Bene benios! sos battoro moros
Oe este su 7 2 2012
sunti sas oras 2:29


Matzu 2004

NUGHEGU S.Vittoria - Errata corrige - Job Center Barigadu
CAGLIARI - La Giunta abolisca i ticket sui libri
BUSACHI -  Il Barigadu e la Marmilla ora scoprono di non essere poveri
FORDONGIANUS - La benefica acqua termale fa rinascere la pace tra i contendenti
TURISMO - Quattromila contatti alla ‘Bit’ di Milano
L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’- «Due poli con un’unica équipe»
BIDONI’ - Un’edizione in grande stile per la Sagra dell’agnello
NUORO - Lingua blu: la parola passa ai carabinieri
BUSACHI - Addio all’eterna incompiuta Il carcere ora diventa Casa protetta
FORDONGIANUS - Le terme palcoscenico d’arte e di costume
FORDONGIANUS - La chiesetta di San Lussorio vivrà una seconda giovinezza
ORISTANO - L’ecologia apre una nuova finestra su internet con il sito «Amico bosco»
UE - PIRATERIA Informatica
BUSACHI - Amministrazione a un bivio per assegnare i fondi della 37
BUSACHI - Conto alla rovescia per l’apertura della casa protetta comunale
FORDONGIANUS - Il sogno del turismo è una stagione lunga sette mesi
SORRADILE - Anziana derubata da falsi venditori di legna
FORDONGIANUS - Nuove strade per il turismo
BUSACHI - Se mille metri di asfalto in meno frenano lo sviluppo del territorio
FORDONGIANUS - In giunta una della minoranza Al sindaco accuse di tradimento
ULA TIRSO - Barigadu e Guilcer in rivolta: «Qui siamo la periferia della periferia»
ABBASANTA - I venti musei dell’artigianato possono dare una mano anche al turismo
FORDONGIANUS - Con 300 metri di viadotto l’Alto Oristanese diventa più vicino
SAMUGHEO - Un convegno - L’ecosistema boschivo e la risorsa sughero
BUSACHI - «Sindaco Calia, parli per lei»
BUSACHI - La Regione cambia idea e taglia parte dei finanziamenti Pit
NUGHEDU S.V. - Donna e storia, un dibattito
FORDONGIANUS - Esordio in aula per l’assessore
BORONEDDU - Il gran giorno degli asparagi
FORDONGIANUS - Il salto del nuovo assessore Marghittola scatena le ire
ALTO ORISTANESE - In vetrina i simboli dell’identità


 
 

NUGHEDU S.V. - Inserto Cerco lavoro di 'La Nuova - Nuova Sardegna' Martedì 02-03-2004 -

ERRATA CORRIGE - I prestiti d'onore per i disabili del Barigadu devono essere richiesti al Job Center Barigadu - Via P. Nenni, 09080 - Nughedu Santa Vittoria. Il Comune di Nughedu S.Vittoria risponde ai numeri 0783/69026 e 0783/69415 - menu


CAGLIARI - La Giunta abolisca i ticket sui libri - NS - 2 Marzo 2004

La richiesta di Murgia (An)
Cagliari - La Giunta regionale deve chiedere al Governo di intervenire perchè venga eliminata la direttiva europea che prevede il pagamento dei ticket sul prestito dei libri da parte delle biblioteche pubbliche. Lo chiede in una mozione il consigliere regionale di An Bruno Murgia.
Il provvedimento rappresenta - dice - una tassa per l'accesso alla cultura che penalizzerebbe in modo pesante i giovani e i meno abbienti. - menu

BUSACHI -   Il Barigadu e la Marmilla ora scoprono di non essere poveri
IL CASO Curiosa valutazione sulle aree interne - MERCOLEDÌ 3 MARZO 2004 - NS

 BUSACHI. Che fine hanno fatto le aree interne della Sardegna un tempo occupate dal Barigadu e dalla Marmilla? Secondo uno stravagante assioma postulato nel corso di un recente vertice tra i dirigenti dell’assessorato regionale al Turismo e una delegazione di rappresentanti istituzionali del territoio, questa sub-regione dell’Oristanese non è classificabile come zona dell’entroterra isolano e pertanto non può essere reputata un’area economicamente svantaggiata.
 A ridisegnare, o meglio, a rivoluzionare la cartina geografica del territorio sono stati i responsabili della misura 4.5 dei Pit 2001, ovvero la sezione riservata ai progetti sull’infrastrutturazione del settore turistico. La paradossale affermazione costituisce di fatto il sunto della spiegazione addotta dai funzionari per motivare il recente giudizio di non coerenza espresso sulla massima parte dei progetti rientranti nella misura 4.5.
 Piani d’intervento approvati la bellezza di tre anni fa circa, con tanto di certificazione di conformità dell’assessore alla Programmazione. Dunque l’interpretazione dei funzionari dell’assessorato al Turismo non poteva non lasciare di stucco la controparte (i presidenti della Comunità montana “Barigadu” e del consorzio turistico “Due Giare”, gli amministratori di Abbasanta, Fordongianus, Samugheo, Busachi, Neoneli e Senis) che ha replicato come la definizione di aree interne fosse specificata in modo chiaro nel complemento di programmazione.
 Le obiezioni mosse da Raffaele Melette, presidente dell’ente montano del Barigadu, che ha coordinato l’intera operazione, sono state accolte favorevolmente dal direttore del Centro regionale di Programmazione, l’autorità di gestione dei Por Sardegna: «Per l’individuazione delle aree interne i funzionari dell’assessorato sono ricorsi all’interpretazione della legge sui parchi che non ha nulla a che vedere con la tesi in argomento», ha spiegato Melette, «Quando invece è assodato che tutti i territori della provincia di Oristano rientrano nella classificazione di aree interne per via del reddito pro capite lordo inferiore a quello medio europeo, pari al 75%. Criterio che, come se non bastasse, è stato ribadito anche in sede di discussione dell’ultima Finanziaria regionale.».
 Intanto, dopo la posizione incoraggiante assunta dal Centro regionale di programmazione, che fa ben sperare per l’esito della querelle, l’assessorato al Turismo ha preso tempo per analizzare meglio il caso: «Noi attendiamo risposte», ha concluso Raffaele Melette, «E se questa dovesse rimanere l’unica motivazione possiamo legittimamente sperare in un risultato positivo. In caso contrario ricorreremo alle vie legali: i Comuni hanno speso centinaia di milioni per progettazioni autorizzate da un preciso accordo di programma che ora tutti sono tenuti a rispettare».- Maria Antonietta Cossu menu


FORDONGIANUS- Riprese le trattative ora lo stabilimento dovrebbe riaprire
  La benefica acqua termale fa rinascere la pace tra i contendenti - MERCOLEDÌ 3 MARZO 2004 - NS

 FORDONGIANUS. Il “caso terme” è arrivato ad una svolta. Quella decisiva. Infatti, sul fronte delle difficili trattative fra la Asl e la società “Terme Sardegna” si è aperto uno spiraglio concreto che, a distanza di oltre due mesi dalla sospensione dell’attività, fa presagire l’imminente riapertura dello stabilimento termale.
 Con queste ottimistiche premesse si è concluso ieri mattina l’incontro-confronto tra i dirigenti della Asl provinciale, una delegazione della società veneta che gestisce il Centro benessere e alcuni rappresentanti delle istituzioni.
 Il confronto, come caldeggiato dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Pasquale Onida, già nelle prossime ore (forse nel pomeriggio) si trasferirà al ristretto tavolo di concertazione dell’assessorato alla Sanità. Lì saranno approfonditi alcuni aspetti e definiti i termini del contratto annuale che Azienda sanitaria locale e “Terme Sardegna” sigleranno.
 A farsi garante di una soluzione il più possibile soddisfacente per entrambe le parti, è stato il capo di gabinetto dell’assessorato alla Sanità, Giampiero Carta. Il funzionario ha chiarito i due nodi fondamentali attorno cui si è sviluppata la querelle, valutando in maniera positiva la predisposizione da parte della Asl di un tetto di spesa duttile, cioè passibile di un aumento in rapporto all’eventuale incremento, certificato, delle prestazioni sanitarie effettuate al Centro termale.
 Alla Asl 5 non compete invece la risoluzione di situazioni pregresse, come la decisione di procedere al rimborso delle spese (68mila euro) che nel 2002 furono anticipate dalla società padovana. Nella seconda parte di quell’anno, infatti, la “Terme Sardegna” effettuò le cure termali senza l’accredito del Servizio sanitario, arrivato poi nel mese di agosto: «Sanare questa situazione sarebbe un atto illegittimo da parte della Asl», ha precisato Giampiero Carta, «In assessorato sarà però studiata e valutata l’effettiva possibilità di recuperare gli esborsi».
 L’esito dell’incontro di ieri autorizza quindi a sperare che all’orizzonte dello stabilimento termale si stia profilando la tanto attesa schiarita. Un pronostico sul quale a fare affidamento è un intero territorio. Maria Antonietta Cossu - menu


