c.) -
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ULA TIRSO - Barigadu e Guilcer in
rivolta: «Qui siamo la periferia della periferia»
I sindaci si lamentano per non essere stati invitati oggi a Macomer
GIOVEDÌ 18 MARZO 2004 ULA TIRSO. Dai
margini della periferia della Sardegna centrale si leva un grido
di allarme e di ribellione. Nel giorno della grande mobilitazione
in programma stamane a Macomer (con lo sciopero generale territoriale
per invocare un freno al declino dell’intero sistema produttivo)
gli amministratori del Barigadu e del Guilcer denunciano il forte
stato di abbandono in cui versa questa zona dell’isola.
Un disinteressamento colpevole perpetrato dalla classe politica,
che preclude alle aree dell’Alto Oristanese la via dello sviluppo
economico, negando l’inserimento in un quadro di azioni incisive.
E più passa il tempo più monta la rabbia e lo sdegno
degli amministratori, che accusano istituzioni politiche provinciali
e regionali di relegare queste zone a una condizione di subalternità
rispetto ad altre zone cosiddette “deboli”. Una contestazione
che investe anche l’operato dei sindacati provinciali: «Il
nostro territorio rientra a pieno titolo in quelli ricompresi nella
Sardegna Centrale», puntualizza Mario Pinna, sindaco di Ula
Tirso, che tuttavia, al pari dei suoi colleghi dell’Oristanese,
sfilerà nelle avanguardie del corteo, «Dunque non si
capisce il perché della sua sistematica estromissione dalla
ripartizione delle risorse economiche e dagli accordi di programma
rivolti a queste zone. Esiste un concorso di colpa da parte di noi
amministratori, che accettiamo supinamente questa situazione. Ma
soprattutto da parte della classe dirigente regionale e provinciale
e dalle rappresentanze sindacali dell’Oristanese, che dovrebbero
invece intervenire delle trattative per la programmazione dello
sviluppo nel Centro Sardegna. E il dirottamento nel Nuorese di quei
fondi della Sardegna centrale già destinati a Ula Tirso e
Ghilarza è l’ennesimo scippo».
«Stiamo facendo pressione sulla Regione per difendere un diritto
già acquisito», spiega Tomaso Sanna, sindaco di Ghilarza,
«La lotta continua per lo sfruttamento dell’acqua dell’invaso,
per noi ancora inaccessibile, purtroppo dimostra che il territorio
è trascurato».
Ancora più diretto il sindaco di Neoneli, Alfredo Stara:
«Si fa un gran parlare di strategie per frenare lo spopolamento,
garantire la prestazione dei servizi e stimolare l’occupazione.
E poi ci sbattono le porte in faccia. Vogliamo una maggiore attenzione
dai politici e dai sindacati: non basta scendere in piazza per evitare
la chiusura delle fabbriche. Le battaglie si devono fare anche per
creare. E i nostri operatori economici ne hanno bisogno».
Dello stesso avviso il sindaco di Busachi, Salvatore Crobu: «Facciamo
parte della Sardegna centrale solo geograficamente. E il fatto che
le sigle sindacali non ci abbiano coinvolti ne è la riprova».
La perplessità dei sindaci snobbati è quindi evidente:
«Siamo completamente emarginati», dice Claudio Zago,
di Ardauli, «Alcuni ardaulesi lavorano alla Legler, un ulteriore
motivo per rammaricarsi di questa esclusione».
Per il sindaco di Nughedu Franca Onida, che non entra nel merito
della questione, partecipare alla manifestazione «È
un dovere istituzionale verso la comunità e il territorio».
Maria Antonietta Cossu -
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| ABBASANTA - I venti musei dell’artigianato
possono dare una mano anche al turismo MERCOLEDÌ
17 MARZO 2004 ABBASANTA. L’integrazione e il potenziamento
dei settori artigianale, turistico e culturale costituiscono i punti
cardine del progetto a respiro regionale mirato a trasformare i
venti Musei dell’artigianato sardo in veri e propri volani
di sviluppo economico. Le linee guida del piano di intervento sono
state illustrate ieri mattina nel “Centro Servizi Losa”
di Abbasanta durante un mini-vertice tra la Confartigianato turismo
Sardegna e gli amministratori dei venti comuni che ospitano i centri
museali più rinomati dell’isola.
L’incontro ha sancito l’intesa che entro la prima metà
di aprile dovrà portare a stilare un accordo di programma
fra la parti (alle quali si potrebbero unire le Camere di commercio)
impegnate nella formulazione di una incisiva proposta di integrazione
al Por Sardegna 2000-2006.
Le azioni strategiche delineate nel progetto di massima esposto
ieri da Filippo Spanu, segretario regionale della Confartigianato
e Federico Marini, responsabile dei settori Imprese e Turismo, rientrano
nella logica della valorizzazione basata su un’attività
promozionale a tutto campo e su investimenti finanziari solidi e
mirati. Investimenti che saranno dirottati nella formazione di qualificate
figure professionali deputate anche alla gestione del marketing
museale; nella realizzazione di un marchio per la rete museale e
delle carte integrate per usufruire di ingressi grautuiti ai musei
e ai siti gemellati, nonché l’utilizzo dei mezzi di
trasporto pubblico.
Una serie di interventi riguarderà l’ottimizzazione
delle infrastrutture e dei servizi di supporto, l’utilizzo
di tutti i canali pubblicitari e informativi, compreso quello multimediale,
e la capillarizzazione o il rafforzamento della rete ricettiva.
Questo il percorso da intraprendere per avviare unp rocesso di crescita
del territorio facendo leva sulla valenza culturale, turistica etno-antropologica
dei Musei dell’artigianato.
Nel corso del dibattito non sono stati però trascurate le
problematiche legate alla sopravvivenza di queste strutture. Sui
piatti della bilancia sono finiti problemi e proposte: «La
gestione del museo del tessuto di Samugheo, che nell’ultimo
anno ha registrato una flessione del numero di visitatori, comporta
una spesa di 50mila euro annui», ha detto il vicesindaco Angelino
Deidda, «È necessario fare pressione con le autorità
politiche regionali avvalendoci proprio della nostra unità».
Antonio Carta, sindaco di Tadasuni, che ospita il museo degli strumenti
popolari, ha caldeggiato il coinvolgimento dei soggetti privati.
Un’altra proposta è venuta dal sindaco di Orroli che
ha avanzato l’idea di inserire nel supplemento la creazione
di laboratori artigiani, in modo da farne musei “vivi”.
Un progetto che per il museo dell’ossidiana di Pau è
già operativo, come ha specificato il sindaco Gianfranco
Marras: «Ma occorre realizzare un pacchetto unico di offerte,
integrando le risorse ambientali, culturali e archeologiche con
la disponibilità effettiva delle strutture ricettive».
Insomma, le idee non mancano, basta solo applicarle. - Maria Antonietta
Cossu - menu
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FORDONGIANUS
Con 300 metri di viadotto l’Alto Oristanese diventa più
vicino MERCOLEDÌ 24 MARZO 2004
Sarà pronta nella primavera del 2006 la nuova provinciale
Allai-Siamanna
FORDONGIANUS. Una trave continua di cemento armato lunga 286 metri
e larga più di sette su cinque campate di 44 metri e due di
33 con un altezza massima dei piloni di 39 metri. Sono i numeri più
significativi del viadotto che con la galleria di “Accu is Crebus”
(575 metri di lunghezza) caratterizzerà la strada provinciale
Allai-Siamanna, dove i lavori dell’ormai completata galleria
furono presentati quattro anni fa dall’allora giunta di centrosinistra,
presidente Gianvalerio Sanna, assessore ai Lavori pubblici Alberto
Sanna.