TURISMO Quattromila contatti alla ‘Bit’ di Milano
Moderatamente ottimista il commissario dell’Ept Pasquale Carboni - MERCOLEDÌ 3 MARZO 2004 - NS

 ORISTANO. La Borsa internazionale del turismo di Milano come grande appuntamento di immagine per tutti gli enti e operatori pubblici e privati, ma anche vetrina importante per fare conoscere e possibilmente cercare di vendere il “Prodotto Oristano” in tutto il mondo. È questo, in sintesi, il consuntivo emerso durante la conferenza stampa convocata nella sede dell’Ept. A fare gli onori di casa il commissario Pasquale Carboni, che ha tracciato un bilancio dai toni moderatamente soddisfacenti sulla partecipazione della nostra provincia alla fiera milanese. “Non potevamo ovviamente aspettarci grandi risultati immediati - ha detto - ma è stato comunque importante essere presenti e rappresentare al meglio l’Oristanese, nonostante gli spazi del padiglione dell’Esit a nostra disposizione fossero estremamente ridotti”.
 Quest’anno l’Ente, al pari degli altri tre Ept e delle otto aziende di soggiorno della Sardegna, ha potuto disporre di uno spazio limitato, perché minore, rispetto al 2003, è stato il ruolo per via della scelta di Provincia e Camera di commercio di non partecipare alla rassegna milanese. “Seppur in questo piccolo spazio - ha evidenziato Carboni -, e su loro richiesta, sono stati ospitati con proprio personale e a loro spese alcuni Enti pubblici come la Comunità montana del Montiferru, il Comune di Pau. La cooperativa “La memoria storica” è stata accolta in qualità di gestore di alcuni musei pubblici, tra i quali Oristano e Samugheo”. Il commissario ha poi messo in rilievo le modalità con le quali è stato distribuito il materiale di enti pubblici e operatori privati. “Non è stato possibile fare alcun invito, come era accaduto lo scorso anno - ha spiegato Carboni -. A quanti, però, hanno contattato l’Ept ritenendo che anche per questa edizione vi fosse uno spazio sufficiente, è stata data la disponibilità alla distribuzione del materiale recapitato all’Ente nei termini imposti dall’Esit o recapitato in Fiera”.
 Per quanto concerne i numeri della Bit 2004, il commissario dell’Ept ha detto che sono stati stimate in circa 4.000 le persone che hanno chiesto informazioni sulla provincia ed in particolare su ricettività, alberghi, campeggi, agriturismo, bed & breakfast. La maggior parte delle richieste sono arrivate dagli italiani, ma non sono neppure mancati gli stranieri. “È chiaro - ha aggiunto ancora Pasquale Carboni - che un ente pubblico deve svolgere il suo ruolo istituzionale di informazione e divulgazione, mentre sta ai soggetti privati avviare le trattative, come mi risulta abbiano fatto”. Soddisfati per la partecipazione alla Bit anche il presidente della Comunità montana del Montiferru, Serafino Madau, e il sindaco di Pau, Gianfranco Marras, intervenuti alla conferenza stampa. Realista soprattutto il presidente Madau. “Non ci aspettiamo risultati immediati, ma era necessaria la presenza”. E poi una precisazione. “Nessuno di noi amministratori è andato a Milano per fare passerella. Abbiamo inviato solo una esperta operatrice che potesse illustrare il materiale dell’Ente e degli operatori del territorio. Siamo orgogliosi - ha aggiunto Madau - di avere potuto presentare il catalogo Oristano e il Montiferru”. In chiusura, il commissario Carboni, ha auspicato che partendo dalla Bit, soggetti pubblici e privati uniscano le forze e lavorino insieme per creare un turismo con la T maiuscola. Anche per il Sistema turistico locale, il commissario dell’Ept si è detto convinto che bisogna non perdere più tempo in discussioni inutili e passare ai fatti.- menu


L’ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA’ «Due poli con un’unica équipe»
La ricetta di Capelli: Cagliari e Sassari collaboreranno
E sull’intervento all’ospedale Brotzu: «Quando si deve salvare una vita qualsiasi cosa è più che lecita» - GIOVEDÌ 4 MARZO 2004 - NS
 CAGLIARI. C’è la benevolenza della Regione sulla forzatura del trapianto di fegato fatto martedì al Brotzu, l’ospedale che mesi fa non aveva ricevuto l’autorizzazione del ministero. Così l’assessore alla sanità Roberto Capelli, quasi a intervento in corso: «Qualsiasi cosa porti a salvare una vita umana è più che motivata e lecita». L’assessore non è preoccupato che la Sardegna diventi una specie di Far West dei trapianti: «Il problema è prossimo alla soluzione».
 E spiega: «All’ordine del giorno della conferenza Stato-Regioni c’è proprio la devolution alle regioni in materia di trapianti. E questo risolverà il problema».
 - Allora direte sì dove il ministero della Sanità ha detto no?
 «Diremo quello che abbiamo detto proprio martedì durante l’incontro che ho avuto col direttore generale della Asl 1 di Sassari Scano e col direttore generale dell’azienda Brotzu Meloni. Nell’incontro convocato in precedenza e per discutere di altro, è stato naturale parlare dei trapianti e di quello che faremo: due poli di eccellenza per i trapianti, con un’unica équipe, in piena collaborazione. Sui dettagli, chiedete ai direttori generale che formuleranno la proposta assieme».
 - Il chirurgo «di fuori» poteva essere invitato anche prima. Non le pare infelice la scelta del momento?
 «Insisto nel sostenere che su determinati eventi c’è un’estenuante ricerca della polemica. Io credo che tutto quello che è burocrazia sarà messo a posto. C’è stata un’emergenza in un momento particolare, il sistema ha dato una risposta: e io ritengo sia stata quella che doveva dare».
 - Assessore, le polemiche sono scoppiate 24 ore dopo la tragedia dell’aereo dove sono morte sei persone, tre delle quali protagonisti di una lunga stagione di trapianti.
 «L’ho già detto: sarebbe d’obbligo un rispettoso silenzio, che non c’è stato. In certi casi entra in gioco la moralità e la coscienza dei singoli. Io non posso certo dare ordini affinché si faccia silenzio».
 - Non le pare che anche il clamore sul trapianto multiplo di martedì potesse essere rinviato?
 «Quando si è sotto l’occhio vigile della stampa non è facile tenere riservati certi eventi. Io spero che non ci siano state strumentalizzazioni. Ma credo anche che su certi argomenti ci vogliano l’educazione e la formazione per vedere i lati positivi e finirla con l’evidenziare sempre e solo il lato negativo».
 - E’ un suggerimento anche per lo scontro Meloni (manager) e Martelli (direttore del dipartimento Cuore) dove il primo ha sospeso il secondo per le dichiarazioni rese poche ore dopo la morte dei suoi colleghi-amici?
 «Non ho titolo per dare suggerimenti. Potrei solo cortesemente indicare quello che mi piacerebbe succedesse, ma nel più stretto riserbo».
 - Quindi non tenterà di capire come andrà a finire?  «Senta, ancora oggi mi ritrovo a sperare che tutta questa vicenda non sia mai iniziata». (a. s.) - menu

BIDONI’ - Un’edizione in grande stile per la Sagra dell’agnello VENERDÌ 5 MARZO 2004 - NS

 BIDONÌ. Alla grande adunata annuale manca più di un mese, ma la mobilitazione degli organizzatori è già in atto da giorni. D’altronde non si può che pianificare con largo anticipo una delle manifestazioni di maggior richiamo del territorio: la Sagra dell’agnello. L’evento, che il prossimo Lunedì di Pasqua taglierà il traguardo del primo lustro, richiama infatti centinaia di visitatori provenienti anche da località fuori provincia. La genuinità dei prodotti agroalimentari, l’incantevole paesaggio agreste che fa da sfondo alla sagra e il clima di grande convivialità sono aspetti che contribuiranno anche al successo della sesta edizione, in calendario il dodici aprile. Sarà la Pro loco (sin dalla prima ora impegnata nell’organizzazione e nella promozione dell’evento tenuto a battesimo nel 1999) a predisporre tutto a puntino per la riuscita della festa, per la quale è annunciata la partecipazione di 400-450 persone. Rimane sostanzialmente invariata la formula della sagra, di cui già la prossima settimana saranno perfezionati gli ultimi dettagli. Oltre alle portate del grande banchetto allestito nella pineta di Istei, quasi lambita dalle acque dell’Omodeo, sarà possibile degustare ogni tipo di prodotto della gastronomia locale in esposizione negli appositi padiglioni: amaretti, ciambelle, gueffos, pane con sapa, salumi e formaggi. Gli uomini della Pro loco arrostiranno circa un’ottantina di agnelli, mentre le donne prepareranno enormi quantitativi di formagelle da offrire al termine del pranzo. Il tutto accompagnato dal del buon vino rosso.
Maria Antonietta Cossu - menu