A presentare invece i lavori del viadotto, ormai in fase avanzata,
ci hanno pensato ieri per l’amministrazione di centrodestra
in carica l’attuale presidente della Provincia Mario Diana e
l’attuale assessore ai Lavori pubblici Pierfrancesco Garau.
Per la realizzazione del viadotto (nella foto) l’impresa Cancellu
di Nuoro sta usando una tecnica innovativa per la Sardegna, che prevede
appunto la realizzazione di una trave continua con conci precompressi
realizzati sul posto e saldati l’un l’altro, che poi vengono
sospinti sui piloni.
Una volta completata, la nuova arteria consentirà di ridurre
significativamente i tempi di percorrenza del tratto Allai Oristano.
A titolo esemplificativo, hanno spiegato i tecnici, la muova percorrrenza
Allai Oristano, attualmente di 39 chilometri e mezzo, risulterà
di 28 chilometri e 700 metri circa.
E se per il percorso attuale, molto tortuoso, sono necessari 47 minuti
a 50 chilometri orari, con il nuovo tracciato, che consentirà
una velocità media di 55 chilometri all’ora, basteranno
31 minuti.
Ad avvicinarsi ad Oristano, naturalmente non sarà solo Allai,
ma tutti i paesi che si raggiungono passando da Allai. Per il completamento
dell’opera bisognerà attendere la primavera del 2006.
Il primo lotto, quello che comprende il viadotto e la galleria, sarà
pronto invece fra un paio di mesi, hanno assicurato il presidente
Diana e l’assessore Garau.
Si tratta di tre chilometri e 815 metri che complessivamente costeranno
poco più di otto milioni e mezzo di euro.
Parte in territorio di Fordongianus dalla vecchia provinciale epr
Allai e termina in territorio di Siapiccia. Il secondo lotto è
più lungo, cinque chilometri e 315 metri, ma costa di meno
(cinque milioni e mezzo di euro). Parte dall’incrocio per Tiria
della provinciale Simaxis Siamanna e si collega col primo lotto a
“Accu Is Crebus”.
I lavori sono cominciati nei primi mesi del ’93 e la conclusione
è prevista per la primavera del 2006.
I lavori, secondo l’assessore Garau, stanno procedendo molto
velocemente e non è da escludere che la consegna della strada
possa avvenire in anticipo rispetto ai tempi previsti. (f.g.p.) -
menu
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Samugheo. Un convegno sulla salvaguardia
L’ecosistema boschivo e la risorsa sughero MERCOLEDÌ
24 MARZO 2004
SAMUGHEO. I boschi dell’Oristanese rappresentano il naturale
bacino produttivo di una materia prima importante per una parte
dell’economia isolana: il sughero. La risorsa non è
però di quelle inesauribili, e va, prima ancora che messa
a profitto attraverso unosfruttamento razionale, tutelata e salvaguardata.
In questa direzione vanno anche le politiche ambientali degli ultimi
anni, che mirano a trovare il giusto equilibrio attraverso modalità
di sviluppo eco-compatibile. Proprio questo connubio sarà
tema di dibattito nell’ambito della giornata di studio promossa
dalla Provincia (in collaborazione con il Comune e l’Università
di Sassari) e inserita in calendario sabato alle 10. “L’ecosistema
bosco”, questo il titolo dato al convegno, sarà scandagliato
in profondità, ponendo l’accento sulle problematiche
connesse al settore sughericolo e alla difesa e valorizzazione di
questo patrimonio ambientale. Il dibattito verterà quindi
sull’utilità delle misure di lotta preventiva contro
l’azione letale dei parassiti, che oltre a decimare il prodotto
sughericolo ne compromette la qualità; sulla gestione delle
aree utilizzate e della pianificazione degli interventi nella conduzione
economico-aziendale del comparto.
I lavori si apriranno nella sala convegni del museo unico dell’arte
tessile con i discorsi introduttivi del sindaco Graziano Sulis e
del presidente della Provincia Mario Diana. Il testimone passerà
poi al consigliere provinciale Flavio Demontis per discutere di
“Un’azione politica mirata per l’agricoltura e
l’ambiente”.