Lingua blu: la parola passa ai carabinieri
Troppe perdite, gli allevatori si rivolgono all’Arma per stabilire la verità negli ovili Amareggiati dalla situazione, delusi dai provvedimenti delle autorità, i pastori, riuniti a Nuoro, hanno inviato un duro documento di protesta a Sirchia e a Capelli

di Luciano Piras - VENERDÌ 5 MARZO 2004 - NS
 NUORO. Ora sono i carabinieri a prendere in mano la situazione. Nei giorni scorsi, infatti, sono partiti i primi controlli dei Nas negli ovili del Cagliaritano. Ma gli specialisti dell’Arma sono già pronti ad allargare i confini anche alle altre regioni dell’isola. Arrivano a sorpresa nelle campagne e provvedono, sotto gli occhi dei pastori, ai prelievi ematici a campione necessari per stabilire se il bestiame è stato o meno vaccinato. Questo il primo enigma da sciogliere. In secondo luogo, qualora i veterinari delle Asl abbiano veramente assolto agli obblighi di legge, tocca ai Nas stabilire se le pecore eventualmente “malate” sono colpite dalla Blue Tongue o dagli effetti collaterali dei vaccini inoculati.
 È questo il primo provvedimento seguito alla denuncia presentata dagli stessi allevatori. Sono loro ad aver sollecitato l’intervento dei carabinieri, chiamati in coro a stabilire la verità degli ovili. Scottati dalle perdite subite, amareggiati dal trattamento che hanno avuto, i pastori stavolta vogliono vederci chiaro. Ieri mattina a Nuoro, riuniti su iniziativa del Movimento sardo pro territorio e dei Comitati di base allevatori, hanno gridato allo scandalo mostrando a tutti liberatorie («spesso fasulle») che riversano sulle loro spalle ogni responsabilità dovuta agli effetti delle vaccinazioni. «Il signor Tal Dei Tali - si legge infatti in alcuni certificati intestati Asl - informato anche per iscritto sui rischi sanitari che gli animali corrono in seguito all’inoculazione del prodotto in relazione al loro stato fisiologico... ». Un modo come un altro, insomma, per scaricare la patata bollente sulla pelle di chi è l’ultimo a decidere: il povero pastore.
 È da tutte queste premesse che ieri è partito da Nuoro un documento di protesta all’indirizzo del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e dell’assessore regionale alla Sanità, Roberto Capelli. «La lingua blu è diventato un grande affare politico» ha detto Alessio Pasella, coordinatore del Movimento pro territorio. «La vaccinazione è priva di garanzie - ha incalzato - dunque è necessario sospenderla immediatamente». A Franco Pascalis, leader del Comitato spontaneo degli allevatori di Oristano e provincia, invece, il compito di portare all’attenzione del pubblico riunito nella sala convegni dell’Hotel Grillo le novità sui controlli negli ovili da parte dei carabinieri e le speranze legate alla mozione presentata al Senato.
 «Profondo dissenso e indignazione» sono le parole spedite a Sirchia e Capelli. I pastori sardi sottolineano poi di prendere «le distanze da tutti quei tentativi di sciacallaggio da diverso tempo in atto e dalle passerelle preelettorali di verdi, rossi, gialli e neri, viste intervenire ad inconsapevoli, esasperate e disorientate platee di allevatori». «La Sardegna - dice il documento - deve uscire al più presto dal tunnel della Teramo-dipendenza per quanto riguarda le analisi, gli studi e le decisioni sanitarie finali prese fino ad oggi dal Centro studi abruzzese». Tre le richieste a chiusura della missiva inviata a Roma e a Cagliari: «sospensione con urgenza delle vaccinazioni senza garanzie contro la Blue Tongue»; «sperimentazione con altri vaccini di nuova generazione e definizione delle responsabilità in caso di danni»; «interventi massicci da parte dello Stato e della Comunità europea». - menu - NS


BUSACHI - Addio all’eterna incompiuta Il carcere ora diventa Casa protetta - Si concretizza il progetto della Asl che ha bandito la gara per i lavori

BUSACHI. Si è chiuso un capitolo ultradecennale della storia del paese, che ieri ha voltato definitivamente pagina sulla questione del carcere (mai entrato in funzione), esemplificazione materiale della sin troppo diffusa tendenza allo sperpero del denaro pubblico. L’istituto penitenziario ultimato all’inizio degli anni Novanta sarà infatti trasformato in “Casa protetta” gestita dall’Asl 5 di Oristano. I tanto attesi, chiamiamoli pure così, crismi dell’ufficialità del progetto, caldeggiato da più di due anni, sono contenuti nel bando di gara per l’affidamento dell’esecuzione dell’opera, bandita appunto dall’Azienda sanitaria locale, in pubblicazione da ieri.
Dopo una lunga attesa comincia dunque a maturare e prendere gradualmente corpo l’intesa che nel lontano novembre del 2001 portò amministrazione comunale e Asl 5 a sottoscrivere una convenzione che impegnava l’azienda sanitaria ad avviare l’intervento entro tre anni da quella data.
Pena la rescissione dell’accordo.
Ma i patti - cosa non molto frequente, invero - sono stati pienamente rispettati. La volontà comune di impedire che andasse definitivamente in rovina una struttura all’epoca costata oltre cinque miliardi di lire e già interessata da un inarrestabile processo di decadimento, ha determinato il positivo risvolto del caso”carcere”, altrimenti destinato a trasformarsi nell’ennesimo monumento all’inutilità.
I primi a crederci, diverso tempo fa, furono gli amministratori locali, fautori di una proposta finalizzata alla riconversione ad altro uso della struttura, affinché sforzi finanziari sostenuti dallo Stato, nonché l’ingombrante presenza dell’edificio, potessero servire davvero a qualcosa.
L’istituzione della “Casa protetta”, che la Asl realizzerà mediante la ristrutturazione del “corpo A” dell’ormaio ex carcere, è il degno risultato di una mobilitazione che si è rivelata proficua non solo per Busachi, ma per un territorio intero.
Una volta operativa la struttura, nell’edificazione della quale la Asl investirà circa 630mila euro, sarà garantito un servizio che nel Barigadu è totalmente assente: l’assistenza sanitaria di pazienti con problemi psichiatrici. Oltre il fondamentale ruolo sociale del Centro specializzato, che ospiterà 25 persone affette da disturbi di natura mentale, la sua presenza potrebbe costituire un traino importante per le attività indotte: «La Casa protetta avrà un duplice merito», interviene il sindaco Salvatore Crobu, «Anzitutto costituirà un importante punto di riferimento per l’assistenza sanitaria degli utenti della zona. E, cosa non di poco conto, dovrebbe comportare anche dei riflessi positivi per il settore terziario del paese». Maria Antonietta Cossu - menu - NS


FORDONGIANUS - Le terme palcoscenico d’arte e di costume - Un fitto programma d’iniziative mirate al richiamo turistico

FORDONGIANUS. La battaglia per avviare l’inversione di marcia di un movimento turistico in netta espansione solo durante il canonico periodo estivo, è cominciata. A gettare il guanto di sfida in un campo altamente competitivo è la cooperativa “Forum Traiani”, che punta al prolungamento della stagione turistica facendo leva sulla valorizzazione dei beni culturali di questo antico baluardo dell’impero romano, diversificando peraltro la tipologia dell’offerta.
Negli ultimi mesi l’impresa collettiva cui è affidata la gestione del sito termale di epoca romanica e la Casa Aragonese, ha infatti lavorato alla programmazione di un ciclo di iniziative e manifestazioni tese a promuovere le risorse culturali del territorio.
Agli eventi proposti dalla “Forum Traiani” saranno annesse le iniziative del Comune, così da creare un itinerario continuo. S’intitola “Fordongianus-eventi culturali, d’arte e di costume” l’iniziativa promossa dalla cooperativa e che vedrà sgranarsi da marzo a ottobre una lunga serie di interessanti manifestazioni, frutto della ricercata integrazione tra novità e conferme, innovazione e tradizione.
Il primo appuntamento è per sabato al 20 marzo nella Casa Aragonese con l’inaugurazione di un’esposizione di abiti da sposa realizzati da un noto atelier. Dal 3 aprile al 2 maggio sarà allestita una mostra sui migliori trattati scientifici del giornalista Domenico Ruiu. Sempre a maggio saranno di scena nell’antica residenza spagnola i burattini di Antonio Marchi, che porterà in scena anche uno spettacolo. Le moto d’epoca saranno il piatto forte a giugno nell’ambito di una mostra dedicata alla gloriosa Guzzi. Poi una mostra sulle chiese romanico-pisane e la riproposizione dell’esposizione sull’artigianato artistico, che interagirà con l’annuale Simposio internazionale sulla trachite curato dal Comune, che promuoverà anche la pubblicazione del libro sul poeta Giovannino Fadda. A ottobre appuntamento con “Sa festa”, dedicata al pane. Insomma, la sfida è lanciata. (m.a.c.)- menu - NS


FORDONGIANUS - La chiesetta di San Lussorio vivrà una seconda giovinezza

FORDONGIANUS. Nel novero degli edifici di culto compresi nell’interessante itinerario storico-artistico che ricalca il circuito delle antiche sedi vescovili, rientra anche la chiesa di San Lussorio, mirabile esempio materiale di sovrapposizioni di dominazioni diverse. L’accordo sancito fra Regione e Conferenza episcopale sarda si è tradotto per Fordongianus, già sede naturale di un immenso patrimonio storico-archeologico, nell’inserimento di questo pregevole edificio religioso nel piano di valorizzazione denominato “Cattedrali di Sardegna”. Anche qui si è quindi conclusa l’attesa per lo stanziamento dei contributi, che per il poderoso restauro della chiesa campestre datata al XII secolo, è stato stimato in 774mila euro. Con le risorse di competenza dell’assessorato regionale ai Beni culturali saranno ristrutturate la parte interna ed esterna della struttura. All’ottimizzazione o realizzazione del sistema delle vie d’accesso all’edificio e alla zona circostante, saranno invece destinati i fondi erogati dall’assessorato al Turismo.
A prescindere dalla stima dei tempi di realizzazione, il piano di recupero e rivalutazione che potrà finalmente essere tradotto nei fatti, servirà non solo a ridare sfarzo alla chiesa millenaria, ma a inserire l’edificio in una già ricca offerta culturale e turistica. E San Lussorio sarà certo uno dei fiori all’occhiello di questo circuito: ricostruita dai monaci Benedettini intorno all’anno 1100 in seguito al crollo di una struttura preesistente, ancora oggi conserva testimonianze che denotano almeno quattro fasi di ricostruzione sulle rovine di un antico tempio paleocristiano. La testimonianza più remota conservata al suo interno è infatti la cripta romana risalente al periodo compreso tra il I e IV secolo dopo cristo. L’ipogeo è probabilmente il sepolcro di San Lussorio, martirizzato a Fordongianus nel ’300. (m.a.c.)- menu - NS


L’ecologia apre una nuova finestra su internet con il sito «Amico bosco»
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi anche in città - VENERDÌ 12 MARZO 2004

ORISTANO. Un sito internet per valorizzare e tutelare la foresta e promuovere una serie di interessanti itinerari turistici. L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi in città ed è nata grazie alla collaborazione tra l’associazione regionale “Amici del bosco” (fondata proprio a Oristano) e la federazione provinciale della Coldiretti. «Nel sito www.amicidelbosco.it si potranno attingere informazioni sui maggiori siti ambientali della Sardegna, le cosiddette isole verdi, conoscere in tempo reale gli appuntamenti di manifestazioni e convegni sulla silvicoltura e servizi ai boschi, apprendere anche conoscenze sulla attività divulgativa e sulla salvaguardia del bosco», ha spiegato il presidente dell’associazione Franco Cocco.
Alla presentazione del sito hanno presenziato il direttore della Coldiretti Roberto Scano e l’assessore provinciale all’Agricoltura Franco Cuccu: «Oltre a fornire informazioni sull’associazione “Amici del bosco”, si punta soprattutto a promuovere insieme alla nostra associazione degli Agriturismo una serie di sentieri guidati che possano favorire il turismo montano e conoscere meglio le grandi potenzialità che la foresta sarda può offrire anche ai turisti», ha detto Roberto Scano, Un progetto in linea con le prerogative della Coldiretti che punta a far conoscere i prodotti genuini della nostra terra. Un ritorno al passato e alle tradizioni più tipiche della nostra terra. E’ anche per questo che stiamo attivando un canale informativo diretto con tutti i Comuni della provincia, per promuovere i cibi liberi dagli ogm».
L’assessore Franco Cuccu si è detto entusiasta dell’iniziativa che è indirizzata oltre alla conoscenza dei luoghi alla salvaguardia del patrimonio boschivo isolano. L’associazione “Amici della Terra” si prefigge scopi che vanno dall’attività divulgativa sulle tematiche delle foreste, alla salvaguardia dei boschi, ad esercitare e promuovere iniziative nell’interesse nell’interessedegli associati, ma anche a collaborare con le autorità, enti ed associazioni per la risoluzione dei problemi attinenti al bosco e alla tutela paesaggistica. (e.s.)- menu - NS


PIRATERIA
Il parlamento europeo ha adottato la proposta di direttiva per il rispetto dei diritti della proprietà intellettuale e industriale.
Sarà perseguito chi commetterà infrazioni "per ottenere un vantaggio economico e commerciale diretto o indiretto".
Non perseguibili, quindi, gli utenti che commettano violazioni dei diritti di proprietà intellettuale in buona fede, come chi scarica files musicali da Internet a fini esclusivamente personali.- menu - Nea Polis (RAI)
Neapolis - RAI


BUSACHI - Amministrazione a un bivio per assegnare i fondi della 37 DOMENICA 14 MARZO 2004

BUSACHI. Chissà se il bando di selezione per l’accesso ai finanziamenti destinati all’imprenditoria locale, affissi all’Albo pretorio del municipio fino al 5 aprile, sarà l’ultimo previsto dalla legge regionale “37”.
Le ultime disposizioni della giunta guidata da Italo Masala in merito al “Piano straordinario per il lavoro” hanno modificato la destinazione dei contributi, ora spendibili solo nella realizzazione di opere pubbliche.
E mentre le autonomie locali restano in attesa di conoscere gli sviluppi futuri, viene portato avanti l’iter relativo alle precedenti annualità della “37” ancora non assegnate.
Al Comune rimangono ancora da espletare le formalità legate alla finale attribuzione dei fondi dell’annualità 2002, finanziata con 245mila euro. L’intero ammontare dei fondi sarà destinato agli “aiuti de minimis”.
E nonostante il consiglio comunale avesse già designato le risorse erogate con l’annualità 2003, questa rimarrà bloccata sino a quando non saranno chiari i termini della Finanziaria.
Queste le opzioni: se i contributi saranno destinati ai soli interventi pubblici, i 245mila euro del 2003 saranno spesi per costruire un Centro polivalente. Altrimenti, priorità agli “aiuti de minimis”, e solo in assenza di richieste, i soldi saranno dirottati nella costruzione della struttura. (m.a.c.) - menu - NS

BUSACHI - Conto alla rovescia per l’apertura della casa protetta comunale SABATO 13 MARZO 2004

BUSACHI. La prima prova d’esame è finalmente alle porte. Superate le ispezioni del caso, non resterà che attendere il nullaosta della Regione per decretare finalmente idonea al funzionamento la Casa protetta del Comune, che è cosa diversa da quella che la Asl attiverà nell’ex carcere.
Infatti al massimo entro la prossima settimana la giunta presenterà alla Asl 5 la richiesta del parere formale sulla conformità della struttura alle nuove norme sanitarie. Le stesse che avevano imposto nuovi e poderosi interventi all’innterno dell’edificio, completato nei primi anni ’90 e dopo qualche tempo già fuori legge secondo gli standard comunitari. La messa a norma degli impianti, oltre all’esecuzione dei lavori di risanamento richiesti dalle persistenti infiltrazioni di umidità, hanno fatto slittare di anni i tempi di apertura. L’ultimo intervento di ristrutturazione fa però di questa lunga attesa un ricordo, che si spera di cancellare definitivamente con l’apertura di una struttura multifunzionale: Casa protetta e centro diurno per anziani.
Nella residenza di “Campu Maiore” potranno quindi alloggiare in pianta stabile 26 pazienti non autosufficienti, cui sarà garantita tutta l’assistenza necessaria.
Un piano dello stabile sarà invece adibito a Centro di ritrovo per gli anziani. (m.a.c.) - menu - NS


FORDONGIANUS - Il sogno del turismo è una stagione lunga sette mesi DOMENICA 21 MARZO 2004
Una serie di iniziative della “Forum Traiani” per provare a catturare l’interesse dei visitatori lontano dall’estate