Antonio Franceschini, del Dipartimento delle piante dell’Università
di Sassari, parlerà degli aspetti fitoterapici delle sugherete
e delle strategie di intervento; mentre Pietro Luciano, Andrea Lentini
e Omar Vincenzo Cao (Dipartimento Protezione delle piante) illustreranno
i sistemi di lotta alle infestazioni delle sugherete.
Giorgio Cauli, dirigente Cia, descriverà le esperienze lavora-tive
nel settore della difesa fitosanitaria dei boschi. I temi della
meccanizzazione nell’attività estrattiva del sughero,
degli interventi di miglioramento del pascolo in aree forestali
e dei punti di forza e debolezza del comparto sughericolo isolano
saranno affidati alle competenze di Franco Paschino, (Dipartimento
Ingegneria del territorio all’Università turritana),
a Salvatore Caredda, del Cnr e ad Agostino Pintus, della Stazione
sperimentale del sughero di Tempio.
A conclusione degli interventi, Andrea Loche, consulente della Coldiretti
provinciale, parlerà più diffusamente del comparto.
Chiuderà il dibattito l’assessore provinciale all’Ambiente,
Gianni Solinas. (m.a.c.) -
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BUSACHI
«Sindaco Calia, parli per lei» MERCOLEDÌ
24 MARZO 2004
BUSACHI. Le risorse economiche stanziate dalla Regione non vengono
commutate in concreti processi di sviluppo? La responsabilità
è delle amministrazioni locali. A sentenziarlo, davanti alle
telecamere, è stata Maddalena Calia, sindaco di Lula, che nel
corso di una trasmissione andata in onda su un’emittente regionale,
ha addebitato all’inefficenza di certe amministrazioni il mancato
utilizzo dei finanziamenti.
Le dichiarazioni rilasciate da Maddalena Calia hanno fatto balzare
sulle sedie diversi amministratori di questo territorio che, sentite
le sue affermazioni hanno gridato allo scandalo: «Allo stato
attuale le comunità della Sardegna centrale, e tante altre,
non hanno visto alcuna delle risorse già formalmente assegnate
dalla Regione», dicono il presidente della Comunità montana
“Barigadu” e i sindaci di Abbasanta, Busachi, Ardauli,
Bidonì, Fordongianus, Neoneli, Ula Tirso e Samugheo, «E
i Pit 2001 ne sono un esempio. Pertanto respingiamo quanto dichiarato
dal sindaco Calia, al pari del suo tentativo di strumentalizzazione
elettorale». (m.a.c.) -
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BUSACHI
La Regione cambia idea e taglia parte dei finanziamenti Pit GIOVEDÌ
25 MARZO 2004
Dai fondi assegnati verranno eliminate risorse per tre milioni
BUSACHI. Ora è ufficiale: la Regione ha fatto un passo indietro
sulla concessione delle risorse economiche finalizzate alla valorizzazione
turistica già stanziate all’atto della stipula dell’accordo
sul Pit 2001 Barigadu-Marmilla.
E se la decisione dell’assessorato al Turismo, comunicata
pochi giorni fa ai coordinatori dei piani integrati territoriali,
non sarà revocata, quasi tre milioni di euro saranno defalcati
dal totale dei contributi già assegnati. Una beffa con i
controfiocchi per quei Comuni che, al fine di rispettare le condizioni
dettate dalla stessa Regione, sono stati costretti ai salti mortali,
impegnando ingenti risorse di bilancio pur di riuscire a presentare
i progetti cantierabili entro i termini fissati.
Risultato, oggi le Comunità montane “Barigadu”
e “Alta Marmilla” e cinque Comuni del territorio rischiano
di perdere contributi che in virtù di un accordo siglato
da tempo erano da considerarsi già in tasca: «È
un vero sopruso», commenta il presidente della Comunità
“Barigadu”, Raffaele Melette, «Di cosa ci dovremmo
fidare se non di un atto formale? La Regione deve sottostare ai
patti. Se l’autorità di gestione del Por non revocherà
il provvedimento, ricorreremo al giudice».