FORDONGIANUS. Un’avventura lunga sette mesi. È quella che, a partire da oggi, intraprenderanno sette donne e due uomini che hanno scommesso sul turismo alternativo, investendo energie fisiche e mentali in dosi massicce, oltre che significative risorse economiche. L’obiettivo è assai semplice da individuare: fare di Fordongianus un importante scalo turistico delle zone interne, in grado di attrarre un flusso di visitatori sempre più intenso e costante nel tempo. Non mere velleità da tradurre in pratica confidando solo nella sorte, bensì intendimenti seri supportati da iniziative concrete.
Idee che trovano ricco humus nell’intraprendenza e nello spirito d’iniziativa dei soci riuniti sotto il tetto della cooperativa Forum Traiani, decisa a giocare la carta dell’offerta multipla per accattivare i gusti di visitatori appartenenti alle tipologie più disparate. Un’offerta che vada oltre la fruizione dei beni culturali con l’integrazione di eventi complementari.
Nel giorno del debutto ufficiale della stagione turistica, che sarà inaugurata tra le mura della Casa Aragonese con l’originale mostra degli abiti da sposa, gli organizzatori parlano dell’articolata serie di manifestazioni che intercaleranno la canonica attività incentrata sulle visite guidate attraverso il patrimonio monumentale e architettonico.
Un percorso, quello ribattezzato “Fordongianus: eventi culturali, d’arte e di costume” lastricato di aspettative. «Attraverso una programmazione eterogenea puntiamo ad incrementare il numero dei visitatori - spiega Pina Vacca, presidente della cooperativa, nata appena tre anni fa -. Le scelte si adeguano infatti alla necessità di diversificare i contenuti di eventi e mostre. Le iniziative sono calibrate, inserite in determinati periodi a seconda dell’identikit del visitatore».
Il calendario degli eventi segue il trend della domanda: gli appuntamenti previsti in primavera, quando il paese è meta soprattutto delle scolaresche, sono stati pensati per catturare il gradimento dei giovanissimi. Ai palati più esigenti si rivolge invece la programmazione di settembre e ottobre. «Il picco dei visitatori si registra tuttavia durante i mesi di luglio e agosto - prosegue la presidente -, pertanto in questa stagione abbiamo previsto, oltre alle varie mostre e alla vetrina sull’artigianato, una serie di intrattenimenti serali e visite guidate in notturna nell’area delle antiche terme romane e della Casa aragonese».
È un’impronta dinamica quella che la Forum Traiani dà alla propria attività nel tentativo di far attecchire il turismo extra balneare attribuendo plusvalore alle già ricchissime emergenze archeologiche, storiche e artistiche (terme romane, Casa aragonese, chiesa di San Lussorio e ottocenteschi Bagnetti termali, per citarne alcuni). «Se colpiremo nel segno - conclude Pina Vacca - diverrà un’iniziativa ciclica».- Maria Antonietta Cossu - menu - NS


SORRADILE - Anziana derubata da falsi venditori di legna SABATO 20 MARZO 2004

SORRADILE. C’è forse la stessa banda dietro l’ennesima truffa che è costata i risparmi ad una anziana pensionata. Due individui si sono spacciati per venditori di legna ed hanno trafugato alla vittima oltre 2.600 euro. Il nuovo episodio è accaduto ieri mattina in pieno centro. La derubata è Costantina V., 75 anni. Secondo quanto è stato accertato dai carabinieri della stazione la donna ha ricevuto la visita di due persone che le hanno proposto l’acquisto di una partita di legna. Una banale scusa per truffare la pensionata che non ha avuto alcun sospetto: le ha fatte così accomodare in casa per trattare la vendita della legna. L’affare non è andato a buon fine e così i due fasulli venditori sono andati dopo aver salutato cordialmente la donna. Quei pochi minuti sono stati sufficienti, ad uno dei due, per mettere a segno il colpo. Si è introdotto nella camera da letto della pensionata e da un comò è riuscito a trafugare i risparmi.
Il furto è stato scoperto poco dopo e la derubata ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Il colpo è analogo a quello messo a segno il 17 marzo a Bonarcado, quando due tizi fingendo d’essere dipendenti della ditta Marco Moto di Oristano, sono riusciti a portare via 2.000 euro ad un altro pensionato. Ad Ardauli, invece è stata svaligiata una abitazione. Il bottino è stato un libretto postale.
Da Ghilarza il comandante della Compagnia dei carabinieri, tenente Rosario De Martino, invita la popolazione, gli anziani in particolare, ad essere più prudenti: «Non fate entrare in casa nessuno, soprattutto gli sconosciuti». (e.s.) - menu - NS


FORDONGIANUS - Nuove strade per il turismo SABATO 20 MARZO 2004

FORDONGIANUS. Prende il via oggi un lungo percorso basato sulla valorizzazione di arte, cultura, tradizioni e ambiente, appetibili attrattive del calendario di eventi messo a punto dalla cooperativa “Forum Traiani” per allungare la stagione turistica. La collezione di abiti da sposa di un affermato atelier di Ghilarza, in mostra fino al 28 marzo nella Casa Aragonese, inaugurerà la manifestazione “Fordongianus: eventi culturali, d’arte e costume”. (m.a.c.) - menu - NS


BUSACHI - Se mille metri di asfalto in meno frenano lo sviluppo del territorio
IL CASO - 388 e provinciale non sono collegate VENERDÌ 19 MARZO 2004

BUSACHI. Un solo chilometro di asfalto in più avrebbe fatto la differenza. E invece quei mille metri di strada fantasma rappresentano un impedimento all’accelerazione dello sviluppo socio-economico di due realtà sin troppo penalizzate dalla condizione d’isolamento come quella subita dal Marmilla e Barigadu.
Dopo quattro anni di attesa la bretella di collegamento fra la strada statale 388 (all’altezza della nuova diga) e la provinciale Abbasanta-Fordongianus resta ancora un sogno nel cassetto delle amministrazioni di questi territori che invocando la provincializzazione della bretella puntavano ad accorciare le distanze con la 131 direzione Sassari e la 131bis Nuoro-Olbia. Un tratto viario di «indubbia utilità sociale ed economica» era stato detto all’epoca del sopralluogo effettuato nell’ormai lontano ottobre 2000 dalla seconda Commissione consiliare Lavori pubblici Viabilità e trasporti.
E proprio in seguito a quelle verifiche, la delegazione di politici e tecnici espresse parere favorevole unanime alla provincializzazione della strada e quindi alla realizzazione dello svincolo con la statale 388. Ma alle dichiarazioni di intenti non sono seguiti gli atti concreti che tutti si attendevano. E oggi qualcuno pretende dei chiarimenti sulla mancata attuazione dell’intervento. A sollevare il problema sono i consiglieri diessini Giuseppe Deias e Antonio Melis, i quali, nell’interpellanza sottoposta recentemente ai presidenti della Giunta e del Consiglio provinciali e all’assessore ai Lavori pubblici, chiedono chiarimenti sulle «motiva-zioni che sinora hanno impedito l’attivazione delle procedure sottese alla provincializzazione della strada di collegamento tra la ss 388 e la provinciale 23». Una proposta che la Commissione consiliare rinnovò ancora due anni fa sollecitando la realizzazione dello svincolo, e che invece a tutt’oggi, come rimarcano Deias e Melis, non ha prodotto alcun atto concreto da parte della giunta provinciale. (m.a.c.) - menu - NS


FORDONGIANUS - In giunta una della minoranza Al sindaco accuse di tradimento - VENERDÌ 19 MARZO 2004

FORDONGIANUS. L’ultima staffetta all’interno della giunta ha provocato l’allargamento del fossato che già da tempo divideva la maggioranza. Pietra dello scandalo politico è l’ingresso nell’esecutivo di Rebecca Marghittola, consigliere di minoranza (come tale è componente di varie Commissioni comunali), dissociata dal suo gruppo.
Il recente passaggio di consegne tra la dimissionaria Mariuccia Pischedda, assessore ai Servizi sociali, e laMarghittola, ha provocato la dura reazione di una parte della maggioranza e dell’opposizione guidata da Cristina Cannas (foto a destra).
Durissime le parole del consigliere Gian Battista Ghisu (a sinistra), che insieme ai colleghi Angelo Melis e Celestino Pala prende le distanze dalle scelte del sindaco Efisio Demartis: «È un tradimento dell’elettorato che a suo tempo votò questo schieramento. E da parte di chi ha invece accettato l’incarico è una grave mancanza di rispetto nei confronti dei suoi elettori. Non si può risolvere una crisi interna imbarcando assessori dalla minoranza: politicamente è un atto da condannare».
Il cambio in giunta operato da Demartis non ha sorpreso invece la capogruppo dell’opposizione: «È l’ultima mossa che gli restava per tenere in piedi una maggioranza votata al fallimento», dice Cristina Cannas.
Ma per Efisio Demartis la questione va affrontata in aula: «Presto convocherò il Consiglio. Allora risponderò alle eventuali osservazioni che mi verranno mosse». (m.a.c.) - menu - NS