La risoluzione della controversia è stata rimessa infatti
al Centro di programmazione regionale del Por, che entro aprile
esprimerà un parere sulla contraddittoria vicenda. Singolari
sono peraltro le motivazioni con cui il responsabile della misura
4.5 (opere di infrastrutturazione del comparto turistico) accompagnava
il giudizio di “non coerenza” espresso su progetti già
approvati dal presidente della giunta: «I territori interessati
non sono annoverati fra le aree interne».
Valutazioni ratificate quasi in toto: i progetti riguardanti la
piscina termale di Fordongianus, il completamento del Centro congressi
Losa ad Abbasanta, e la ristrutturazione del Centro ristoro S’Isteddu,
(curato dalla Comunità montana “Barigadu”) a
Neoneli, sono stati stimati “totalmente non coerenti”.
La conformità solo parziale è stata riconosciuta invece
ai progetti di Busachi, (accesso panoramico al lago), Samugheo (restauro
del castello Medusa) e Baressa.
Gli interventi relativi al collegamento viario tra il sito archeologico
Losa e l’area del Centro servizi, e al sentiero naturalistico
nel parco Gracchero di Sini, sono stati invece approvati senza riserve.
Nessuno però è disposto a subire lo smacco: «Anziché
aiutare i Comuni che si sono esposti, li inguaiano», commenta
Efisio Demartis da Fordongianus.
«È inaccettabile lasciare un’opera a metà»,
dice Graziano Sulis, sindaco di Samugheo, «Il restauro va
completato se non vogliamo un’incompiuta».
Dice Stefano Pinna, sindaco di Abbasanta: «Spero nel parere
dell’autorità di gestione dei Por. Lo sviluppo degli
enti locali va sostenuto».
Il primo cittadino di Baressa, Antonio Biancu, stigmatizza l’operato
della Regione: «Così facendo si tradiscono le aspettative
di interi territori».
Dello stesso avviso Salvatore Crobu sindaco di Busachi: «È
una presa in giro. Perché queste obiezioni non furono fatte
a tempo debito?».
Maria Antonietta Cossu -
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NUGHEDU S.V.
Donna e storia, un dibattito GIOVEDÌ 25 MARZO
2004
NUGHEDU S.V. Sarà il ruolo della donna in ambito istituzionale
ad alimentare il dibattito programmato dal Comune per sabato, alle
10, nell’aula consiliare. L’iniziativa, che conta la
collaborazione fattiva del Job Center Barigadu e il contributo di
XV Comunità montana, la Provincia e la Regione, prevede un
parterre di ospiti rigorosamente al femminile, a cominciare dalla
sindaco Franca Onida.
Alessia Orbana, parlerà della “donna nella storia”,
mentre il suo ruolo nel percorso di rinnovamento politico sarà
discusso da Maria Giuseppa Pilia, presidente della Commissione Politiche
comunitarie. L’attivismo nel sociale sarà il tema trattato
da Linalba Ibba, capogruppo di minoranza nel consiglio comunale
di Oristano. La sindaco di Gonnostramatza, Antonella Ardu, e la
vice presidente della Commissione Pari opportinità, Pupa
Tarantini, parleranno della “donna, capo dell’amministrazione
comunale”, e della figura carismatica di Eleonora, giudicessa
di Arborea. (m.a.c.) -
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FORDONGIANUS
Esordio in aula per l’assessore SABATO 27 MARZO
2004
FORDONGIANUS. La surroga dell’assessore ai Servizi sociali
sarà con tutta probabilità l’argomento che terrà
banco nell’odierna riunione consiliare, convocata per le 10.