ULA TIRSO - Barigadu e Guilcer in rivolta: «Qui siamo la periferia della periferia»
I sindaci si lamentano per non essere stati invitati oggi a Macomer GIOVEDÌ 18 MARZO 2004

ULA TIRSO. Dai margini della periferia della Sardegna centrale si leva un grido di allarme e di ribellione. Nel giorno della grande mobilitazione in programma stamane a Macomer (con lo sciopero generale territoriale per invocare un freno al declino dell’intero sistema produttivo) gli amministratori del Barigadu e del Guilcer denunciano il forte stato di abbandono in cui versa questa zona dell’isola.
Un disinteressamento colpevole perpetrato dalla classe politica, che preclude alle aree dell’Alto Oristanese la via dello sviluppo economico, negando l’inserimento in un quadro di azioni incisive.
E più passa il tempo più monta la rabbia e lo sdegno degli amministratori, che accusano istituzioni politiche provinciali e regionali di relegare queste zone a una condizione di subalternità rispetto ad altre zone cosiddette “deboli”. Una contestazione che investe anche l’operato dei sindacati provinciali: «Il nostro territorio rientra a pieno titolo in quelli ricompresi nella Sardegna Centrale», puntualizza Mario Pinna, sindaco di Ula Tirso, che tuttavia, al pari dei suoi colleghi dell’Oristanese, sfilerà nelle avanguardie del corteo, «Dunque non si capisce il perché della sua sistematica estromissione dalla ripartizione delle risorse economiche e dagli accordi di programma rivolti a queste zone. Esiste un concorso di colpa da parte di noi amministratori, che accettiamo supinamente questa situazione. Ma soprattutto da parte della classe dirigente regionale e provinciale e dalle rappresentanze sindacali dell’Oristanese, che dovrebbero invece intervenire delle trattative per la programmazione dello sviluppo nel Centro Sardegna. E il dirottamento nel Nuorese di quei fondi della Sardegna centrale già destinati a Ula Tirso e Ghilarza è l’ennesimo scippo».
«Stiamo facendo pressione sulla Regione per difendere un diritto già acquisito», spiega Tomaso Sanna, sindaco di Ghilarza, «La lotta continua per lo sfruttamento dell’acqua dell’invaso, per noi ancora inaccessibile, purtroppo dimostra che il territorio è trascurato».
Ancora più diretto il sindaco di Neoneli, Alfredo Stara: «Si fa un gran parlare di strategie per frenare lo spopolamento, garantire la prestazione dei servizi e stimolare l’occupazione. E poi ci sbattono le porte in faccia. Vogliamo una maggiore attenzione dai politici e dai sindacati: non basta scendere in piazza per evitare la chiusura delle fabbriche. Le battaglie si devono fare anche per creare. E i nostri operatori economici ne hanno bisogno».
Dello stesso avviso il sindaco di Busachi, Salvatore Crobu: «Facciamo parte della Sardegna centrale solo geograficamente. E il fatto che le sigle sindacali non ci abbiano coinvolti ne è la riprova».
La perplessità dei sindaci snobbati è quindi evidente: «Siamo completamente emarginati», dice Claudio Zago, di Ardauli, «Alcuni ardaulesi lavorano alla Legler, un ulteriore motivo per rammaricarsi di questa esclusione».
Per il sindaco di Nughedu Franca Onida, che non entra nel merito della questione, partecipare alla manifestazione «È un dovere istituzionale verso la comunità e il territorio».
Maria Antonietta Cossu - menu - NS


ABBASANTA - I venti musei dell’artigianato possono dare una mano anche al turismo MERCOLEDÌ 17 MARZO 2004

ABBASANTA. L’integrazione e il potenziamento dei settori artigianale, turistico e culturale costituiscono i punti cardine del progetto a respiro regionale mirato a trasformare i venti Musei dell’artigianato sardo in veri e propri volani di sviluppo economico. Le linee guida del piano di intervento sono state illustrate ieri mattina nel “Centro Servizi Losa” di Abbasanta durante un mini-vertice tra la Confartigianato turismo Sardegna e gli amministratori dei venti comuni che ospitano i centri museali più rinomati dell’isola.
L’incontro ha sancito l’intesa che entro la prima metà di aprile dovrà portare a stilare un accordo di programma fra la parti (alle quali si potrebbero unire le Camere di commercio) impegnate nella formulazione di una incisiva proposta di integrazione al Por Sardegna 2000-2006.
Le azioni strategiche delineate nel progetto di massima esposto ieri da Filippo Spanu, segretario regionale della Confartigianato e Federico Marini, responsabile dei settori Imprese e Turismo, rientrano nella logica della valorizzazione basata su un’attività promozionale a tutto campo e su investimenti finanziari solidi e mirati. Investimenti che saranno dirottati nella formazione di qualificate figure professionali deputate anche alla gestione del marketing museale; nella realizzazione di un marchio per la rete museale e delle carte integrate per usufruire di ingressi grautuiti ai musei e ai siti gemellati, nonché l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico.
Una serie di interventi riguarderà l’ottimizzazione delle infrastrutture e dei servizi di supporto, l’utilizzo di tutti i canali pubblicitari e informativi, compreso quello multimediale, e la capillarizzazione o il rafforzamento della rete ricettiva. Questo il percorso da intraprendere per avviare unp rocesso di crescita del territorio facendo leva sulla valenza culturale, turistica etno-antropologica dei Musei dell’artigianato.
Nel corso del dibattito non sono stati però trascurate le problematiche legate alla sopravvivenza di queste strutture. Sui piatti della bilancia sono finiti problemi e proposte: «La gestione del museo del tessuto di Samugheo, che nell’ultimo anno ha registrato una flessione del numero di visitatori, comporta una spesa di 50mila euro annui», ha detto il vicesindaco Angelino Deidda, «È necessario fare pressione con le autorità politiche regionali avvalendoci proprio della nostra unità».
Antonio Carta, sindaco di Tadasuni, che ospita il museo degli strumenti popolari, ha caldeggiato il coinvolgimento dei soggetti privati. Un’altra proposta è venuta dal sindaco di Orroli che ha avanzato l’idea di inserire nel supplemento la creazione di laboratori artigiani, in modo da farne musei “vivi”. Un progetto che per il museo dell’ossidiana di Pau è già operativo, come ha specificato il sindaco Gianfranco Marras: «Ma occorre realizzare un pacchetto unico di offerte, integrando le risorse ambientali, culturali e archeologiche con la disponibilità effettiva delle strutture ricettive».
Insomma, le idee non mancano, basta solo applicarle. - Maria Antonietta Cossu - menu - NS


FORDONGIANUS
Con 300 metri di viadotto l’Alto Oristanese diventa più vicino MERCOLEDÌ 24 MARZO 2004
Sarà pronta nella primavera del 2006 la nuova provinciale Allai-Siamanna

FORDONGIANUS. Una trave continua di cemento armato lunga 286 metri e larga più di sette su cinque campate di 44 metri e due di 33 con un altezza massima dei piloni di 39 metri. Sono i numeri più significativi del viadotto che con la galleria di “Accu is Crebus” (575 metri di lunghezza) caratterizzerà la strada provinciale Allai-Siamanna, dove i lavori dell’ormai completata galleria furono presentati quattro anni fa dall’allora giunta di centrosinistra, presidente Gianvalerio Sanna, assessore ai Lavori pubblici Alberto Sanna.
A presentare invece i lavori del viadotto, ormai in fase avanzata, ci hanno pensato ieri per l’amministrazione di centrodestra in carica l’attuale presidente della Provincia Mario Diana e l’attuale assessore ai Lavori pubblici Pierfrancesco Garau.
Per la realizzazione del viadotto (nella foto) l’impresa Cancellu di Nuoro sta usando una tecnica innovativa per la Sardegna, che prevede appunto la realizzazione di una trave continua con conci precompressi realizzati sul posto e saldati l’un l’altro, che poi vengono sospinti sui piloni.
Una volta completata, la nuova arteria consentirà di ridurre significativamente i tempi di percorrenza del tratto Allai Oristano. A titolo esemplificativo, hanno spiegato i tecnici, la muova percorrrenza Allai Oristano, attualmente di 39 chilometri e mezzo, risulterà di 28 chilometri e 700 metri circa.
E se per il percorso attuale, molto tortuoso, sono necessari 47 minuti a 50 chilometri orari, con il nuovo tracciato, che consentirà una velocità media di 55 chilometri all’ora, basteranno 31 minuti.
Ad avvicinarsi ad Oristano, naturalmente non sarà solo Allai, ma tutti i paesi che si raggiungono passando da Allai. Per il completamento dell’opera bisognerà attendere la primavera del 2006. Il primo lotto, quello che comprende il viadotto e la galleria, sarà pronto invece fra un paio di mesi, hanno assicurato il presidente Diana e l’assessore Garau.
Si tratta di tre chilometri e 815 metri che complessivamente costeranno poco più di otto milioni e mezzo di euro.
Parte in territorio di Fordongianus dalla vecchia provinciale epr Allai e termina in territorio di Siapiccia. Il secondo lotto è più lungo, cinque chilometri e 315 metri, ma costa di meno (cinque milioni e mezzo di euro). Parte dall’incrocio per Tiria della provinciale Simaxis Siamanna e si collega col primo lotto a “Accu Is Crebus”.
I lavori sono cominciati nei primi mesi del ’93 e la conclusione è prevista per la primavera del 2006.
I lavori, secondo l’assessore Garau, stanno procedendo molto velocemente e non è da escludere che la consegna della strada possa avvenire in anticipo rispetto ai tempi previsti. (f.g.p.) - menu - NS

Samugheo. Un convegno sulla salvaguardia
L’ecosistema boschivo e la risorsa sughero MERCOLEDÌ 24 MARZO 2004

SAMUGHEO. I boschi dell’Oristanese rappresentano il naturale bacino produttivo di una materia prima importante per una parte dell’economia isolana: il sughero. La risorsa non è però di quelle inesauribili, e va, prima ancora che messa a profitto attraverso unosfruttamento razionale, tutelata e salvaguardata.
In questa direzione vanno anche le politiche ambientali degli ultimi anni, che mirano a trovare il giusto equilibrio attraverso modalità di sviluppo eco-compatibile. Proprio questo connubio sarà tema di dibattito nell’ambito della giornata di studio promossa dalla Provincia (in collaborazione con il Comune e l’Università di Sassari) e inserita in calendario sabato alle 10. “L’ecosistema bosco”, questo il titolo dato al convegno, sarà scandagliato in profondità, ponendo l’accento sulle problematiche connesse al settore sughericolo e alla difesa e valorizzazione di questo patrimonio ambientale. Il dibattito verterà quindi sull’utilità delle misure di lotta preventiva contro l’azione letale dei parassiti, che oltre a decimare il prodotto sughericolo ne compromette la qualità; sulla gestione delle aree utilizzate e della pianificazione degli interventi nella conduzione economico-aziendale del comparto.
I lavori si apriranno nella sala convegni del museo unico dell’arte tessile con i discorsi introduttivi del sindaco Graziano Sulis e del presidente della Provincia Mario Diana. Il testimone passerà poi al consigliere provinciale Flavio Demontis per discutere di “Un’azione politica mirata per l’agricoltura e l’ambiente”.
Antonio Franceschini, del Dipartimento delle piante dell’Università di Sassari, parlerà degli aspetti fitoterapici delle sugherete e delle strategie di intervento; mentre Pietro Luciano, Andrea Lentini e Omar Vincenzo Cao (Dipartimento Protezione delle piante) illustreranno i sistemi di lotta alle infestazioni delle sugherete.
Giorgio Cauli, dirigente Cia, descriverà le esperienze lavora-tive nel settore della difesa fitosanitaria dei boschi. I temi della meccanizzazione nell’attività estrattiva del sughero, degli interventi di miglioramento del pascolo in aree forestali e dei punti di forza e debolezza del comparto sughericolo isolano saranno affidati alle competenze di Franco Paschino, (Dipartimento Ingegneria del territorio all’Università turritana), a Salvatore Caredda, del Cnr e ad Agostino Pintus, della Stazione sperimentale del sughero di Tempio.
A conclusione degli interventi, Andrea Loche, consulente della Coldiretti provinciale, parlerà più diffusamente del comparto. Chiuderà il dibattito l’assessore provinciale all’Ambiente, Gianni Solinas. (m.a.c.) - menu - NS


BUSACHI
«Sindaco Calia, parli per lei» MERCOLEDÌ 24 MARZO 2004

BUSACHI. Le risorse economiche stanziate dalla Regione non vengono commutate in concreti processi di sviluppo? La responsabilità è delle amministrazioni locali. A sentenziarlo, davanti alle telecamere, è stata Maddalena Calia, sindaco di Lula, che nel corso di una trasmissione andata in onda su un’emittente regionale, ha addebitato all’inefficenza di certe amministrazioni il mancato utilizzo dei finanziamenti.
Le dichiarazioni rilasciate da Maddalena Calia hanno fatto balzare sulle sedie diversi amministratori di questo territorio che, sentite le sue affermazioni hanno gridato allo scandalo: «Allo stato attuale le comunità della Sardegna centrale, e tante altre, non hanno visto alcuna delle risorse già formalmente assegnate dalla Regione», dicono il presidente della Comunità montana “Barigadu” e i sindaci di Abbasanta, Busachi, Ardauli, Bidonì, Fordongianus, Neoneli, Ula Tirso e Samugheo, «E i Pit 2001 ne sono un esempio. Pertanto respingiamo quanto dichiarato dal sindaco Calia, al pari del suo tentativo di strumentalizzazione elettorale». (m.a.c.) - menu - NS


BUSACHI
La Regione cambia idea e taglia parte dei finanziamenti Pit GIOVEDÌ 25 MARZO 2004
Dai fondi assegnati verranno eliminate risorse per tre milioni

BUSACHI. Ora è ufficiale: la Regione ha fatto un passo indietro sulla concessione delle risorse economiche finalizzate alla valorizzazione turistica già stanziate all’atto della stipula dell’accordo sul Pit 2001 Barigadu-Marmilla.
E se la decisione dell’assessorato al Turismo, comunicata pochi giorni fa ai coordinatori dei piani integrati territoriali, non sarà revocata, quasi tre milioni di euro saranno defalcati dal totale dei contributi già assegnati. Una beffa con i controfiocchi per quei Comuni che, al fine di rispettare le condizioni dettate dalla stessa Regione, sono stati costretti ai salti mortali, impegnando ingenti risorse di bilancio pur di riuscire a presentare i progetti cantierabili entro i termini fissati.
Risultato, oggi le Comunità montane “Barigadu” e “Alta Marmilla” e cinque Comuni del territorio rischiano di perdere contributi che in virtù di un accordo siglato da tempo erano da considerarsi già in tasca: «È un vero sopruso», commenta il presidente della Comunità “Barigadu”, Raffaele Melette, «Di cosa ci dovremmo fidare se non di un atto formale? La Regione deve sottostare ai patti. Se l’autorità di gestione del Por non revocherà il provvedimento, ricorreremo al giudice».
La risoluzione della controversia è stata rimessa infatti al Centro di programmazione regionale del Por, che entro aprile esprimerà un parere sulla contraddittoria vicenda. Singolari sono peraltro le motivazioni con cui il responsabile della misura 4.5 (opere di infrastrutturazione del comparto turistico) accompagnava il giudizio di “non coerenza” espresso su progetti già approvati dal presidente della giunta: «I territori interessati non sono annoverati fra le aree interne».
Valutazioni ratificate quasi in toto: i progetti riguardanti la piscina termale di Fordongianus, il completamento del Centro congressi Losa ad Abbasanta, e la ristrutturazione del Centro ristoro S’Isteddu, (curato dalla Comunità montana “Barigadu”) a Neoneli, sono stati stimati “totalmente non coerenti”. La conformità solo parziale è stata riconosciuta invece ai progetti di Busachi, (accesso panoramico al lago), Samugheo (restauro del castello Medusa) e Baressa.
Gli interventi relativi al collegamento viario tra il sito archeologico Losa e l’area del Centro servizi, e al sentiero naturalistico nel parco Gracchero di Sini, sono stati invece approvati senza riserve. Nessuno però è disposto a subire lo smacco: «Anziché aiutare i Comuni che si sono esposti, li inguaiano», commenta Efisio Demartis da Fordongianus.
«È inaccettabile lasciare un’opera a metà», dice Graziano Sulis, sindaco di Samugheo, «Il restauro va completato se non vogliamo un’incompiuta».
Dice Stefano Pinna, sindaco di Abbasanta: «Spero nel parere dell’autorità di gestione dei Por. Lo sviluppo degli enti locali va sostenuto».
Il primo cittadino di Baressa, Antonio Biancu, stigmatizza l’operato della Regione: «Così facendo si tradiscono le aspettative di interi territori».
Dello stesso avviso Salvatore Crobu sindaco di Busachi: «È una presa in giro. Perché queste obiezioni non furono fatte a tempo debito?».
Maria Antonietta Cossu - menu - NS