Il sindaco Efisio Demartis formalizzerà infatti l’assegnazione
della delega a Rebecca Marghittola, esponente della minoranza. Un
cambio che ha irritato alcuni consiglieri di maggioranza e il gruppo
di opposizione. La discussione verterà poi sul bilancio previsionale,
sulla proposta di adesione al bando regionale sulle fonti energetiche
rinnovabili, e sulla richiesta avanzata dalla minoranza di nominare
il nuovo rappresentante della commissione dei servizi sociali, da
cui si è dimessa Donatella Atzeni. (m.a.c.) -
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BORONEDDU
Il gran giorno degli asparagi SABATO 27 MARZO 2004
BORONEDDU. Sapori, profumi, incantevoli paesaggi agresti e notevoli
testimonianze della cultura materiale del territorio da gustare
e scoprire con l’uso dei cinque sensi: l’appuntamento
con uno degli eventi più importanti del paese si rinnova
nel segno della tradizione e delle novità. Domani si apre
la 17ª “Sagra degli asparagi e dei finocchietti selvatici”
curata dalla Pro loco. Protagoniste, le pietanze a base delle gustose
erbe spontanee, da assaggiare insieme agli altri prodotti della
gastronomia locale. Teatro della sagra sarà il salone parrocchiale
e l’area adiacente, dove saranno ospitate una mostra di auto
d’epoca, numerose bancarelle e stand della Pro loco. Nel pomeriggio
saranno effettuate delle escursioni a bordo del trenino ecologico.
(m.a.c.) - menu
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FORDONGIANUS
Il salto del nuovo assessore Marghittola scatena le ire di tutte
le forze politiche
Si scatena la bagarre sul nuovo ingresso nella giunta Demartis
DOMENICA 28 MARZO 2004
FORDONGIANUS. Dopo mesi di conflitti intestini, la crisi latente
della maggioranza ha assunto le dimensioni di una grave, evidente
spaccatura. A scombussolare ulteriormente i già precari equilibri
interni al gruppo di governo è stato l’ultimo rimpasto
in giunta, che ha decretato l’ingresso nell’esecutivo
di Rebecca Marghittola, a suo tempo eletta tra le file dell’opposizione.
Una scelta che alcuni consiglieri di maggioranza e la fazione di
minoranza ancora ieri hanno condannato senza appello, censurando
con toni particolarmente aspri la decisione come un «atto
politicamente scorretto».
La surroga dell’assessore ai Servizi sociali, formalizzata
dal sindaco Efisio Demartis in apertura dei lavori consiliari, ha
quindi scatenato veri e propri venti di guerra, tanto che la seduta
è stata sospesa per dieci minuti. «Questa maggioranza
non aveva più i numeri per governare e il sindaco si è
visto costretto a tentare il tutto per tutto, offrendo l’assessorato
alla Marghittola. Così facendo entrambi hanno ingannato i
propri elettori», ha dichiarato durante uno sferzante internento
il capogruppo di opposizione Cristina Cannas.
Altrettanto caustico Battista Ghisu, appoggiato dai consiglieri
Celestino Pala e Angelo Melis «Coloro che a suo tempo votarono
questa lista lo fecero perché questa coalizione governasse
per cinque anni, e non perché fossero esponenti della minoranza
a farlo. Se fino a oggi questa maggioranza ha retto - ha poi concluso
Ghisu - lo si deve al senso di responsabilità che finora
abbiamo dimostrato. Continueremo a stare in maggioranza dissentendo
però quando non riterremo certe scelte condivisibili».
Il clima si è poi surriscaldato quando sono stati tirati
in ballo accordi pre-elettorali (veri secondo il sindaco, inesistenti
secondo i “dissidenti”) che hanno determinato i precedenti
cambi di giunta. «Si voleva dare a tutti l’opportunità
di fare l’esperienza in giunta in modo democratico»
ha affermato il sindaco Demartis. Respinta la richiesta di Ghisu
di sospendere la seduta per poter discutere il bilancio in modo
da legittimarne l’approvazione anche da parte dei dissidenti
«esclusi dalle riunioni». Il documento è stato
approvato con sette voti favorevoli e cinque contrari. Accolta invece
l’istanza dei tre esponenti di maggioranza di sottoporre al
Consiglio la “questione terme”. Asl e società
di gestione non hanno ancora trovato un accordo, cosa su cui hanno
discusso giunta e dipendenti in una rionione.