NUGHEDU S.V.
Donna e storia, un dibattito GIOVEDÌ 25 MARZO 2004

NUGHEDU S.V. Sarà il ruolo della donna in ambito istituzionale ad alimentare il dibattito programmato dal Comune per sabato, alle 10, nell’aula consiliare. L’iniziativa, che conta la collaborazione fattiva del Job Center Barigadu e il contributo di XV Comunità montana, la Provincia e la Regione, prevede un parterre di ospiti rigorosamente al femminile, a cominciare dalla sindaco Franca Onida.
Alessia Orbana, parlerà della “donna nella storia”, mentre il suo ruolo nel percorso di rinnovamento politico sarà discusso da Maria Giuseppa Pilia, presidente della Commissione Politiche comunitarie. L’attivismo nel sociale sarà il tema trattato da Linalba Ibba, capogruppo di minoranza nel consiglio comunale di Oristano. La sindaco di Gonnostramatza, Antonella Ardu, e la vice presidente della Commissione Pari opportinità, Pupa Tarantini, parleranno della “donna, capo dell’amministrazione comunale”, e della figura carismatica di Eleonora, giudicessa di Arborea. (m.a.c.) - menu - NS


FORDONGIANUS
Esordio in aula per l’assessore SABATO 27 MARZO 2004

FORDONGIANUS. La surroga dell’assessore ai Servizi sociali sarà con tutta probabilità l’argomento che terrà banco nell’odierna riunione consiliare, convocata per le 10. Il sindaco Efisio Demartis formalizzerà infatti l’assegnazione della delega a Rebecca Marghittola, esponente della minoranza. Un cambio che ha irritato alcuni consiglieri di maggioranza e il gruppo di opposizione. La discussione verterà poi sul bilancio previsionale, sulla proposta di adesione al bando regionale sulle fonti energetiche rinnovabili, e sulla richiesta avanzata dalla minoranza di nominare il nuovo rappresentante della commissione dei servizi sociali, da cui si è dimessa Donatella Atzeni. (m.a.c.) - menu - NS


BORONEDDU
Il gran giorno degli asparagi SABATO 27 MARZO 2004

BORONEDDU. Sapori, profumi, incantevoli paesaggi agresti e notevoli testimonianze della cultura materiale del territorio da gustare e scoprire con l’uso dei cinque sensi: l’appuntamento con uno degli eventi più importanti del paese si rinnova nel segno della tradizione e delle novità. Domani si apre la 17ª “Sagra degli asparagi e dei finocchietti selvatici” curata dalla Pro loco. Protagoniste, le pietanze a base delle gustose erbe spontanee, da assaggiare insieme agli altri prodotti della gastronomia locale. Teatro della sagra sarà il salone parrocchiale e l’area adiacente, dove saranno ospitate una mostra di auto d’epoca, numerose bancarelle e stand della Pro loco. Nel pomeriggio saranno effettuate delle escursioni a bordo del trenino ecologico. (m.a.c.) - menu - NS


FORDONGIANUS
Il salto del nuovo assessore Marghittola scatena le ire di tutte le forze politiche

Si scatena la bagarre sul nuovo ingresso nella giunta Demartis DOMENICA 28 MARZO 2004

FORDONGIANUS. Dopo mesi di conflitti intestini, la crisi latente della maggioranza ha assunto le dimensioni di una grave, evidente spaccatura. A scombussolare ulteriormente i già precari equilibri interni al gruppo di governo è stato l’ultimo rimpasto in giunta, che ha decretato l’ingresso nell’esecutivo di Rebecca Marghittola, a suo tempo eletta tra le file dell’opposizione. Una scelta che alcuni consiglieri di maggioranza e la fazione di minoranza ancora ieri hanno condannato senza appello, censurando con toni particolarmente aspri la decisione come un «atto politicamente scorretto».
La surroga dell’assessore ai Servizi sociali, formalizzata dal sindaco Efisio Demartis in apertura dei lavori consiliari, ha quindi scatenato veri e propri venti di guerra, tanto che la seduta è stata sospesa per dieci minuti. «Questa maggioranza non aveva più i numeri per governare e il sindaco si è visto costretto a tentare il tutto per tutto, offrendo l’assessorato alla Marghittola. Così facendo entrambi hanno ingannato i propri elettori», ha dichiarato durante uno sferzante internento il capogruppo di opposizione Cristina Cannas.
Altrettanto caustico Battista Ghisu, appoggiato dai consiglieri Celestino Pala e Angelo Melis «Coloro che a suo tempo votarono questa lista lo fecero perché questa coalizione governasse per cinque anni, e non perché fossero esponenti della minoranza a farlo. Se fino a oggi questa maggioranza ha retto - ha poi concluso Ghisu - lo si deve al senso di responsabilità che finora abbiamo dimostrato. Continueremo a stare in maggioranza dissentendo però quando non riterremo certe scelte condivisibili».
Il clima si è poi surriscaldato quando sono stati tirati in ballo accordi pre-elettorali (veri secondo il sindaco, inesistenti secondo i “dissidenti”) che hanno determinato i precedenti cambi di giunta. «Si voleva dare a tutti l’opportunità di fare l’esperienza in giunta in modo democratico» ha affermato il sindaco Demartis. Respinta la richiesta di Ghisu di sospendere la seduta per poter discutere il bilancio in modo da legittimarne l’approvazione anche da parte dei dissidenti «esclusi dalle riunioni». Il documento è stato approvato con sette voti favorevoli e cinque contrari. Accolta invece l’istanza dei tre esponenti di maggioranza di sottoporre al Consiglio la “questione terme”. Asl e società di gestione non hanno ancora trovato un accordo, cosa su cui hanno discusso giunta e dipendenti in una rionione.
Maria Antonietta Cossu - menu - NS


ALTO ORISTANESE
In vetrina i simboli dell’identità DOMENICA 28 MARZO 2004

Le iniziative a Bidonì, Nughedu e nelle frazioni di Zuri e Domusnovas

BIDONÌ. Il loro biglietto da visita sono le viste mozzafiato sui paesaggi agresti che li circondano, punteggiati da mirabili testimonianze materiali delle civiltà che dall’epoca nuragica si sono susseguite sul territorio e affrancati dalle contaminazioni dei grandi agglomerati urbani e dei poli industriali. Un plusvalore che si aggiunge alle particolari credenziali che solo le piccole realtà rurali possono vantare, come la sopravvivenza di tradizioni arcaiche, retaggi culturali che si riflettono nella perpetuazione di usi e costumi altrimenti perduti per sempre.
E non solo. Anche di capacità legate all’arte del saper fare, diversamente destinata a essere soppiantata in modo definitivo.
Ecco il biglietto di presentazione dei minuscoli centri abitati da tempo alle prese con portentosi mulini a vento chiamati spopolamento, disoccupazione, desertificazione economica e sociale, globalizzazione.
Sono gli epicentri dell’Italia autentica, dove si riconoscono minuscole realtà costantemente in trincea nel tentativo di sopravvivere, come accade per Bidonì, Nughedu Santa Vittoria, Zuri, Domusnovas Canales.
Questi centri, al pari di Ghilarza, Norbello, Paulilatino, Ardauli, Milis e Bosa (quantunque non corrano simili rischi) oggi rappresentano una porzione di isola nell’ambito della manifestazione nazionale organizzata da Enel e Legambiente con il preciso intento di promuovere e salvaguardare l’importante risorsa che i borghi italiani rappresentano per il resto del Paese.
Un’occasione, quella offerta dall’odierna ‘Festa nazionale della piccola grande Italia’, per mostrare a chi ancora non li conosce aspetti e peculiarità che connotano questi territori ancora troppo in ombra rispetto a molte altre realtà.
Incastonati fra le colline del Barigadu e le distese dell’altopiano del Guilcer, spiccano i quattro borghi meno popolati tra quelli che nell’Alto Oristanese aderiscono all’iniziativa ‘Voler bene all’Italia’, tesa a fare scoprire e valorizzare le identità locali. Conoscere il vero volto di questi paesi significherà visitare e scrutare i simboli della loro identità: eccezionali emergenze archeologiche e storiche, tradizioni, artigianato, economia rurale, siti naturalistici.
Itinerari che condurranno nei meandri di questi microcosmi. In quel di Bidonì il percorso pensato per i visitatori si sgranerà attraverso le campagne del monte Onnariu, dove si trova l’altare di Giove, per fare poi tappa al novenario di Santa Maria di Ossolo, al nuraghe Bentosu e alle domus de ianas di Campu Olia. Meta finale sarà il centro sociale, dove è allestita un’esposizione di prodotti agroalimentari e dove si terrà una conferenza alla presenza del presidente regionale di Legambiente.
A Nughedu, oltre le escursioni nel bosco, sono previste visite al museo avi-faunistico, alle chiese rurali, alla parrocchia, alle necropoli nuragiche. Sull’altra sponda del lago si stende ammaliante la vallata di Chenale, che culla la quieta Domusnovas Canales con la suggestiva chiesa intitolata a San Giorgio.
Poco distante c’è Zuri, che aprirà le porte della chiesa di San Pietro e del museo paleobotanico.
Maria Antonietta Cossu - menu - NS

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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