Maria Antonietta Cossu -
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ALTO ORISTANESE
In vetrina i simboli dell’identità DOMENICA
28 MARZO 2004
Le iniziative a Bidonì, Nughedu e nelle frazioni di Zuri
e Domusnovas
BIDONÌ. Il loro biglietto da visita sono le viste mozzafiato
sui paesaggi agresti che li circondano, punteggiati da mirabili
testimonianze materiali delle civiltà che dall’epoca
nuragica si sono susseguite sul territorio e affrancati dalle contaminazioni
dei grandi agglomerati urbani e dei poli industriali. Un plusvalore
che si aggiunge alle particolari credenziali che solo le piccole
realtà rurali possono vantare, come la sopravvivenza di tradizioni
arcaiche, retaggi culturali che si riflettono nella perpetuazione
di usi e costumi altrimenti perduti per sempre.
E non solo. Anche di capacità legate all’arte del saper
fare, diversamente destinata a essere soppiantata in modo definitivo.
Ecco il biglietto di presentazione dei minuscoli centri abitati
da tempo alle prese con portentosi mulini a vento chiamati spopolamento,
disoccupazione, desertificazione economica e sociale, globalizzazione.
Sono gli epicentri dell’Italia autentica, dove si riconoscono
minuscole realtà costantemente in trincea nel tentativo di
sopravvivere, come accade per Bidonì, Nughedu Santa Vittoria,
Zuri, Domusnovas Canales.
Questi centri, al pari di Ghilarza, Norbello, Paulilatino, Ardauli,
Milis e Bosa (quantunque non corrano simili rischi) oggi rappresentano
una porzione di isola nell’ambito della manifestazione nazionale
organizzata da Enel e Legambiente con il preciso intento di promuovere
e salvaguardare l’importante risorsa che i borghi italiani
rappresentano per il resto del Paese.
Un’occasione, quella offerta dall’odierna ‘Festa
nazionale della piccola grande Italia’, per mostrare a chi
ancora non li conosce aspetti e peculiarità che connotano
questi territori ancora troppo in ombra rispetto a molte altre realtà.
Incastonati fra le colline del Barigadu e le distese dell’altopiano
del Guilcer, spiccano i quattro borghi meno popolati tra quelli
che nell’Alto Oristanese aderiscono all’iniziativa ‘Voler
bene all’Italia’, tesa a fare scoprire e valorizzare
le identità locali. Conoscere il vero volto di questi paesi
significherà visitare e scrutare i simboli della loro identità:
eccezionali emergenze archeologiche e storiche, tradizioni, artigianato,
economia rurale, siti naturalistici.
Itinerari che condurranno nei meandri di questi microcosmi. In quel
di Bidonì il percorso pensato per i visitatori si sgranerà
attraverso le campagne del monte Onnariu, dove si trova l’altare
di Giove, per fare poi tappa al novenario di Santa Maria di Ossolo,
al nuraghe Bentosu e alle domus de ianas di Campu Olia. Meta finale
sarà il centro sociale, dove è allestita un’esposizione
di prodotti agroalimentari e dove si terrà una conferenza
alla presenza del presidente regionale di Legambiente.
A Nughedu, oltre le escursioni nel bosco, sono previste visite al
museo avi-faunistico, alle chiese rurali, alla parrocchia, alle
necropoli nuragiche. Sull’altra sponda del lago si stende
ammaliante la vallata di Chenale, che culla la quieta Domusnovas
Canales con la suggestiva chiesa intitolata a San Giorgio.
Poco distante c’è Zuri, che aprirà le porte
della chiesa di San Pietro e del museo paleobotanico.
Maria Antonietta Cossu -
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